Gli anni passano, ma i teutonici padri dell’industrial restano. Esponenti di punta dell’avanguardia musicale berlinese, gli Einstürzende Neubauten, espressione approssimativamente  traducibile come “i nuovi edifici che crollano”,  si formano nella capitale tedesca nel lontano 1980, quando la tanto agognata riunificazione delle due Germanie appariva ancora come un lontano miraggio.

Il carismatico leader Blixa Bargeld, al secolo Christian Emmerich, all’epoca appena ventunenne, assieme ai percussionisti F.M. Einheit (Frank Strauss) e N.U. Unruh (Andrew Chudy), ha dato così vita ad un gruppo irriverente, ribelle e profondamente nichilista, non conforme alle convenzioni sociali e musicali vigenti in quell’epoca, figlie naturali del krautrock e dell’elevata e sperimentale musica cosmica degli Ash Ra Tempel del compositore Klaus Schulze.

Gli Einstürzende Neubauten live nel 2015. Fonte: Meiken Kildegaard

Cominciano così gli anni della sperimentazione, frutto di un profondo desiderio di rottura con tutti gli  schemi prestabiliti, ovvero i responsabili del profondo disagio interiore ed emotivo proprio della gioventù berlinese. Le loro atipiche strumentazioni, composte principalmente da lamiere, martelli pneumatici e materiali industriali di recupero permettono alla band fin dagli esordi di esprimere al meglio la loro volontà di varcare i confini del canonico musicale: l’aspra vocalità di Bargeld si miscela così al rumore puro, al limite della cacofonia. Le atmosfere sono morbose e i ritmi puramente ossessivi, metallici e rabbiosi, quasi claustrofobici. Gli Einstürzende Nebauten mettono così in atto, in ogni live da più di trent’anni a questa parte dal loro esordio con l’album Kollaps, la loro personale catarsi in un’ambientazione assolutamente teatrale, che coinvolge e colpisce con veemenza l’ascoltatore, rendendolo un unicuum con le sonorità circostanti.

Gli Einstürzende Neubauten in concerto all’Elbphilharmonie di Amburgo. Fonte: Viktor Wallström

Per chi voglia godersi l’unicità di un loro live non dovrà attendere molto: il 17 luglio saranno infatti sul palco dell’Ippodromo di Capannelle all’interno del Postepay Rock in Roma con il loro stage degno di una baustelle tutta tedesca, pronti a percuotere l’interiorità dei loro ascoltatori con la stessa tenacia delle linee di basso del loro Alexander Hacke. Da non perdere.