Sylvia Plath nacque a Boston il 27 ottobre 1932 e si spense come una stella solo trent’anni dopo. Nella sua eredità poetica compare uno dei componimenti più intimi mai scritti, Io sono verticale. Il desiderio ascensionale a cui allude è una metafora del suo patire l’alienazione col mondo, sofferenza per cui l’orizzontalità sarebbe cura e non palliativo: da distesa, il segmento della sua anima si potrebbe confondere con l’orizzonte, avrebbe la possibilità di parlare con gli astri. Le fondamenta degli alberi si unirebbero con le punte dei suoi piedi. La vista, da lì, sarebbe magnifica così come apparirebbe perfetta la natura.

C’è qualcuno, però, che prende spunto dalla Plath ma elabora un pensiero differente. O meglio, una musica differente.

Sylvia, all’anagrafe Silvia Tofani, è una cultrice dell’arte con lo stesso nome della poetessa ma promulgatrice della propria dichiarazione d’indipendenza nei confronti del fato, declamando l’orgoglio dello stare in piedi e dritti su questa Terra, nonostante tutto. Cantautrice e fotografa, ha alle spalle collaborazioni con Rolling Stone, Vanity Fair, Grazia e molti altri. Nel 2012 ha pubblicato l’EP Musica da camera seguito, tre anni dopo, dal singolo Si Ck che anticipa il primo disco Senza Fare Rumore.

A pochi giorni fa, precisamente al 21 giugno, risale l’uscita del nuovo EP ESTATE, promosso dalla torinese INRI Records del gruppo Metatron: si tratta del primo di quattro appuntamenti stagionali che torneranno insieme al cadere dei solstizi e degli equinozi, scegliendo la scansione temporale come descrizione di mondi, atmosfere, significati ed azioni ben precise e diverse. I tre brani, in grado di far radunare i sentimenti allo Stonehenge della musica come i druidi più fedeli ed innamorati, sono Schianti, Sono Verticale e Lo spettacolo.

Sono Verticale allude al titolo della poesia menzionata in apertura. L’armonia della voce di Sylvia ricorda l‘Imogen Heap di Speak for Yourself, mentre le sonorità sono un lontano richiamo a quelle per cui Chet Faker aka Nick Murphy era maestro. È un canto di speranza che si libra nell’aria, è la volontà esplicitata a rialzarsi dopo le cadute e gli intoppi quotidiani di una vita per niente lineare. In questo brano c’è la forza, o meglio, il bisogno di essere forti e di combattere ogni giorno, c’è la fragile esigenza di amarsi, di farlo in prima persona. Sylvia, affiancata dal producer Deleterio, fa del pop una preghiera semplice e delicata.

In Schianti, canzone prodotta con i Mamakass,  ci sono due facce della stessa medaglia: prima la violenza, l’impeto della tempesta e lo sporcizia dei detriti dell’amore, poi la rinascita, allo stesso modo in cui una fenice fiera si ricompone dalle proprie ceneri. Proprio come accadeva in Sono Verticale, anche qui torna la tematica della forza e del desiderio di rivalsa. L’invito è quello di saper cogliere lo splendore e la luce anche da quelle verità più scomode, da quei freni che debilitano e destabilizzano. Il sole sorge sempre per chi sceglie di vincere.

Lo Spettacolo (demo version) è un provino nudo ed in evoluzione. L’incompletezza per cui viene apostrofato diventa uno dei suoi pregi più sentiti: è un brano vero, autentico, capace di far entrare l’ascoltatore in una dimensione inaspettata, regalandogli il piacere della sorpresa a fine tracklist. Narra una visione singolare, quella per cui la vita potrebbe diventare un immenso, complicatissimo, pazzo ed emozionante show se solo fossimo capaci di cambiare il modo in cui guardiamo le cose; questa è un’idea affascinante, sì, ma richiede una consapevolezza analitica e non cattiva, non aguzzina. Il cerchio si chiude e l’amore per noi stessi torna a dominare l’atmosfera sonora.

Sylvia ha l’obiettivo di utilizzare tutti i media disponibili per ricreare il proprio ed attuare una rivoluzione, anzi, un moto di rivoluzione simile a quello che la Terra compie intorno al Sole, per mettere in scena il suo anno ideale fatto di note e storie personali da raccontare. Lei è Verticale, la scrittrice americana voleva essere Orizzontale: noi rimaniamo seduti in attesa delle prossime emozioni.

L’artwork di ESTATE, il nuovo EP di Sylvia (courtesy of INRI, Metatron Group)