di Costanza Ambrosi

 

Maria Antonietta è agli sgoccioli del suo Deluderti Tour: l’ultimo concerto infatti sarà al Monk di Roma il 12 gennaio, concludendo così gli appuntamenti invernali che dal 3 novembre l’hanno vista esibirsi per tutta Italia, dopo l’uscita marzolina del suo terzo album Deluderti (per l’etichetta La Tempesta Dischi).

Letizia Cesarini, classe 1987, di Pesaro, ha scelto di ispirarsi alla regina di Francia per il suo nome d’arte, con l’intento di riscattare la controversa figura regale. Un po’ come Sofia Coppola (ricordando il suo film Marie Antoinette del 2006), Letizia ha pensato che si dovesse dare alla donna Maria Antonietta un’altra possibile lettura, diffondendone magari una conoscenza diversa, priva dei secolari cliché che affliggono il suo personaggio.

Questa sola scelta della cantautrice, ci dice molto di lei e della cura con qui vive la sua musica, il suo personaggio artistico e inevitabilmente i suoi testi. Deluderti, come nel passato, conferma nuovamente tutte le qualità di Maria Antonietta e sicuramente non delude.

Come la stessa Maria Antonietta canta:

Comunque non ho intenzione di deluderti
Ma questa è la mia festa e tutto quello che mi resta
È un vago senso di presenza eterna.

Il brano Deluderti, che dà appunto il nome all’intero terzo album, ha il giusto spirito introduttivo: con il suo ritornello piacevole e armonico, martellante, insieme all’intonazione nel cantare della stessa Maria Antonietta, spinge all’immedesimazione e trasporta chiunque si appresti al suo ascolto a cantarlo con leggerezza. Come nei suoi precedenti lavori, i suoi testi brevi, empatici e figurativi arrivano direttamente a chi l’ascolta e alleggeriscono il cuore per tutta la loro durata grazie anche all’accompagnamento delle basi, delicatamente ritmiche.

Un album che sicuramente, in ogni pezzo, lascia trapelare un chiaro messaggio della cantautrice marchigiana: si è resa più forte nelle incertezze e nei timori, negli amori e nei rapporti, ed è pronta ad affrontare qualunque cosa, essendo semplicemente sé stessa.

Cover dell’album. Fonte: Radio Cult

In ogni testo si insinua una sicurezza amara e ironica delle vicissitudini della vita. Maria Antonietta sembra raccontare ogni brano con lo sguardo e il sorriso proposto nella foto di copertina dell’album. Troviamo infatti il suo rosso profilo ombrato da fiori di campagna (sempre cara alla cantautrice) che delicatamente s’appoggiano al volto, ammiccante e sorridente allo stesso tempo.

Una cover che sembra trarre ispirazione da un dipinto fiammingo, ambiguo ma eloquente. Forse non è un caso. La cantante si è infatti si è dedicata alla scrittura dei brani per Deluderti dopo quattro anni all’insegna dello studio e della ricerca, non solo in ambito accademico. Oltre alla Laurea in Storia dell’arte Maria Antonietta ha saputo concentrarsi intimamente su sé stessa, operando sui suoi testi e sui contenuti con un’altra maturità.

Non che si affrontino grandi temi o rivoluzionari concetti, ma Deluderti, con orecchiabili temi sonori e grazia testuale, affronta e racconta le piccole conquiste raccolte nel quotidiano, la consapevolezza che s’acquisisce, fuori dal proprio mondo, solo vivendo e rischiando un po’. Come riporta la sua stessa etichetta discograficaDeluderti è una chiara presa di coscienza della possibilità di deludere, ma questa coraggiosa consapevolezza va mostrata col sorriso, “rendendo giustizia a ciò che si è davvero”.

Mentre qui sarebbe molto semplice
Alzare le mani e lasciarsi fare a pezzi,
molto più semplice ma non per me (…)
Se solo l’Universo mi fornisse la capacità di scomparire.
Se solo l’Universo mi fornisse la capacità di scomparire.
Perché di fronte a tutto questo male, io, io non sono niente
E non riesco a restare indifferente.

Maria Antonietta sarà a Genova il 21 dicembre al Bangarang@Crazy Bull, il 28 dicembre a Santa Maria a Vico allo Smav e, prima della data di chiusura a Roma, si esibirà a Milano il 10 gennaio 2019 alla Santeria Social Club.

Queste le prossime occasioni per godere e assistere al suo spettacolo a cui spesso, sui social, fa riferimento parlando di Giardino dell’Eden. Siate sinceri, non vi incuriosisce?