Sembrava che questo momento fosse destinato a non arrivare mai, che per sua natura potesse rimanere sospeso in eterno nel dinamismo del tempo. Invece ecco fra le nostre mani Il nuotatore, ultimo e attesissimo album dei Massimo Volume arrivato a sei anni di distanza dall’ultimo gioiello della band bolognese, Aspettando i Barbari.

Uscito lo scorso primo febbraio per la 42Records e prodotto da Giacomo Fiorenza (Giardini di Mirò, A Toys Orchestra, Offlaga Discopax, Moltheni), Il nuotatore è il risultato del nucleo storico dei Massimo Volume: per la prima volta troviamo la formazione ridotta all’essenziale, un trio composto da Egle Sommacal alla chitarra, Emidio Mimì Clementi al basso e Vittoria Burattini alla batteria.

Quest’essenzialità di fondo è specchio del carattere profondamente concettuale e minimale che accompagna lo scandirsi delle sue nove tracce nella loro integrità, il cui titolo, preso in prestito dal racconto omonimo di John Cheever, rimanda direttamente alla condizione del singolo, costretto a nuotare incessantemente per sopravvivere nel mare di una quotidianità; una quotidianità dalle tinte fosche e cupe, elemento chiave di un’esistenza precaria e complessa, che viene ritratta ad arte dal flusso sonoro tipico della band e dall’aspro spoken-word dello stesso Clementi.

La formazione attuale dei Massimo Volume: Egle Sommacal, Emidio (Mimì) Clementi e Vittoria Burattini. Fonte: Il Giornale della Musica

Anche nel caso specifico de Il nuotatore è la forza della parola a donare carattere all’intero album: ogni aspetto delle dettagliate liriche di Clementi evidenzia il destabilizzante stato esistenziale di una moltitudine di solitudini in tutta la sua crudezza, ponendo l’accento sul gioco di contrasti che la società borghese impone all’individuo nell’eterno conflitto tra forma e sostanza.

Quello che ci si pone di fronte è quindi un lavoro dalle atmosfere claustrofobiche e tentacolari, sospeso in un stato di tensione costante che non abbandonerà l’ascoltatore fino alla sua conclusione.  È perciò la sua intrinseca forza narrativa a far detonare tutta la potenza compositiva de Il nuotatore, portandoci a definire il moto di rivoluzione messo in atto dalla band felsinea come il sintomo più forte del loro ritorno.

La cover ad opera di Luciano Leonotti de “Il Nuotatore”, uscito il 1 febbraio per la 42Records. Fonte: Impatto Sonoro

Il tappeto sonoro è un post-rock dalle note esistenziali e dolorose, da sempre marchio di fabbrica della band: la manifesta volontà di fondo del trio in questo lavoro è tuttavia una vera e propria scarnificazione del suono, un processo di epurazione da qualsiasi componente elettronica. Questo fattore rende Il nuotatore un album stilisticamente differente dai suoi predecessori alle orecchie dei fedelissimi, nonostante l’incredibile ricercatezza delle liriche, sempre più studiate ed evocative rispetto al passato. Tuttavia sono proprio questi elementi a farci eleggere Il nuotatore come il prodotto più intimo e maturo all’interno dell’intera produzione dei Massimo Volume.

Lo scenario che ci accompagna durante l’ascolto è quello di un’urbanità vorticosa ma fredda, inquietante, dove, come dicevamo in apertura, il fattore solitudine annienta qualsiasi tipo di possibile concetto di collettività avendo la meglio sulle dinamiche relazionali.

Ciò lo manifesta appieno la spietata traccia d’apertura, Una voce a Orlando,  nel suo ritrarre la scena di un eroico poliziotto nel suo disperato tentativo di far schermo col proprio corpo in occasione dell’attentato al Pulse Club di Orlando, Florida. Nonostante questa manovra estrema per difendere l’ultimo barlume di una società decadente, ciò che invece emerge con potenza disarmante è la natura malevola dell’uomo, la sua individualità resa ormai inesorabilmente dissociata dalle dinamiche di un mondo in cui l’individuo vive nell’effimera illusione di non essere in sostanza irrimediabilmente solo.

I Massimo Volume. Fonte: Rolling Stone

Lo stile delle sue nove tracce è quindi un concentrato di nervosismo radicato nella psicologia umana, nel malessere che ci accompagna nel nostro quotidiano composto della stessa sostanza del vuoto più radicale. Ogni traccia, con la minuziosità quasi pittorica che le contraddistingue, è così in grado di penetrare nei meandri più profondi dell’io ascoltatore: Il nuotatore è perciò un album che entra dentro demolendo le porte blindate dell’anima, che abbassa qualsiasi nostra difesa già a partire dalla prima nota d’apertura. Il risultato inevitabile risiede quindi nel lasciarsi travolgere dall’eruzione che il susseguirsi delle sue componenti emotive comporta.

Il punto è che non si può evitare di specchiarsi nelle cronache narrate da Clementi, è impossibile non mettere in atto quel processo analitico che rapporta la nostra individualità a quelle che Mimì ci descrive.

Tutti noi siamo i nuotatori della nostra burrasca individuale. 

 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊 / 10

Brani consigliati: Il Nuotatore, Amica prudenza, Nostra Signora del Caso, Una Voce a Orlando.

 

Tracklist:
1. Una voce a Orlando
2. La ditta di acqua minerale
3. Amica prudenza
4. Il nuotatore
5. Nostra Signora del caso
6. L’ultima notte del mondo
7. Fred
8. Mia madre & la morte del gen. José Sanjurjo
9. Vedremo domani