Non voglio essere il meglio del meglio”, ha detto Jerry Garcia, il chitarrista dei Grateful Dead. “Voglio solo essere l’unico che fa quello che fa”. Certo, nell’epoca in cui tutto è stato già fatto e inventato, è difficile essere “straordinario”, ma nonostante tutto pare che un ragazzo di appena 25 anni ci sia riuscito.
Stiamo parlando di Harry Styles, e il suo ultimo singolo ne è la prova inconfutabile.
Classe 1994, Harry Styles è uno degli artisti inglesi più incredibili degli ultimi anni, capace di stregare l’orecchio di un pubblico di ogni età, e che dà prova evidente di uno spiccato estro artistico e di uno charme fuori dal comune. Il ragazzo, figlio di X Factor e creatura di Simon Cowell, celebra ad ogni nuovo singolo il perpetuo funerale degli One Direction, la boy band in cui ha cantato per quasi sei anni. Le sue origini, infatti, sono ormai un lontanissimo ricordo, qualcosa a cui sorridere all’occasione, ma da lasciarsi alle spalle il prima possibile. E per farlo, Harry crea una vera e propria frattura col suo passato.

One Direction
Fonte: pagina Facebook One Direction

Al suo debutto come solista, Harry pubblica un album che si rivolge più ai genitori, che alle ragazzine. Un album bello, e con bello non intendo piacevole. Intendo proprio bello! Un vero cazzotto in bocca alle produzioni pop che ha rappresentato per anni, e uno smacco completo a quel mainstream che oggi premia il genere pop, il rap e l’elettronica.

La sua hit “Sign Of The Time ha conquistato addirittura il disco di platino in Italia, totalizzando oltre 680 milioni di stream a livello mondiale e più di 780 milioni di visualizzazioni totali su YouTube. A buon ragione, qualcuno ha scomodato mostri sacri quali Bowie e i Queen per parlarne. Ma perché? Perché Harry sa sperimentare, e 6 minuti di epica pop rock sono quanto di più rivoluzionario potesse tirare fuori dal cilindro, in un’età discografica di mordi e fuggi.

Lights up”, la canzone uscita pochi giorni fa, è stata prodotta da Tyler Johnson con la collaborazione di Kid Harpoon (Tom Hull), ed entrambi hanno partecipato alla scrittura del brano insieme allo stesso Styles. La pubblicazione della traccia ha coinciso con il National Coming Out Day. Il video musicale mostra Harry circondato da uomini e donne poco vestiti ed in atteggiamenti piuttosto provocanti. Infatti il tema centrale della canzone è proprio quello di riuscire a capire chi essere.

«Tu lo sai chi sei? Brilla, vieni nella luce, è così splendente a volte, non tornerò mai indietro»

Recita il testo della canzone. Una ammissione di fluidità sessuale. Un elogio alla diversità, all’unicità che ci distingue. Harry si serve della potente estetica di Gucci per veicolare questa nuova necessità comunicativa. Il brand, con cui continua a collaborare, ha dato modo al cantante di esprimere un rifiuto costante al conformismo esistenziale dentro e fuori il mondo della musica. E così, continuando la stessa battaglia alle convenzioni musicali, il nuovo singolo adotta dei toni sicuramente meno epici di Sign Of The Time, ma non per questo peggiori. Di certo, oggi Harry non ha la preoccupazione di dover dimostrare di saper esistere anche senza il resto degli One Direction. La libertà stilistica è pressoché totale, e si sente. Il sound prescelto non è più glam rock anni 70, ma si ispira a delle atmosfere sicuramente più contemporanee.
Nonostante non ci sia nulla di veramente nuovo, Harry sa stupire per l’altissimo livello qualitativo a cui proprio non riusciamo a capacitarci. E non sappiamo se Harry Styles ambisca ad essere il meglio del meglio, ma una cosa è certa: artisti come lui non ce n’è!

Fonte immagine di copertina: pagina Facebook Harry Styles
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