Quante volte avete “urlato contro il cielo” e “ballato sul mondo” ai suoi concerti? Quante volte avete cantato intorno a un falò Certe notti e Piccola stella senza cielo? Quante volte avete fatto Sogni di rock and roll o avete cercato di far breccia nel cuore di una ragazza con le sue canzoni d’amore? Se la risposta è tantissime, saprete sicuramente di chi stiamo parlando. Capelli brizzolati, voce rauca, fisico ed energia di un trentenne. Il cantautore che quest’anno compie la bellezza di ben sessant’anni è Ligabue.

Il rocker nasce a Correggio, un piccolo paese dell’Emilia-Romagna e prima di calcare il palco e registrare sold out a quasi tutte le sue date, ha svolto i lavori più disparati: promoter, ragioniere e addirittura calciatore. Per farla breve non è uno di quegli artisti sfornati dai talent a diciott’anni o diventato famoso in piena pubertà come Il Volo, ma uno di quelli che prima di diventare popolare la gavetta l’ha fatta e l’ha fatta in tutti i campi della vita possibili. Insomma, tutto tranne qualcosa che avesse a che fare col mondo a cui solo alla fine degli anni ’80 è approdato.

Sessant'anni Ligabue

Fonte: Wikipedia

Gli esordi

Dopo aver fondato un gruppo, gli Orazero, partecipa a diversi concorsi e scrive alcune tra le canzoni che tutt’ora sono considerate come quelle più belle che abbia mai scritto. Per citarne alcune: Sarà un bel souvenir, Bar Mario e Anime in plexiglass. C’è sempre, però, un momento che segna la grande svolta in positivo o in negativo di un artista e quel momento per Ligabue è il suo incontro con Pierangelo Bertoli. Il noto cantautore emiliano che, in quel cantautore trentenne dai capelli lunghi vede qualcosa, gli fa conoscere quello che per molto tempo sarà il suo produttore, Angelo Carrara.

Ed ecco il primo disco: Ligabue. Suonato insieme alla sua nuova band, i Clan Destino, questo disco è e rimarrà uno dei più belli del Liga. Il cantautore non sbaglia una traccia e si muove a suo agio tra canzoni d’amore come Piccola stella senza cielo e canzoni nate per chiudere in bellezza tutti i suoi concerti. E così, a trent’anni e dopo una vita passata “giù da quel palco”, Ligabue inizia ad ottenere consensi e successo.

La crisi

Un successo che, però, sembra trovare un semaforo rosso con Sopravvissuti e sopravviventi. Avete presente Ho messo via e Walter il mago? Se riconoscete questi due titoli e con almeno uno dei due avete pianto, sicuramente non crederete mai che quest’album sia stato uno dei meno apprezzati di Ligabue. Il disco, infatti, non ottiene il successo sperato e diventa l’album per eccellenza della “crisi”. Ma ad una crisi si può rispondere in due modi: cadere e rialzarsi o cadere e basta. Ligabue sceglie il primo e sforna dalla sua Emilia-Romagna due album indimenticabili: A che ora è la fine del mondo e Buon compleanno Elvis.

Gli album della consacrazione

Il primo è, per citare le stesse parole dell’artista “una raccolta di schegge sparse” e tra quelle schegge c’è anche Urlando contro il cielo, non solo inno dei fan di Ligabue, ma anche della squadra del cuore del Liga, l’Inter. Se l’album fatto di schegge sparse è il disco di ritorno al successo, Buon Compleanno Elvis è quello della consacrazione. Ispirato a Elvis e alla musica americana, questo progetto è il progetto per eccellenza. Ascoltare questo disco è un piacere e se volete l’inno di un’intera generazione cresciuta negli anni novanta, eccovi serviti. E si può restare soli/ certe notti qui vi ricorda qualcosa? La canzone di cui parliamo è, ovviamente, Certe notti.

Un brano che non ha bisogno di essere descritto o di essere elogiato, cosa che anche Ligabue non hai mai fatto, affermando che lui stesso non credesse nella forza della canzone. Ma cosa lo ha reso famoso? Sicuramente la sua narrazione: perché si faccia avanti chi, almeno una volta, non ha vissuto le nottate fuori con gli amici o con la donna amata come quelle descritte dal Liga.

Di lì in poi tanti Festivalbar, concerti, premi vinti e album indimenticabili, ma soprattutto tanta voglia di reinventarsi e di cimentarsi in vari campi: dalla scrittura al cinema. Si ispira a Tondelli e scrive diversi libri di racconti e di poesia, ma non solo.

Ligabue diventa regista

Decide, ancora una volta, di fare qualcosa che va oltre la sua comfort zone e diventa regista. Lo fa per la prima volta in Radiofreccia, di cui difficilmente dimenticheremo il credo del protagonista e la sua colonna sonora e ci riprova a distanza di tempo in Da zero a dieci e Made in Italy.

Possiamo dire tante cose di Ligabue, tra cui la più gettonata è sicuramente “lo preferivo ai tempi di Leggero e di Quella che non sei”. C’è chi lo sosterrà sempre e comunque anche con album poco riusciti e meno affascinanti di altri. Di una cosa siamo sicuri: il Liga è uno di quei cantanti che ci hanno accompagnato durante l’adolescenza e non solo.

Se volete scoprirlo o riscoprirlo in questi giorni in cui tutto si è fermato, ecco tre brani. Piccolo vademecum: un brano è conosciuto da tutti, il secondo è uno di quelli da ascoltare quando non abbiamo la forza di rimetterci in piedi e il terzo è, invece, uno tra quelli che, forse non conoscerete.

Piccola stella senza cielo

Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo
mentre scoppi in volo

Un racconto disincantato dell’universo femminile. La piccola stella di cui Luciano canta è una sua amica che ha pagato lo scotto di aver vissuto la vita e l’amore con troppa ingenuità. Liga, cantando la storia di una sola ragazza, si è fatto portavoce di un sentimento ricorrente tra le donne: quello di lasciarsi andare e di potersi permettere il lusso di essere ingenue, ignorando così la propria vulnerabilità.

Il giorno di dolore che uno ha

Quando farsi una ragione
Vorrà dire vivere
Te l’han detto tutti quanti
Che per loro è facile

In un momento in cui tutto ci sembra buio e in cui spesso la forza d’animo viene a mancare, fatevi un regalo e ascoltate questa canzone. Scritta inizialmente solo per essere donata ad un amico che viveva momenti di sofferenza e malattia, Il giorno di dolore che uno ha è stata poi pubblicata nell’album Su e giù da un palco. Da quel momento in poi è diventato un brano da ascoltare in loop quando la vita ci mette davanti degli ostacoli che ci sembrano insormontabili e quando quella stessa vita è un po’ più forte del tuo dirle “grazie, no”.

Kay è stata qui

Niente è più uguale
Kay è stata qui
Kay è stata qui
niente è più uguale
sarà mai…

Inserita in Miss Mondo 99, questa canzone ha un tema molto importante e il messaggio che veicola lo è ancora di più. Si parla di droga e dell’effetto che ha non solo su chi la prova, ma anche sulla gente che gli è intorno. Due atteggiamenti diversi per due situazioni diverse: chi la prova dimostra una sfacciataggine nei confronti della morte, mentre chi la subisce ha un atteggiamento considerato “pesante” dal primo gruppo di persone. Dal punto di vista musicale è forse una delle più riuscite, grazie anche alla volontà di inciderla in maniera melodrammatica e di sottolinearlo con una tromba e un’orchestra registrata ad Abbey Road, negli studi della Apple.

Fonte immagine di copertina: Wikipedia
© riproduzione riservata