Torre di Controllo a Major Tom. Major Tom, ci ricevi? —

Signore e signori buongiorno, benvenuti a bordo del volo Airbus A380 con destinazione Bolzano. La durata del volo sarà di circa 4 ore.

Il 2 luglio è uscito il primo singolo di DISVSTRO. Un solo brano. Forse basta a comprendere il suo immaginario: rapper emergente, testimonial più che giovane della categoria di “Quelli Che Scrivono Testi Da Sempre E Si Decidono Solo Ora A Rilasciarli”. Ma è difficile inserire DISVSTRO in una categoria e, per farlo, una canzone non è abbastanza. “Voliamo”, ci promette nel titolo. E non delude le aspettative perché il pezzo, nel giro di qualche giorno, è decollato.

Il Grande Torino, Cast Away, Il Signore delle Mosche. Certe storie ci insegnano che è difficile mantenere il controllo in cielo. Dopo le morti dei Lynyrd Skynyrd, di Randy Rhodes e di John Denver anche il mondo della musica ha imparato a non prendere l’aereo. E ok che le statistiche blablabla, è più pericoloso attraversare la strada, tutto vero. Ma volare fa paura. Per anni, al telegiornale come al cinema, la parola che veniva prima di “aereo” è stata “disastro”. Ma siamo nel 2019 e oggi, su YouTube, la parola è DISVSTRO. Mentre il suo pezzo continua a volare, noi di Artwave.it lo abbiamo intervistato.

Vi preghiamo di allacciare le cinture di sicurezza e di posizionare i vostri sedili e vassoi da tavolo in posizione verticale. In pochi minuti decolleremo. Vi preghiamo di spegnere i cellulari e gli altri dispositivi elettronici durante il volo. È vietato fumare a bordo. Vi ringraziamo.

«Quasi duemila views nei primi cinque giorni, vi ringraziamo davvero. Non mi sarei mai aspettato una roba del genere perché… Suona sempre banale quando un artista dice di aver cominciato a scrivere solo per gioco, ma è andata così. Erano scherzi, testi che facevo leggere agli amici, quello mi bastava. Quando mi hanno suggerito per la prima volta di pubblicare qualcosa, pensavo mi prendessero in giro.»

La musica ha paura del cielo. Diciamo la verità, se la fa proprio addosso. Ogni artista deve scegliere fra due risposte, nascondersi o correrci incontro. Gli U2 devono il proprio nome a un aereo, i Led Zeppelin a un dirigibile. Eagles, The B-52’s, Jefferson Airplane. In questo senso Dedalo e Icaro non sono stati altro che il primo duo rock della storia. La lista continua fino ai giorni nostri, è diventata più fitta: l’industria musicale si è fatta velocissima. Quest’anno, quest’estate, questo mese, l’ultimo nome nell’elenco è quello di DISVSTRO, che con la sue casa discografica ha scelto di girare le riprese del suo primo video alla scuola di volo North West Service di Busano.

«L’etichetta con cui ho lavorato si chiama Dss Music Academy e mi sono stati vicino fin dal principio, mi hanno proposto delle possibili basi e abbiamo scelto insieme come migliorarle. È stato davvero un gioco di squadra. Volevo che questo brano fosse orecchiabile, melodico, il tipo di ritornello che ti rimane in testa. Ci tenevo più che altro perché è il primo. È qualcosa di cui non si parla molto, ma in ambito musicale la prima impressione è davvero tutto. Siccome gli altri testi che ho scritto sono tutti più tormentati e hanno testi più tetri, volevo che almeno il primo fosse un’eccezione. La versione in miniatura di una hit estiva. In fondo parla di un viaggio, un amore, una vacanza. È inutile nasconderlo, abbiamo cercato di creare un piccolo tormentone. È lontano dai miei standard, giuro. Ho scelto come nome DISVSTRO proprio perché gli altri testi che ho scritto più che angoscia non possono ispirare molto. Ma questo è l’eccezione per iniziare con il piede giusto.»

In caso di necessità il ripostiglio per le maschere d’ossigeno si aprirà automaticamente. Tirate energicamente verso di voi coprendo naso e bocca respirando normalmente. Solo dopo averla indossata aiutate coloro che hanno bisogno.

«Nell’industria musicale ognuno fa per sé. Soprattutto quando si è così piccoli ed emergenti, è normale funzioni così. Le pagine Instagram che ti chiedono venticinque euro, per esempio. È una cosa che all’inizio mi ha disgustato, ma da una parte è anche giusto funzioni così. Il mercato è libero e sì, spesso se ne approfitta, ma è anche importante imparare a cavarsela. È quello che prima o poi hanno fatto tutti gli artisti che ascoltiamo. Io mi reputo già fortunato per aver trovato delle persone come David, Francesco e Fabio di Dss Music, che stanno già lavorando alla base per il secondo pezzo.»

Catch me if you can, Steven Spielberg, credits

È vero, i musicisti hanno paura di volare, ma prima o poi si adattano. Devono. Dopo la disintossicazione Elton John ha imparato a stare high as a kyte anche senza droghe, mentre nell’altra stanza i Pink Floyd cantavano “Learning To Fly” con Bonnie Tyler e Tom Petty. Negli ultimi anni l’industria musicale si è completamente trasformata. Tutti hanno gli strumenti necessari per produrre dei singoli e ogni giorno centinaia di nuovi artisti si aggiungono all’elenco. In questa centrifuga diventa sempre più difficile farsi notare, adeguarsi alle leggi del Far West ormai è obbligatorio. E sorridere anche. È una dura lezione, ma a volte non bisogna fare altro che stringere i denti e fingere di avere i piedi appoggiati a terra. Basta non guardare giù dal finestrino, tanto prima o poi deve atterrare chiunque.

— Riesci a sentirci, Major Tom?

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