Ascoltare Niccolò Fabi non significa solo immergersi nei suoi folti capelli ricci, ma anche e soprattutto nel suo mondo forse poco conosciuto e troppo spesso sottovalutato.

Niccolò Fabi non è solo il cantante che, in sella a una bicicletta e con lo sfondo di un greenscreen, cantava Vento d’estate in compagnia di Max Gazzè. Non è solo il cantautore di quel brano simbolo di chi combatte con i capelli ricci quotidianamente e lo fa pettinandosi con le bombe a mano. Niccolò Fabi è tanto altro e come canta una sua canzone, forse, il posto delle meraviglie è solo un po’ più nascosto.

Per cercare tutta la meraviglia che il cantante riesce a trasmettere attraverso i suoi testi, la strada è lunga e ci porta tra quei locali che lo hanno visto esibirsi per la prima volta. Probabilmente per gli amanti del trio Fabi-Silvestri-Gazzè che nel 2014 ha infuocato e reso felici i fan di tutta Italia, aver partecipato ai primi concerti nei locali di Roma è stato come vincere alla lotteria.

Dai palchi dei locali romani a quello di Sanremo

Sui palchi di quei pub, a volte improvvisati, Fabi conosce Riccardo Sinigallia con il quale fonda un gruppo e grazie al quale riesce a farsi conoscere da una casa discografica.

Esce il suo primo singolo Dica, partecipa al Festival di Sanremo e, proprio grazie a quella canzone che racconta la sua capigliatura, vince il premio della critica. Finalmente il pubblico fa la conoscenza di quel cantante che difficilmente ha tradito le aspettative dei suoi fan, che gli dimostrano costantemente un affetto paragonabile a quello che si potrebbe destinare a un affetto stabile.

Niccolò Fabi cambia le carte in tavola e lo fa tante volte: scrive grandi canzoni per sé e fa lo stesso per i suoi colleghi, canta in spagnolo, collabora con artisti vicini alla sua musica, ma anche con altri lontani dal suo modo di scrivere e cantare. Questa descrizione, però, potrebbe valere sia per Niccolò Fabi che per tanti altri artisti capaci di tutto ciò.

Cos’è, quindi, che rende speciale il cantautore? Cerchiamo di capirlo attraverso tre parole simbolo della sua musica: empatia, genuinità e poliedricità.

Empatia

In psicologia o anche semplicemente secondo la lingua italiana, per empatia si intende quella capacità di comprendere in maniera totale lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia che di dolore. Ma perché la parola empatia è così importante per capire cosa rende diverso il cantautore romano?

Se nella prima parte della sua carriera Fabi è ironico, spensierato e canta di temi legati al suo essere trentenne, nella seconda parte della sua carriera e della sua vita qualcosa cambia. Il cantautore riesce a raccontare la sua intimità e con tanta semplicità riesce a raccontare anche la nostra di intimità.

Canta di amori finiti. Lo fa anche attraverso il punto di vista di chi lascia, come nella bellissima Lasciarsi un giorno a Roma o di amori destinati ad essere così tanto eterni da avere il “privilegio” di posare la mano sugli occhi della persona amata. Canta dello smarrimento e della voglia di ritrovarsi in Lontano da me e Lontano da tutti, cantata da Serena Abrami. Canta, molto spesso, di quel dolore che lo ha coinvolto in prima persona e noi quel dolore lo rendiamo nostro tanto da riuscire, empaticamente, a cantare “io certo non ti lascerò mai andare/di certo non ti lascerò sparire”. Se in questo periodo volete farvi un regalo e capire l’empatia secondo Niccolò Fabi ascoltate Io sono l’altro.

Genuinità

Come abbiamo anticipato, ascoltare un album o accendere Spotify per riprodurre un brano di Niccolò Fabi, può essere per molti un vero e proprio toccasana per l’anima. Ma cos’è quel fattore che rende così immediata e così “facile” da capire ogni sua canzone?

Il cantautore romano non ha bisogno di fronzoli e parole ricercate nelle sue canzoni, il messaggio appare chiaro sin dalla prima frase dei suoi testi o addirittura da titoli come Elementare. Un brano dove il bacio di una favola o il sonno della domenica raccontano meglio di qualsiasi altro brano la semplicità delle piccole cose. Niccolò Fabi, si trasforma in un Amélie della musica e ci fa riscoprire il valore e la genuinità di quelle piccole cose.

Se la disincantata protagonista dell’omonimo film ci ricorda quanto sia bello lanciare i sassi in un canale o sentire il cibo col tatto, il cantautore ci ricorda il piacere genuino di una partenza, di un bacio sperato e non dato o il paragrafo di un libro qualunque. Se volete immergervi nella genuinità e semplicità dell’artista è arrivato il momento di ascoltare l’album Una somma di piccole cose.

Poliedricità

Questo termine, così difficile da scrivere e pronunciare, riassume in dodici lettere il percorso artistico di Niccolò Fabi. Abbiamo già detto che la sua carriera ha vissuto due fasi, ma non abbiamo ancora detto quanto il cantautore abbia sperimentato in ognuna di queste fasi.

Sale in cattedra come prof e lo fa all’Officina delle arti Pier Paolo Paolini nella sezione Canzone. Musicalmente parlando, si sposta dal mercato spagnolo a quello italiano a suon di album e di singoli. Duetta con numerosi artisti italiani e non: da Edoardo Bennato e Jarabe De Palo nella dolcissima e romantica Mi piace come sei a Fiorella Mannoia, interprete femminile per eccellenza, con cui canta Offeso. Ma non solo.

Oltre all’indimenticabile album e tour con Max Gazzè e Daniele Silvestri, Fabi pubblica Violenza 124. Questo progetto, inusuale e poco in linea con lo stile del cantautore, coinvolge artisti di realtà completamente differenti: Boosta, Roberto Angelini e i Mokadelic, compositori delle colonne sonore di Gomorra e Sulla mia pelle. La collaborazione con questi ultimi si trasforma nella creazione della colonna sonora del film di Gabriele Salvatores Come dio comanda tratto dall’omonimo libro di Niccolò Ammaniti.

Si avvicina all’elettronica nell’ultimo album, dopo aver toccato vene intimistiche e senza mai abbandonare quella cantautoriale. Se volete cercare un pizzico di quella componente elettronica, ma anche tutta la delicatezza di cui è capace l’artista, Tradizione e tradimento fa per voi.

Insomma, Niccolò Fabi non smette mai di stupirci, e la sua musica fa bene alla nostra anima.

Fonte immagine di copertina: sito ufficiale Niccolò Fabi

 

 

 

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