A volte ritornano, e per fortuna. Dopo sei lunghissimi anni dall’album Green Naugahyde del 2011 tornano sulla scena i californiani Primus con l’inedito Seven, presentato in anteprima assoluta e piuttosto inaspettata lo scorso 16 maggio durante il live al Red Rocks Amphitheater nella località di Morrison, Colorado. In quest’occasione la band di Les Claypool ha lasciato a bocca aperta i suoi fedelissimi, inserendo in una scaletta costellata da pietre miliari del calibro di Too Many Puppies, Jerry was a Race Car Driver, My Name is Mud e John the Fisherman questo nuovo pezzo che, già dalla prima esecuzione, ha guadagnato una posizione di riguardo da annoverare all’interno del loro eclettico repertorio.

I Primus nel 1995. Fonte: weirdestband.files.wordpress.com

I Primus, una delle punte di diamante della scena alternativa statunitense dal lontano 1984, confermano ancora una volta con questo brano, a distanza di ben 26 anni dal loro esordio in studio con Frizzle Fry, la loro difficile classificazione all’interno di un’etichetta di genere. Definire la band di El Sobrante è sempre stato un compito arduo da parte della critica, per via della costante e sempre coerente miscellanea di sonorità che spazia dall’alternative metal al funky, fino ad arrivare a toccare la più pura psichedelia.

Seven non si presenta perciò come un’eccezione: infatti, nonostante la sua esigua durata di soli due minuti e quarantacinque secondi, presenta nelle sue variazioni i tipici marchi di fabbrica della band, a partire dalle inconfondibili ed incalzanti linee di basso dell’impeccabile leader Les Claypool, tratto distintivo della band fin dagli albori al pari della sua vocalità. Il ritorno in grande stile di questo gruppo decisamente weird anche agli occhi dei cultori più affezionati sarà segnato inoltre da un imponente tour estivo che vedrà i Primus impegnati fino al 18 agosto non solo negli Stati Uniti ma anche in alcune capitali nordeuropee come Oslo (11 giugno) e Londra (20 giugno).

Primus 2015

I Primus nel 2015. Fonte: http://rockzeit.dk

Nell’attesa di poter ascoltare ad alti volumi una versione in studio di Seven, per i più affezionati e i più curiosi è possibile trovare delle riprese amatoriali della performance di Morrison che non lasceranno insoddisfatti, nonostante la qualità delle riprese e del sonoro, i palati musicalmente più esigenti.

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