Fino ad un anno fa Nicolò Di Girolamo, in arte NDG, era un giovane ragazzo di 19 anni che aveva il sogno di rappare e raccontare la sua vita attraverso la musica. A marzo 2019, con la pubblicazione del brano Panamera, è arrivata la svolta: nel giro di pochissimo tempo la canzone ha registrato numeri da capogiro, per due settimane consecutive si è trovata nella prima posizione della Top Viral di Spotify ed è stata inserita nelle playlist Hot Hits Italia e Raptopia.

Il 31 gennaio è uscito per Sugar Music il nuovo singolo di NDG, UE, che rappresenta un grido di battaglia, la parte più diretta e menefreghista di Nicolò. «Sono tante le persone che mi hanno voltato le spalle o parlato dietro… In questa traccia mi prendo delle rivincite», ha rivelato NDG in un’intervista. La produzione del pezzo è affidata a Ayden Lau, che ha collaborato con il giovane artista anche per il precedente brano Troppo Tempo.

Noi di Artwave abbiamo intervistato NDG per conoscere meglio la sua musica e ci siamo fatti raccontare quello che ha provato dopo il successo di Panamera.

Con Panamera hai conquistato il pubblico e raggiunto numeri sconvolgenti: al momento il singolo conta 19 milioni di streams su Spotify, 10 milioni di views su Youtube ed è stato certificato disco d’oro. Ti aspettavi tutto questo successo? 

Assolutamente no, è stato tutto così assurdo.

Tra tutti i brani che hai pubblicato ce n’è uno al quale sei più legato degli altri? Perché?

Tra quelle già pubblicate sono sicuramente più legato a Panamera, è la canzone che mi ha cambiato la vita.

La scelta di dare poco spazio alla tua immagine oggi è decisamente anticonvenzionale, in un mondo in cui i social sono il primo e il principale strumento per promuovere la musica. Perché questa decisione?

Pian piano stiamo lavorando anche su quello; in generale però ho sempre preferito direzionare l’attenzione sulla mia musica e non sul personaggio.

Quando uscirà l’album? Puoi anticiparci qualcosa? 

Non posso anticiparvi ancora nulla ma penso ogni giorno e ogni notte a come realizzarlo, voglio sia tutto perfetto.

Come hai rivelato in altre interviste, il tuo idolo musicale è Michael Jackson. Cosa ti affascina della sua immagine e della sua musica?

Michael Jackson è stato il mio primo idolo, e forse anche l’unico che abbia mai avuto. Amo le sue canzoni, il suo senso del ritmo e i suoi passi di ballo. Un carnevale da bambino mi vestii proprio da Michael Jackson, per farti capire quanto ci stavo in fissa.

Ad agosto hai aperto il concerto della Dark Polo Gang a Messina. Come è stata questa esperienza? 

È stato uno dei primi live dopo lo scoppio di Panamera e anche il mio primo live in Sicilia. È stato davvero emozionante! Spero un giorno di tornare su quel palco per un mio concerto e non per un’apertura.

Quali sono gli artisti a cui ti ispiri?

Non mi ispiro a nessuno in particolare ma ho tanti artisti che stimo e che ascolto.

C’è un artista con il quale sogni di collaborare? 

Potrei farti mille nomi per questa domanda… In questo momento mi sentirei di dirti Bad Bunny, anche se il mio sogno irrealizzabile rimane il featuring con Billie Eilish.

Qual è il consiglio che puoi dare ai tuoi coetanei che sperano di fare della musica un lavoro? 

Il mio consiglio è prima di tutto quello di tutelarsi, depositare i diritti delle canzoni e non essere ingenui. Bisogna trattare la propria musica come un figlio.

Secondo consiglio: se fai musica non per passione, ma per altro, non farlo. Non fa al caso tuo.

Terzo e ultimo consiglio: non farti condizionare dai numeri, butta fuori la tua musica e sii fiero di condividerla col mondo senza badare ai numeri. Quelli vengono dopo. La soddisfazione di aver creato qualcosa da zero viene prima di tutto.

Fonte immagine di copertina: Corriere.it
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