Credit: Alessandro Rabboni

Quando mise piede sulla Luna con l’Apollo 11, nel 1969, l’astronauta Buzz Aldrin guadagnava meno di otto dollari al giorno. Pochi, vero? Non sono abbastanza nemmeno per un panino al McDonald’s! Eppure è andata davvero così. È il caso del professionista più sottovalutato al mondo e che, nonostante tutto, non si è arreso. E se i libri di scienza ancora parlano di lui, un motivo c’è.
Il mondo è un posto molto ingiusto, è vero, ma c’è chi sopravvive e porta avanti il proprio lavoro con passione e professionalità. E ciò è ancora più evidente se pensiamo al mondo della musica, e a tutto il talento sprecato che avrebbe solo bisogno dello spazio per esplodere.
La ragazza di cui parliamo oggi, però, ha la forza detonatrice di una bomba, non di una molotov (Ogni riferimento a fatti e persone è puramente voluto), e lo spazio per esplodere se lo sta creando con le sue mani, una hit dietro l’altra.
Il suo nome è Margherita Vicario, classe 1988. Il suo nome e la sua faccia non vi sono sconosciuti? Certo, perchè Margherita è un’attrice abbastanza nota qui in Italia, ed ha anche recitato in moltissimi film e serie italiane di successo (To Rome With Love, I Cesaroni, Nero A Metà, e moltissimi altri).

Credit: Matteo Lippera

Dopo i primi lavori cantautorali, viene scelta come ospite fisso musicale da Massimo Gramellini per la trasmissione di Rai3 “Cyrano”. Approdata all’etichetta INRI, margherita tira fuori dal cilindro un primo pezzo che da solo avrebbe la forza di risollevare tutto il genere pop, dal titolo “Abaué / Morte di un Trap Boy”. La canzone non è solo musicalmente accattivante, ma rappresenta il primo vero attacco alla filosofia della trap, descrivendone con attenzione poetica un meccanismo sostanzialmente vuoto.

Non contenta, esce il 12 aprile col più bello e sottovalutato dei pezzi degli ultimi anni: Mandela.

“Questa canzone parla di quello che provo quando cammino di notte da sola per strada.
Delle persone che incontro, dei viaggi che vorrei fare, del poeta benzinaio e dei viaggi che lui ha già fatto. Parla di aspirazioni e nostalgia, di curiosità e convivenza.
Mandela è un giro in motorino in una notte di primavera.
È ‘Vacanze Romane’ all’Esquilino, un quartiere del mondo.
Un quartiere che è un mondo.”

Copertina del singolo “Mandela”. Fonte: profilo Facebook dell’artista

Senza dover aggiungere molto altro, Margherita ci fa vedere il mondo proprio con i suoi occhi. Ne riporta i colori, i profumi e i sapori, in una canzone multietnica e nazionalpopolare allo stesso modo. Con una geniale intuizione, siamo proiettati dentro questo spaccato di quotidianità che facciamo ancora fatica ad assimilare, e per farlo, la cantautrice di origini romane, usa una musicalità talmente tanto spiccata e semplice, che diventa facile canticchiarla già al secondo ascolto. Il brano affronta in maniera spensierata ma, allo stesso tempo precisa ed equilibrata, il tema del razzismo e della diffidenza verso lo straniero. Lo fa con accortezza e leggerezza. Non ha la pretesa di educare né tantomeno quella di forzare un certo tipo di considerazioni. Piuttosto Mandela è un pezzo che sa raccontare, e non lo fa creando macchiette, ma avvicinando al sentire comune una questione così spinosa con l’ironia.

Fonte: profilo Facebook dell’artista

È forse la leggerezza la chiave di tutto. Mandela non è solo “l’indiano che mette benzina”, ma l’uomo che invitiamo a restare, come a dire “l’uomo nero non ci fa più paura”. In questa canzone c’è tutta la curiosità, il rispetto e l’accoglienza di cui siamo capaci. Descrive una generazione già ben integrata nello scenario multiculturale e che si infutura nella figura di Margherita, ragazza generosa e sorridente, ma anche intelligente e piena di talento. Quella che canta è una ragazza indomita, che ti fa entrare un motivetto in testa e non lo fermi più; quella che scrive, invece, è una donna, che con umiltà e un po’ di irriverenza, ci dà una grande lezione di umanità.

“Sorridi Mandela che questo è il tuo posto.”

La vera ingiustizia è che non abbia la stessa esposizione mediatica di tante e tanti suoi colleghi. Ma Margerita non temere, arriverà il tuo momento. Ne sono più che certo. Intanto in bocca al lupo per il tuo show di domani: Roma, Largo Venue. E se non siete ancora convinti, avete tante buone ragioni in più per andarci.

 

PROMOSSA. A PIENI VOTI.

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