Tra i cantanti del nostro Paese che ci si aspetterebbe di trovare tra i collaboratori di M¥SS KETA, Paola e Chiara sono decisamente in basso. Non sono tra le favorite dei giovani, e la loro influenza vintage nostalgica è assai inferiore di molte altre cantanti dell’epoca, soprattutto includendo la scena internazionale.

Il tentativo di un album da solista di Paola Iezzi, nel 2008, si è fermato ad un unico singolo, Alone. Sottovalutato indubbiamente, e una bella scoperta per i nostalgici delle sonorità R&B dello scorso decennio. Dopo la performance sotto la media dell’ultimo album con Chiara, l’impegno dance-pop Giungla del 2013, il futuro nel pop del duo sembra essere ormai poco possibile. L’unico album completo di Paola Iezzi è tuttora un progetto natalizio, A Merry Little Christmas.

Per quanto riguarda Chiara, il suo impegno musicale è limitato a una manciata di EP. E dall’altra parte M¥SS KETA, forse la rapper più controversa e amata d’Italia, politicamente attiva, estrosa, dalla creatività inarrestabile, l’ultima persona che si aspetterebbe di vedere di fianco a una leggenda vintage.

Copertina di LTM
Fonte: pagina Facebook Myss Keta

Eppure, il rapporto tra le due donne è ottimo a livello tanto personale quanto professionale. Entrambe sono state le madrine del Bologna Pride dello scorso anno. La Iezzi è apparsa inoltre nel video di Le Ragazze di Porta Venezia (The Manifesto), cantato da KETA nella stessa occasione.

La canzone, rilasciata nel 2015, ora la più conosciuta e amata della discografia di M¥SS KETA, presenta un video d’eccezione con decine di campi illustri della nostra musica e spettacolo. Tra di essi sono incluse le colleghe Priestess, Elodie, Roshelle e Joan Thiele, la conduttrice di Radio DJ La Pina, e per l’appunto Paola Iezzi. Rieccole dunque insieme con un inedito, che sta già facendo parlare di sé.

Difficile capire se LTM rappresenti o meno la mossa giusta per il grande ritorno della cantante. Puntare sul vintage, rimembrando gli anni novanta, sarebbe una mossa banale, ma certamente più sicura e particolare nel risultato. Dal punto di vista musicale, LTM scompare completamente nella scena musicale corrente. Nulla di ciò che contenga, dalla cadenza midtempo alle influenze tropical house e reggaeton, mostra alcuna particolare innovazione o impulso. Ma come sempre quando è coinvolta M¥SS KETA, quello che rende interessante e meritevole la canzone è il contenuto.

Innanzitutto il titolo: LTM è l’acronimo di La Tua Mamma. A fanpage.it le cantanti proclamano il significato femminista della loro creazione. La “mamma” protagonista di questa storia è una donna moderna, consapevole delle proprie capacità e del proprio posto nel mondo. Il ragazzo che cerca di rimorchiarla non accetta questo fatto e pretende di essere trattato con i riguardi che si dovrebbero a un bambino.

Non si può non pensare a un’altra signora del pop, Jennifer Lopez, e alla sua Ain’t Your Mama di qualche anno fa. Anche allora, la cantante chiedeva all’uomo di turno di lasciarla in pace e non pretendere favori domestici che potrebbe sbrigare da solo senza fatica. 

Fonte: pagina Facebook Myss Keta

Se però il testo della Lopez era aperto e diretto nel suo intento, LTM è molto più oscura – a partire dal titolo. Il messaggio è nascosto nei riferimenti, nelle immagini che emergono dal testo.

In questo testo, molte di esse sono legate al mondo dell’infanzia, quasi in una distorta citazione a Melanie Martinez. D’altra parte è questo, il talento principale della signora KETA: il mood.

Nemmeno Le Ragazze di Porta Venezia presenta alcun aperto messaggio femminista, eccetto qualche accennata frase come il “non ci dire cosa fare, noi non lo faremo” di Priestess, e la sua citazione a Sailor Moon. Tuttavia, grazie alla coinvolgente produzione e al geniale sample di Aniishilabi dei Batsumi, la natura anthemic della canzone è assicurata.

LTM non è allo stesso tempo coinvolgente, ma non è escluso che possa far sentire rappresentato qualcuno. In un mondo in cui le discussioni sulla maternità sono all’ordine del giorno, le parole “non sono la tua mamma” suonano particolarmente forti. Anche se forse non bastevoli per fare della canzone un successo stabile.

Fonte immagine di copertina: pagina Facebook Paola Iezzi
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