Tom Waits, uno dei principi del cantautorato statunitense, ci lascia nuovamente catapultare nell’amarcord evergreen dei suoi primissimi Seventies, periodo del suo personale esordio nella scena musicale, grazie ad una consistente serie di ristampe che riguarderà i primi sette LP del suo imponente percorso artistico.

Come già annunciato in precedenza da Consequence of Sound, il bluesman di Pomona, California, ha deciso infatti di diffondere sul mercato internazionale delle imperdibili reissues  (sia in formato cd che in vinile) dei suoi capolavori della prima ora, usciti originariamente con la Elektra Asylum Records ed oggi in ristampa per mano dell’etichetta ANTI-, attuale casa discografica del cantautore californiano.

Tom Waits. Fonte: Modern Vinyl

Stiamo quindi parlando degli LP cardine della sua carriera, a partire dalla sua prima, struggente pietra miliare, Closing Time (1973) fino ad arrivare ad Heartattack & Vine (1980), contenente una delle canzoni forse più popolarmente note di Waits, Jersey Girl. Tutti gli album sono già presenti sulle principali piattaforme streaming dallo scorso 9 marzo, data simbolicamente carica e significativa per lo stesso Waits essendo l’esatta ricorrenza dell’uscita nel 1973 del suo album di debutto. Le versioni cd dei sette LP di Waits sono già disponibili inoltre sul mercato dal 23 del mese, mentre per quanto riguarda il corrispettivo formato vinilico disponiamo al momento solo dell’iconico Closing Time. Per le versioni in vinile dei restanti sei album – Heart of Saturday Night (1974), Nighthawks at the Diner (1975), Small Change (1976), Foreign Affairs (1977), Blue Valentine (1978) e Heartattack & Vine (1980) – toccherà perciò armarsi di pazienza e attendere con zelo il corso di questo 2018 per poter finalmente godere di questi patrimoni della storia musicale mondiale.

Tom Waits a Cotati, California, nel 1992. Credits: Jay Blakesberg

Per rendere tuttavia meno estenuante questa attesa Waits ci ha regalato una sua personalissima e curatissima playlist su Spotify, dal titolo This is Tom Waits: raccoglie ben 76 brani che ripercorrono la sua sconfinata carriera e produzione artistica a braccetto con la sua vocalità ruvida, con la malinconia sottesa nella sua poetica e la sua carica fatale. È una vera e propria Invitation to the Blues, per chiamarla come il brano contenuto nel velatamente ironico Small Change del 1976, uno spaziare fra contrasti emotivi e sonori, dall’atmosfera jazz da diner statunitense adatta ad atmosfere lynchiane di Eggs and Sausage (Nighthawks at the Diner, 1975) fino alle sonorità del Waits più recente, essenziali, malinconiche e a tratti minimali come quelle prodotte dal piano protagonista in Take It With Me (Mule Variations, 1999). L’ascolto di quest’intensa playlist appare perciò tutt’altro rispetto ad un semplice e passivo ascoltare: è un esperienza sonora completa, un abbracciare saldamente l’essenza intrinseca di Waits all’interno di un viaggio nel tempo e nello spazio nella sua unica modalità di fare un grande, autoriale ed immortale blues.

Di seguito la playlist curata da Tom Waits: