ALL è il decimo album in studio per il prolifico compositore e polistrumentista francese Yann Tiersen, uscito lo scorso 15 febbraio per la Mute Records. Ecco finalmente prendere forma tra le nostre mani l’ulteriore conferma del talento incontenibile di questo enfant terrible del minimalismo compositivo in chiave classica.

Mixato e co-prodotto da Gareth Jones, storico produttore discografico britannico di nomi del calibro di Depeche Mode, Nick Cave & The Bad Seeds ed Einstürzende Neubauten, ALL è il primo lavoro dell’artista nativo di Brest nato all’interno del suo nuovo studio di registrazione/centro sociale, l’Eksal. È proprio all’interno di questo luogo ricavato ad arte da una discoteca abbandonata nella piccola isola di Ushant, habitat naturale dell’artista nel Mar Celtico che separa Bretagna e Cornovaglia nonché sua residenza da circa una decade, che Yann Tiersen sprigiona e traspone in note la sua volontà di continuare a perseguire l’indagine sulle connessioni profonde tra uomo e natura già cominciata con il precedente Eusa (Mute Records, 2016).

La matrice di ALL si fonda esattamente nello scandagliare a livello sonoro il rapporto dell’Io con l’ambiente circostante nelle sue più disparate variazioni, come ci testimonia l’uso ad hoc dei field recording captati, fra i vari, nel Parco Nazionale di Redwood in California o nell’aeroporto berlinese di Tempelhof. L’uso studiato di quest’ultimi e il loro essere inseriti sapientemente all’interno delle tracce, come solo la mano di Tiersen sa fare, ha come effetto diretto quello di aumentare esponenzialmente l’impatto evocativo dell’intero album, come ci suggerisce il primo estratto, nonché singolo d’anteprima, Tempelhof.

ALL è  un’esperienza sonora totalizzante, iperbolica. Scopriamone il perché.

Yann Tiersen. Fonte: Malmö Live

L’esperienza che ci regala l’ascolto di ALL è totalizzante perché Tiersen con questo album scava ancora più a fondo del previsto. Non essendo un artista facilmente – per nostra fortuna – categorizzabile in una specifica nicchia o etichetta di genere, Tiersen è un compositore più che mai libero all’interno dei suoi processi sperimentali: in ALL non ci sono compromessi, e il prodotto finale ci appare quindi completamente svincolato da qualsiasi imposizione concettuale che la discografia possa mai prescrivere.

L’aspetto onirico qui regna sovrano, come testimoniano le correnti ascensionali che ci travolgono durante l’ascolto. ALL è un lavoro di una profondità disarmante, un album da consumare in tutta la sua pienezza, da assaporare nella sua perfetta eleganza. ALL ci fa innamorare nuovamente di quel mondo circostante che a volte destabilizza, ci aiuta a ristabilire quell’equilibrio in apparenza perduto con la natura alla quale per legge cosmica apparteniamo.

La cover di “ALL”. Fonte: AXS

L’esistenza umana descritta da Tiersen nello snodarsi delle undici tracce del suo decimo capolavoro è nella sua accezione universale, si fa reale nell’immersione totale in quella miscela variegata di immagini sonore che il compositore ci offre all’ascolto. ALL è prodotto e manifestazione di riflessioni attente sulla natura umana e del suo rapportarsi verso quell’esterno di cui siamo inesorabilmente manipolatori: il punto di partenza è quindi proprio il ricominciare a riflettere su questi temi partendo dall’essenzialità delle connessioni che ci collegano alle atmosfere naturali, atmosfere che nella routine del quotidiano tendiamo troppo spesso a lasciare da parte.

Le trame sono materiche, accattivanti, delle strutture ariose e lussureggianti in cui il piano di Tiersen regna sovrano senza impedimenti. L’ambient in purezza è ciò che genera la sostanza di ALL nella sua globalità, un ambient tuttavia dai tratti più che mai morbidi e rotondi che libera quel carattere profondo di universalità di cui accennavamo in precedenza tramite un escamotage di tipo testuale.

Sì, perché ad accompagnare i passaggi corali della personale elegia bucolica di Yann Tiersen vi è la scelta mirata trascurare l’uso ormai smodato in ambito discografico della lingua inglese a favore di una varietà di idiomi diversi al fine di esaltare l’essenza meditativa dell’intero album.

La comunicatività viene quindi elaborata e realizzata in ALL attraverso altri canali, decisamente non canonici: è una comunicazione di tipo intimo, legata ad aspetti puramente non-verbali. La concatenazione perfetta tra le parole, aventi qui quasi un carattere mistico data la loro incomprensibilità di fondo, e gli arazzi sonori ricamati con minuzia dall’estro impareggiabile di Tiersen ci comunica qualcosa di più profondo di ogni altro possibile messaggio articolato attraverso concetti strutturati in parole. ALL è perciò essenzialmente stimolante in tutta la sua integrità, una perla del panorama discografico odierno.

Yann Tiersen. Fonte: Atmosphere

Sarà per noi possibile godere live dell’esperienza tierseniana nelle tre date date italiche dell’imponente tour del polistrumentista di Brest, rispettivamente il 15/03/2019 al Conservatorio di Milano, il 16/03/2019 all’Auditorium Conciliazione di Roma e il 17/03/2019 all’Auditorium Manzoni di Bologna.

Non perdete queste occasioni, lasciatevi travolgere.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊 / 10

Brani consigliati: Tempelhof, Koad, Gwennilied, Bloavezhioù

 

Tracklist:

1. Tempelhof
2. Koad
3. Erc’h
4. Usal Road
5. Pell
6. Bloavezhioù
7. Heol
8. Gwennilied
9. Aon
10. Prad
11. Beure Kentañ

 

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