Il loro esordio I, Gemini è stato il classico “scorcio” su un potenziale che appariva davvero importante, seppur ancora acerbo e per certi versi annacquato. E, come da più classico dei copioni, le due teenager inglesi erano attese al varco con il loro secondo disco per confermare definitivamente tutto ciò che si era intravisto nel 2016. Oppure per deludere irrimediabilmente.

Ascoltando  il loro nuovo album I’m all ears, uscito per la Transgressive, ci si rende conto che la loro crescita non è, come spesso capita in situazioni analoghe, soltanto questione di dettagli marginali: Rosa WaltonJenny Hollingworth hanno decisamente portato ad un altro livello la loro scrittura e le sperimentazioni, senza pregiudicare la vena pop della loro musica, ma anzi rinforzandola.

In questa esibizione di due anni fa al Later… With Jools Holland possiamo, con un pizzico di benevolenza forse, osservarle in tutta la loro insicurezza mentre quasi cercano di nascondersi sotto i folti capelli. Non l’abbiamo detto ma è importante: le ragazze sono classe 2000, e questo significa che avevano soltanto sedici anni all’epoca del video (e del primo disco) e ne hanno appena diciotto al momento dell’uscita di I’m all ears.

In effetti, sempre pescando a piene mani sia dall’immagine che ci restituiscono (e che probabilmente vogliono restituire) sia dai temi soprattutto nel primo lavoro, un aspetto molto palpabile della loro musica è una fanciullesca innocenza, assecondata anche dalle voci giovanissime. Eppure in questo nuovo lavoro i passi avanti sono decisi ed importanti: agevolate dall’aspettativa che si erano costruite intorno, Rose e Jenny hanno voluto ed ottenuto anche la collaborazione con SOPHIE che in Hot Pink, uno dei singoli, dà il suo tocco di classe senza comunque stravolgere l’identità delle due.

La copertina di I’m All Ears

Un’identità che si va delineando sempre più chiaramente, proprio come accade a ciascuno negli anni della crescita. E non è un caso, evidentemente, che la loro maturazione artistica sia così repentina e al tempo stesso tanto fruttuosa. Sono le meraviglie della giovinezza che non ha freni, non ha preconcetti né teme di giocare o sbagliare.

In I’m all ears tutto ciò viene assecondato alla perfezione. Gemme di electropop si avvicendano a simposi strumentali di synth e atmosfere vagamente industrial (Cool & Collected, Snakes & Ladders), facendo mantenere loro un alone di stravaganza (in The Cat’s Pyjamas sono campionate delle fusa, per dirne una), che non scade mai in una monotona risoluzione sfrontatamente pop; come sottolineato dalle Let’s Eat Grandma anche dal singolo Falling into me, ad esempio, non ci si accontenta di adagiarsi su di un ritornello orecchiabile e su una classica struttura strofa-ritornello: il brano intraprende divagazioni strumentali che danno il vero tocco in più al disco.

In fondo è questo che sembrano sempre più chiaramente essere le giovani inglesi: un duo pop moderno, cresciuto sì ascoltando Rihanna ma più affine ad una nuova generazione di voci affascinate da una stravaganza diversa da quella tutta “estetica” di icone come Riri. Una stravaganza che è tutta musicale, prima ancora che performativa, e le avvicina a nomi come Aurora o Lorde facendo di questo secondo il loro disco migliore, grazie al quale si stanno conquistando un posto di primo piano nel panorama internazionale.

 

Brani consigliati: Hot Pink, Falling Into Me, Cool & Collected, Ava, Donnie Darko

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10