Cercare di parlare della carriera Goran Bregović e della sua espressività musicale dirompente non è un’impresa facile, come il tentare di circoscrivere i tratti salienti che hanno portato questo eclettico compositore a diventare uno dei protagonisti assoluti della scena folk internazionale.

Il suo background è certamente uno dei punti focali dal quale partire per comprendere appieno il suo stile compositivo. Nato a Sarajevo nell’aprile del 1950 da padre croato e madre serba, il piccolo Goran mostra fin dall’infanzia una particolare predilezione per quella che diventerà poi una passione viscerale, il modo a lui più congeniale per esprimere appieno il proprio Io in perenne fermento, ovvero la musica. Si avvicina infatti appena adolescente allo studio del violino, strumento che tuttavia abbandonerà presto perché ritenuto privo di talento, per poi accostarsi definitivamente alla chitarra, che ancora oggi imbraccia con orgoglio e calore sul palco durante i coloratissimi live con l’imponente organico della sua gitana Wedding and Funeral Orchestra.

Goran Bregović e la sua Wedding and Funeral Orchestra in concerto. Fonte: Napoli da Vivere

L’essere fin dalla nascita a contatto con le differenti culture presenti nel territorio della Ex-Jugoslavia ha reso la multiculturalità un elemento fondamentale della sua composizione. Le sonorità che Goran ricerca e produce, a partire dal suo esordio con i Bijelo Dugme, gruppo di punta del rock jugoslavo dal lontano 1974, fino ad arrivare al suo ultimo album solista del 2012, sono infatti caratterizzate da questa costante, che si manifesta e concretizza in una sapiente miscela di sonorità tutte balcaniche, con violini tzigani, ottoni, percussioni, per toccare poi l’acme con cori folkloristici femminili a fare da cornice a questa ritmicità incalzante.

Tornando alle tappe salienti della carriera musicale di questo baluardo del balkan-folk internazionale, in seguito alla rottura della sua collaborazione con i Bijelo Dugme, Bregović si afferma a livello internazionale come un assai prolifico compositore di colonne sonore cinematografiche. Sono da ricordare in particolare i alcuni fra i lavori di Bregović, come ad esempio  le maestose sonorità rock composte per La regina Margot di Patrice Chereau come quelle tipicamente balcaniche ideate per le pellicole del serbo Emir Kusturica. L’imponente soundtrack di Underground, uno dei più particolari film di Kusturica uscito nelle sale nel 2000, è un esempio lampante per comprendere le sonorità ricercate da Bregović durante il corso della sua lunga carriera, all’interno della quale il compositore ha la libertà di introdurre tutti gli elementi principi del suo modus compositivo, frutto questi ultimi del fortissimo legame tra l’artista e la sua terra di origine, la Bosnia.

Quale occasione migliore per godere di queste travolgenti tziganate del live di domani, venerdì 21 luglio? Goran vi aspetta alla Galleria commerciale Porta di Roma nel modo migliore in cui si può offrire la musica al mondo, cioè gratuitamente!

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