Nelle prossime righe vi sveleremo due segreti: il primo è che il cuore esce difficilmente illeso dal capoluogo emiliano. Il secondo, invece, è che lì anche le vostre orecchie potranno provare un piacere estremo ed appagante. Suoni e melodie si diffondo dai portici fino alle piazze, mietendo vittime tra i malumori e le noie quotidiane dei passanti; basterebbe appena guardarsi intorno per capire quanto l’arte viva in tutte le cose, che si tratti delle fughe tra i mattoni aranciati o le corde del chitarrista di strada allo svincolo principale. Qui da noi vige un mantra, quello di promuovere sempre e ad ogni costo la bellezza. Oggi vogliamo assaporare solo una piccola fetta di questo tutto per parlare di alcune interessanti novità del panorama musicale bolognese; colta l’occasione del nostro primo appuntamento site specific, abbiamo chiacchierato con tre gruppi selezionati di cui vi proporremo i rispettivi ultimi lavori in studio. Basta con le premesse, che ne dite di iniziare subito? È con grande piacere che vi presentiamo i Miotic, i Mangroovia ed i NOP.

 

Miotic

La formazione dei Miotic (Fonte: ©Luminol Records)

I Miotic si sono formati nel 2010, a Bologna, da Davide alla chitarra, Nicola alla batteria ed Andrea al basso. I tre provengono da diverse esperienze musicali (Nero di Marte, Nono Cerchio, Antarte, Super Trutux) ma condividono il math-rock come un terreno comune tra loro e principale influenza per la band. Dopo alcuni mesi di prove registrano e pubblicano il loro omonimo EP di debutto, iniziando a diventare riconosciuti sulla scena underground italiana come un abile trio strumentale che mescola momenti di intreccio ritmico ed atmosfera con facilità. Nel gennaio 2013 tornano in studio per registrare il loro primo lungometraggio autoprodotto, Antinomia, promosso poi attraverso numerosi spettacoli dal vivo e condividendo il palco con gruppi come Tera Melos, Les Rhinocéros, Hot Head Show e molti altri. Allo stesso tempo il trio attira nuove influenze ed arriva ad un lungo periodo di sviluppo per il loro secondo album, che subisce un lungo processo di scrittura e arrangiamento. Così nel 2017  nasce CTRL+A, pubblicato dalla Luminol Records: una raccolta e maturazione di tutte le sfumature musicali della band attraverso una vasta gamma di atmosfere diverse.

CTRL+A è stato registrato dal vivo presso lo Studio 73 di Ravenna dal produttore Riccardo Pasini in tre sessioni separate durante il corso del 2017. La scelta della registrazione dal vivo è stata principalmente guidata dall’ottenere il suono più fedele possibile alle esibizioni dal vivo della band. Quest’ultima opera passa attraverso diversi generi musicali fluidamente lungo una semplice parabola: la prima parte dell’album è dedicata alle influenze puramente matematiche, mentre la seconda parte è orientata verso atmosfere più oscure, tornando a idee che sono state introdotte in Antinomia.

Quello dei Miotic è un disco potente, forte, impavido ed agguerrito. L’ascoltatore ne rimane coinvolto da capo a piedi, completamente e soddisfacentemente fradicio dopo un tuffo in quel noise che, più che ad un rumore, somiglia ad un’armonia di battiti ed anime guerriere. Destiniamo un accorato consiglio d’ascolto a tutti i terminator che nutrono sentimenti: CTRL+A è un album per spiriti d’acciaio e cuori gentili.

 

1) Richiesta a bruciapelo: usate solo tre aggettivi per descrivervi.

Testardi, nevrotici e curiosi.

2) Come e quando è nata la vostra unione musicale?

Il trio si è formato nel 2009. Davide e Andrea suonavano insieme in un progetto precedente, concluso il quale hanno deciso di intraprendere una strada più sperimentale e cercare un batterista adatto. All’inizio si era pensato anche di coinvolgere un cantante, ma col tempo la scelta di comporre musica strumentale ha preso il sopravvento. Nicola si è aggiunto nello stesso anno, adattandosi perfettamente alle nostre idee e condividendo con noi gli stessi gusti musicali.

3) Quali sono gli album di cui non potete assolutamente fare a meno?

Carboniferous dei Zu, Hold Your Horse is degli Hella e Lateralus dei Tool.

 

4) Bologna come background di vita: quanto è stata determinante nelle scelte e nei percorsi intrapresi?

Bologna è sicuramente uno sfondo che influenza positivamente la vita di un musicista, è una città musicalmente viva e stimolante, ricca di eventi che danno spazio alla musica underground. Alcuni dei nostri brani sono stati ispirati dalle atmosfere bolognesi, altri addirittura citano nel titolo episodi o situazioni vissute in questa città.

5) Chiudendo gli occhi per un istante, dove vi immaginate tra cinque anni?

Tra cinque anni ci auguriamo di avere alle spalle tanti nuovi brani e album e di dare un’evoluzione interessante alla nostra musica.

 

La TRACKLIST di  CTRL+A:

1. Qix 5:43
2. CTRL+Z 2:55
3. Famara 8:41
4. Kew BUY 6:43
5. The Man Who Laugh 7:01
6. Make Us Whole 8:53
7. Pioneer One 5:31

 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Brani consigliati: Famara, Make Us Whole, Pioneer One

 

 

Mangroovia

La formazione dei Mangroovia (Fonte: ©SMC Europe)

 

I Mangroovia sono una band Synth Pop/ Neo Soul nata a Bologna nel 2015 ed il gruppo è composto da Vincenzo Destradis alla voce, Simone Pizzi alle tastiere e ai synths, Vyasa Basili al basso e Vincenzo Messina alla batteria. Il Groove è l’elemento distintivo della band, parte fondamentale del loro tessuto sonoro che, unito all’elaborazione e alla ricerca timbrica, contribuisce a rendere il loro sound originale, in continuo movimento tra visceralità e immaginazione. Dopo essersi esibiti nell’area bolognese, nel 2018 portano il loro live energico e sorprendente in giro per tutta l’Italia e pubblicano i video di Golden Cage, Coming Back e l’Ep Live: The DMN Session.

Mangroovia è il nuovo EP dell’omonima band nonché prima produzione ufficiale, è disponibile da venerdì 25 gennaio su Spotify, iTunes e tutte le principali piattaforme digitali. Diverse le tematiche affrontate nell’EP: vanno dal rapporto con la terra natale a quello con Bologna, la città in cui risiede attualmente la band, a scelte personali di vita fino ad uno spunto di riflessione sulla società odierna. I brani nascono da un’intensa attività compositiva e da un’incessante ricerca di innovazione sonora in cui si denotano con chiarezza le influenze Synth Pop, R’n B e Neo Soul, generi di riferimento del gruppo.

Se vi ritrovate nella reazione che vi stiamo per descrivere, riuscirete a fare un respiro di sollievo e provare un profondo senso di empatia. Già, dai primi secondi potreste saltare dalla sedia per catapultarvi nei gloriosi anni Settanta: mettere play anche solo all’open track Golden Cage significa ripercorrere tra le mani la ruvidezza del vinile di All ‘n All degli Earth, Wind and Fire, assaporarne i solchi ed avere un brivido carnale quando la puntina s’incanta all’altezza del terzo brano del lato B Runnin‘. Ecco che poi arrivano a seguire i Jamiroquai, i Daft Punk ed altri amici… Tranquilli, c’è posto per tutti! Il soul di Mangroovia accoglie ed ama tutti indistintamente. Grazie a Dio (del Funk).

 

1) Richiesta a bruciapelo: usate solo tre aggettivi per descrivervi.

(Vincenzo D.) Se dovessimo usare tre aggettivi per descriverci… Dinamici, estroversi ed immaginosi

 

2) Come e quando è nata la vostra unione musicale?

(Vincenzo D.) I Mangroovia, i cui componenti sono Vincenzo Messina alla batteria, Simone Pizzi alle tastiere e Synth, Vyasa Basili al basso e io, Vincenzo Destradis alla voce, è un progetto musicale che nasce circa quattro anni fa a Bologna. Non ci siamo incontrati proprio tutti subito: inizialmente la formazione era un trio, senza il basso che veniva sostituito da Simone. Non avevamo ancora bene in mente cosa fare, suonavamo con l’intento per lo più di fare qualche soldo nei locali bolognesi arrangiando certi brani popolari (D’angelo …ecc) con rimiche e armonie Jazz, Nu Soul. Per un breve periodo all’interno del gruppo si aggrega Filippo Bubbico alle tastiere che supplisce
alla mancanza del basso con il Bass synth. Ben presto Vyasa Basili, l’unico Bolognese doc, si inerisce sostituendo Filippo Bubbico il quale ha comunque contribuito a integrare certe influenze musicali nel gruppo.
In generale la voglia di fare musica originale è sempre stato il pallino fisso di tutti, chi da musicista non vorrebbe avere il proprio gruppo indipendente e fare musica inedita!?

 

3) Quali sono gli album di cui non potete assolutamente fare a meno?

(Vincenzo D.) In generale viene da pensare a Robert Glasper Experiment, The Shining di Jdilla, Ritual Union dei Little Dragon, The English Riviera dei Metronomy, Oracular Spectacular degli Mgmt, l’omonimo dei Fleet Foxes, Currents dei Tame Impala, poi Black Messiah di D’angelo… ce ne sono tanti altri

 

4) Bologna come background di vita: quanto è stata determinante nelle scelte e nei percorsi intrapresi?

(Vincenzo D.) Bologna è una città per così dire frizzante. È una città comoda e abbastanza economica. Sicuramente ci ha avvantaggiato trovarci qui piuttosto che in città più grandi come Milano o Roma ci troviamo nel centro storico! Quindi sicuramente possiamo dire che è stata una città determinante per il nostro fare, diciamo molto comoda. L’esempio lo abbiamo con il batterista Vincenzo Messina: la sua cantina dove proviamo si trova a meno di 800 metri dalle nostre abitazioni, una grande fortuna avere un cantina tutta per noi… C’è anche molto interscambio tra musicisti essendoci il conservatorio, piuttosto frequentato e con un ricambio di musicisti costante. In definitiva sì, è stata una città determinante: anche nelle scelte, in quanto è collocata al centro Nord e quindi nelle vicinanze delle città più importanti.

 

5) Chiudendo gli occhi per un istante, dove vi immaginate tra cinque anni?

(Vincenzo D.) Difficile dirlo. Oggi come oggi è un po’ tutto un’incognita. Tanta è la concorrenza ma confidiamo nei nostri sforzi. Sicuramente nei più importanti palchi almeno nel contesto italiano. Stiamo già preparando testi in italiano per poter confrontarci meglio e vedere come reagisce il pubblico in Italia. Nel contempo stiamo cercando di capire come organizzare tour all’estero. Non è facie ma speriamo che nei prossimi anni ci si possa confrontare anche con il mercato estero. Almeno tentare!

La TRACKLIST di MANGROOVIA:

1. Golden Cage 3:44
2. Let’s Turn Around 3:10
3. Arise 3:08
4. Coming Back 3:11
5. Zanzare 3:27
6. Sticked on the Street 4:05

 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊 e ½/10

Brani consigliati: Golden Cage, Zanzare

 

 

 

NOP

La formazione dei NOP (Fonte: ©NOP)

I NOP nascono nel febbraio 2011 dall’incontro di cinque ragazzi bolognesi appartenenti a generi musicali completamente diversi: Francesco Malferrar alla voce, Claudio Bizzarri a chitarra e tastiere, Gianluca Davoli alla chitarra solista, Marco Righi al basso ed Andrea Pirazzoli alla batteria. La loro unione ha creato un rock dallo stile unico, ricco di sonorità tipiche della ricerca melodica del pop italiano fuso al sound più quadrato del rock odierno di matrice tipicamente statunitense. In otto anni di attività collezionano innumerevoli live, partendo da contesti decisamente improbabili da adolescenti ed approdando nella primavera del 2018 sul grande palco di Piazza Maggiore di Bologna. Cambiano diversi componenti nel corso degli anni fino a trovare una stabilità che li porterà all’uscita del loro nuovo album nel 2019. Con alle spalle una partecipazione a SanRemoSocial in collaborazione con la SanLucaSound (2012,2013) e la vittoria di diversi riconoscimenti a contest musicali, sono pronti a rimettersi in gioco quest’anno come band, ma soprattutto come gruppo di amici, iniziando dalla pubblicazione del nuovo singolo Le Strade di Bologna.

Le Strade di Bologna è uscito il 12 febbraio scorso; è vero, parliamo di un solo pezzo, eppure è così particolare e vincente da poter reggere il confronto con le pubblicazioni degli altri due gruppi. Tanti indizi, dall’intro al solo di chitarra, fanno presupporre la sua potenziale a diventare una hit trasmessa a ruota dalle emittenti radiofoniche; pop e rock allo stesso tempo, riesce a gestire bene questo dualismo che non cede al cinico nichilismo. Occhi ed orecchie puntati sulla prossima uscita del full lenght.

 

1) Richiesta a bruciapelo: usate solo tre aggettivi per descrivervi.

 Rock, bolognesi e tremendamente allegri.

 

2) Come e quando è nata la vostra unione musicale?

Otto anni fa in una saletta improvvisata in un sottoscala. Provenivamo da esperienze nella musica talmente tanto diverse che cominciare a suonare insieme ci è sembrata la cosa più naturale che si potesse fare. Da quel giorno sono passati tanti palchi, dai più piccoli ai più grandi, ma l’emozione quando il nostro batterista dà i 4 per partire con il brano è sempre esattamente la stessa del primo live.

 

3) Quali sono gli album di cui non potete assolutamente fare a meno?

 Come dicevamo proveniamo da generi musicali totalmente diversi, e pensiamo che questa sia la nostra forza. Volendo rimanere nel panorama italiano, pensiamo possano rappresentarci al meglio tre album: 12.000 lune di Lucio Dalla, con la sua meravigliosa versione live nel teatro di Tindari, Nome e Cognome di Luciano Ligabue e Viaggio senza Vento dei Timoria.

 

4) Bologna come background di vita: quanto è stata determinante nelle scelte e nei percorsi intrapresi?

 Fondamentale. Questa città parla di musica, trasmette musica e vive di musica. Bologna è nel nostro cuore e proprio per questo abbiamo voluto dedicarle il nostro singolo LE STRADE DI BOLOGNA, che anticipa l’uscita del nostro primo album. Un brano che parla di amori sofferti che si consumano fra la vita notturna dei pub e i portici deserti, di musica e della bellezza della nostra terra.

 

5) Chiudendo gli occhi per un istante, dove vi immaginate tra cinque anni?

 Su un palco. Lì è dove ci sentiamo completamente a casa.

 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

 

Così si conclude il nostro appuntamento sulla Bologna da ascoltare. Buona scoperta e buon viaggio!

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