Nel mondo della moda non sono molti i capi must-have, che non possono cioè mancare all’interno di un guardaroba. La maglietta polo è sicuramente uno di questi. Soprattutto per l’abbigliamento uomo essa è considerata un classico intramontabile, indispensabile per le occasioni informali, ma anche molto versatile e adatta a diverse occasioni. La polo è una t-shirt, generalmente a manica corta, caratterizzata da un colletto simile a quello di una camicia e fermato da due o tre bottoni. È di solito realizzata in piqué, un tessuto di cotone con piccoli motivi in rilievo, come rombi o quadrati.

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La storia della polo: le origini

La storia della polo ha origini abbastanza lontane nel tempo. Con la diffusione, alla fine del XIX secolo degli sport all’aria aperta, si inizia a diffondere anche un abbigliamento adeguato, tra cui la polo. Come suggerisce il nome, essa nasce nell’ambito del polo, sport che si gioca a cavallo e che consiste nel colpire con una lunga mazza una palla, da mandare tra due pali posti all’estremità del campo. Questo sport fu introdotto dagli ufficiali inglesi di stanza in India, e con esso arrivò anche un vero e proprio completo, caratterizzato da pantaloni da equitazione e una maglia a maniche lunghe di cotone spesso, cui fu poi aggiunto un colletto, fermato alla maglia da due bottoncini. La maglia risultava così simile a una camicia, ma più comoda. Questo tipo di maglietta si diffuse presto sul mercato, grazie alla produzione da parte del brand Brooks Brothers, iniziata nel 1896. Successivamente Lewis Lacey, un giocatore di polo, aprì a Buenos Aires un negozio in cui venivano vendute le originali polo-shirt, con un giocatore di polo ricamato sul petto.

La storia della polo: Lacoste

Photo Credit: Pagina Facebook Lacoste

Una figura fondamentale nella storia della polo è sicuramente Jean René Lacoste, un abile e celebre giocatore di tennis francese, che ha dato alla polo l’aspetto che possiede ancora oggi. Quello cioè di una maglia a maniche corte che unisce la comodità all’eleganza della camicia, grazie al tipico colletto. Nel tennis l’abbigliamento era poco pratico: si utilizzavano pantaloni, camicia, giacca e cravatta. Lacoste disegnò e iniziò dunque ad utilizzare un capo più pratico, ispirato alle maglie già in uso nel polo. Fu nel 1927 che Lacoste iniziò ad applicare sulla maglietta un piccolo alligatore, che è ancora oggi il simbolo del celeberrimo brand che dal suo creatore prende il nome. Infatti, dal 1933, dopo il suo ritiro, Lacoste iniziò a produrre e vendere in Europa e in Nord America la sua creazione insieme all’amico André Gillier. Fu fondata così l’azienda Chemise Lacoste, ancora oggi attiva e leader mondiale nel settore delle polo. Negli anni Cinquanta del Novecento, Fred Perry, un altro noto tennista, creò la sua versione della polo: sfidando il modello rivale riuscì a diventare in quegli anni il must-have degli adolescenti.

La storia della polo: Ralph Lauren

Photo Credit: Ralph Lauren

Un altro evento chiave nella storia della polo fu la fondazione della casa di moda di Ralph Lauren, che produceva abbigliamento casual e classico, strettamente legato allo sport del polo. La collezione del 1972 includeva la t-shirt polo, che per la prima volta veniva chiamata semplicemente polo: si consacrava così il nome di questo già diffuso capo di abbigliamento. Grazie alla collezione Ralph Lauren la polo divenne un capo di abbigliamento in uso presso ambienti non sportivi. La polo inizia dunque a slegarsi dalle sue origini e a diventare quello che è oggi: una maglietta adatta a contesti
non del tutto eleganti ma nemmeno del tutto casual, un simbolo dell’abbigliamento maschile, immancabile e intramontabile.

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