Quante volte abbiamo pensato agli artisti che ascoltiamo come figure immortali che sfidano il tempo e la morte a suon di grandi hit? Tante. Quanti sono i cantanti che la vita ci ha strappato troppo presto e le cui canzoni sono rimaste indelebili nella nostra mente? Tantissimi. Da Amy Winehouse a Kurt Cobain, passando per George Michael e Dolores O’Riordan, fino ad arrivare a uno degli artisti che più di tutti ha cambiato l’industria musicale. Vi diamo qualche indizio: moonwalk, video memorabili, istrionismo. Il nome che viene fuori da questo semplicissimo gioco di parole è quello di un cantante che ha fatto la storia della musica pop e contemporanea: Michael Jackson.

I primi passi del Re del Pop

La carriera del cantante inizia sin dai suoi primi anni di vita quando, insieme ai suoi fratelli, forma un gruppo. I Jackson Five non solo fanno innamorare i fan a suon di musica anni Settanta e passetti coordinati, ma riescono anche a spodestare dai primi posti in classifica brani del calibro di Let It Be.

Michael, però, è nato per emergere e lo si nota sin da quando a cinque anni ottiene una “promozione” nel gruppo, passando da semplice percussionista a voce di punta della band. Un bel salto di qualità che a distanza di anni ci sembra più che dovuto.

Tutto ciò che avvenne dopo gli anni passati a cantare con i suoi fratelli, fa parte di una storia che conosciamo tutti. Grandi brani, riconoscimenti da parte dei fan e dei critici, video e balletti rimasti nell’immaginario collettivo e negli annali. Ma non solo. Tanti scandali, continue domande sul suo aspetto, denunce per molestie e leggende che anno dopo anno si sono susseguite intorno alla sua persona. Insomma, se provaste a cercare sul vocabolario il termine “divo” trovereste, probabilmente, il volto del nostro Re del Pop.

Ma quali sono gli ingredienti che hanno fatto diventare Michael Jackson una delle figure più amate, ma al tempo più contraddittorie della storia della musica moderna? In occasione dell’undicesimo anniversario della sua morte, ve ne diamo alcuni.

Primo ingrediente: canzoni indimenticabili

Cos’è che rende indimenticabile un cantante? Le sue canzoni. Una risposta che potrebbe sembrare banale nel caso di Michael Jackson e del suo essere un artista a 360 gradi ma che, invece, racchiude una grande verità.

Se il moonwalk, il video di Thriller e il suo stile hanno contribuito a incoronarlo Re del pop, sono le sue hit ad averlo posizionato su quel trono. Quelle stesse canzoni che, difficilmente, trovano collocazione in un unico genere. Si spazia da melodie che gridano Pop in ogni nota, fino ad arrivare ad altre dove l’RnB incontra il rock e la black music. Da brani il cui il testo racconta storie e temi cari a Michael, come il razzismo e la salvaguardia dell’ambiente e degli animali, a canzoni con storie di vita vissuta dallo stesso cantante. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e se volete farvi un’idea, ascoltate questi tre brani: Billie Jean, Black or white e Heart song.

Secondo ingrediente: video iconici

C’è un rituale segreto e ormai desueto che riguarda i videoclip e chi è nato prima degli anni Duemila: aspettare ore e ore quei tre o quattro minuti su MTV che ti cambiavano e miglioravano la giornata. Niente balletti a bordo piscina o schiuma party, ma capolavori che trovano la loro massima espressione in quelli interpretati da Michael Jackson. Non semplici video, ma videoclip concepiti in un’ottica cinematografica diretti, a volte, da registi di fama mondiale. Per citarne due: Martin Scorsese e John Landis. È proprio quest’ultimo a firmare la regia del videoclip più iconico della storia moderna e contemporanea: Thriller. Ambientazione horror, effetti speciali, lupi mannari, balletti che tutt’ora ricordiamo e conosciamo a memoria; insomma tredici minuti che ci portano direttamente sulla poltrona di un drive in. Piccola curiosità: questi piccoli capolavori sono tra i più costosi della storia della musica.

Terzo ingrediente: lo stile

Niente mantello e corona per il nostro Re del Pop, ma outfit indimenticabili e accessori di moda diventati poi di tendenza negli anni a venire. Pensare al cantante, infatti, non significa solo ricordare i suoi video o le sue canzoni a memoria, ma anche tutto ciò indossava mentre lo faceva. Proviamo, quindi, a riproporre l’indovinello fatto nelle prime righe di questo articolo. Quali altre parole assocereste a Michael? E perché proprio guanti di strass, cappello di feltro, giacche militari e scarpe Penny Loafer?

Michael Jackson

Fonte: pagina Facebook Michael Jackson

Quarto ingrediente: la danza

Braccia tese a simulare uno zombie, passi alla Fred Astaire, coreografie da musical di Broadway: Michael e il suo rapporto con la danza sono questo e tanto altro. Inutile dire, però, che la movenza che più di tutte ci ricorda e fa pensare al Re del Pop è sicuramente un’altra. Questo passo porta il nome di moonwalk e consiste nello spostarsi all’indietro dando l’illusione di camminare in avanti, come in assenza di gravità. Una definizione troppo difficile da leggere ma facilissima da immaginare. Dopo averlo studiato e provato centinaia di volte, Michael porta la famosa “camminata sulla luna” sul palco di uno show. La canzone scelta è Billie Jean e, inutile dirlo, un altro capitolo della storia della musica è stato scritto.

Quinto ingrediente: leggende e scandali

Come ogni divo che si rispetti, tante sono le leggende che aleggiano intorno alla figura di Michael Jackson. Nel caso del Re del Pop, però, l’immaginazione spesso ha preso il sopravvento e ha reso tutto un po’ troppo surreale. Dal suo riposo notturno in un letto d’ossigeno alla sua presunta volontà di sbiancare il colore della sua pelle, fino ad arrivare alla leggenda che lo vuole ancora vivo. Vi ricorda qualcosa? E come non dimenticare una meravigliosa accusa di plagio da parte di Albano e Romina?

Se tante sono le leggende, gli scandali le superano di gran lunga in quantità e probabilmente sono proprio quelli che hanno concorso al suo malessere psicologico e alle sue dipendenze. Le accuse di pedofilia e di molestie nella sua residenza simile a un parco divertimenti, la caduta delle accuse e un documentario che fa riflettere, sono solo la punta dell’iceberg di processi durati una vita intera.

Immagine di copertina: pagina Facebook Michael Jackson
© riproduzione riservata