Una delle voci più conosciute del Regno Unito, ex membro di una delle band che ha scritto le canzoni più belle della storia, vincitore di 16 Grammy Awards, 3 BRIT Awards e un Golden Globe. Di chi stiamo parlando? Stiamo parlando dell’english gentleman Gordon Matthew Thomas Sumner. Non vi viene in mente a chi appartenga questo nome così lungo? Appartiene all’uomo che a tutti gli effetti è stato adottato dalla Toscana e più in generale dall’Italia, nonché Sting. Nella sua vita il cantante non si è fatto mancare niente: dalla sua esperienza con i Police a una lunga e decisamente fruttuosa carriera da solista che lo ha portato, tra le altre cose, ad essere candidato per ben quattro volte al premio Oscar. La sua carriera ha inizio a Wallsend, nella periferia a nord di Newcastle upon Tyne, dove pur di portare avanti la sua passione suonò ovunque. Prese parte a diversi gruppi jazz locali tra cui uno, i Phoenix Jazzmen, a cui si deve probabilmente il suo nome d’arte. Si narra infatti che Sting fosse abituato a portare una maglietta nera e gialla che ricordava un’ape: di qui il suo pseudonimo, che in italiano può essere tradotto come “pungiglione”. La svolta vera e propria per il cantante arrivò nel 1976 quando incontrò il chitarrista corso Henry Padovani e il batterista statunitense Stewart Copeland, con i quali formò uno dei gruppi più amati nel panorama mondiale, i Police. Sebbene il gruppo non ebbe vita lunga, non superando e subendo la crisi del settimo anno, le classifiche furono in realtà dominate dalle loro canzoni. Prima su tutte Roxanne, senza dimenticare brani come Message in a bottle e Every Breath You Take. Dopo la separazione con i Police, con cui più volte si è tentata una reunion e in alcuni casi ci è anche stata, la carriera di Sting è decollata e anche da solista ha collezionato brani bellissimi e indimenticabili. Nell’anno in cui spegne ben sessantotto candeline (ebbene sì, Sting ha quasi settant’anni), non sta solo per partire con un tour mondiale che il 29 ottobre approderà al Mediolanum forum, ma ha anche pubblicato un disco pochi mesi fa. Uscito un anno dopo il progetto con Shaggy, My song è l’ultima fatica di Sting ed è un best of della sua carriera, rivisitato in chiave moderna. Per festeggiare il penultimo compleanno da sessantenne, ripercorriamo nota dopo nota cinque brani che hanno reso Sting, uno dei cantanti più conosciuti del panorama musicale.

Every Breathe You Take

A proposito di premi e di canzoni che hanno reso famosi i Police nel mondo, questo brano ha tutte le carte in regola per poterne parlare. Inserita nella lista delle cinquecento migliori canzoni secondo Rolling Stones e vincitrice di un Grammy Awards nel 1984 è considerata dalla maggior parte delle persone che la ascoltano superficialmente, una bellissima canzone d’amore. Ma andiamo oltre. Quel Every Breathe You Take utilizzato e cantato a squarciagola durante serenate, matrimoni e affini, nasconde ben altro. Lo stesso Sting ha dichiarato che dietro quella che in realtà gli era sembrata una semplice lovesong con il suo“Every breath you take/Every move you make/Every bond you break/Every step you take/I’ll be watching you” si nascondeva «una canzone cupa che parla di controllo, gelosia, sorveglianza».

Message In A Bottle

Pubblicato nel 1979, Message in a bottle è il primo singolo estratto da Regatta de blanc. Un brano che parla di solitudine e lo fa nascondendosi dietro la famosa immagine del messaggio chiuso in una bottiglia. Autore di questo messaggio è un naufrago che in preda alla disperazione chiede aiuto al mondo, sperando che qualcuno riesca a ricevere questo SOS. Si rende conto, però, che come lui altre cento miliardi di bottiglie sono state trascinate sulla riva e che ci sono altri “Hundred billion castaways, looking for a home”. È forse una tra le canzoni più coverizzate dei Police e in generale di Sting: si va da una cover di un gruppo heavy metal a quella di un cantante che ne ha proposto una versione reggae.

Roxanne

È possibile trovare un tango in un album rock dei Police? Nel primo disco della band inglese Outlandos d’Amour, c’è quello che fa per voi e ha il nome di Roxanne. La canzone, concepita inizialmente come una bossa nova, si è trasformata in quel genere musicale nato a molti chilometri dal Regno Unito. Un ritmo coinvolgente quello che scandisce ogni strofa della canzone, quasi a voler scandire anche l’incontro tra un uomo e una prostituta di cui si si innamora perdutamente. E se anche la storia vi ricorda qualcosa, avete visto sicuramente Moulin Rouge. Infatti, nella notte in cui la protagonista Satine si sarebbe dovuta concedere al duca, il brano viene dedicato a un Ewan McGregor innamorato e consumato dalla gelosia. La versione riadattata per questo film ha tutta la carica dell’originale, ma con un pizzico di passione in più.

Englishman In New York

“Be yourself no matter what they say” è questo il motto di una delle più celebri canzoni di Sting datata 1988. Il messaggio che vuole mandare Englishman in New York si può leggere tra le righe e le note di questo bellissimo brano a metà tra il reggae e il jazz. La canzone nacque dopo un incontro con Quentin Crisp nella sua casa newyorkese. In questo incontro lo scrittore, modello e autore raccontò a Sting di quanto fosse stato difficile vivere in un’Inghilterra, ancora molto omofoba, a cavallo tra gli anni venti e gli anni sessanta. La Grande mela per l’amico di Sting era diventata quella terra in cui finalmente sentirsi a proprio agio e dove vivere in libertà la sua omosessualità. Insomma, un brano che grida forte e chiaro a chi lo ascolta di essere sempre se stessi e di non cadere nell’errore di rimanere intrappolati nei giudizi altrui.

Mad About You

Estratta dal terzo disco da solista di Sting, Mad About You è una canzone che parla d’amore e lo fa in un concept album completamente dedicato alla morte del padre del cantautore e al loro rapporto. Il disco racconta la storia di Billy, figlio di un operaio dei cantieri navali di New Castle, che riflette in parte l’autobiografia dello stesso cantante: dalla sua città natale fino ad arrivare al grande rimpianto che suo padre ha avuto per un’intera vita, quello di diventare marinaio. Questo viaggio a metà tra una storia inventata e la storia dello stesso Sting si svolge attraverso nove tracce, in cui troviamo diverse perle.  La ballata, diventata ben presto un tormentone e a cui fanno da sfondo diverse chitarre acustiche e delle percussioni, è stato l’anello di congiunzione tra l’Italia e Sting. Infatti, Mad About You è uscita proprio nel 1991, anno a cui il cantautore attribuisce l’inizio della sua storia d’amore con il nostro paese. A sugellare questo amore, una versione del brano riadattata in lingua italiana cantata da Sting seguendo i testi scritti da Zucchero e poi inserita nell’album come bonus track.

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