di Claudia Pasquini e Manuel Saad

Artwave continua ad accompagnarvi in queste settimane di quarantena consigliandovi le migliori canzoni, i migliori libri e le migliori mostre da recuperare (a proposito, sapevi che ci sono 10 musei che puoi visitare comodamente da casa?). Questa volta abbiamo selezionato per voi dieci film che hanno come protagonista la musica: da commedie divertenti a biopic di personaggi che hanno fatto la storia, passando per film drammatici di pura invenzione. Non avete altro che l’imbarazzo della scelta, perciò buona lettura e buona visione!

Claudia Pasquini ha scelto:

Bohemian Rhapsody

© Copertina del film “Bohemian Rhapsody”

Il recente Bohemiam Rhapsody, uscito nell’ottobre 2018, è ormai candidato a diventare uno di quei classici che chi ama la musica non può non aver visto almeno una volta nella propria vita.

Il biopic musicale, diretto da Bryan Singer, ha ricevuto nella penultima edizione degli Oscar, che si è tenuta il 24 febbraio 2019 al Dolby Theatre di Los Angeles, quattro premi, tra cui il meritatissimo Oscar come miglior attore protagonista a Rami Malek.

Il film racconta la storia di una delle migliori band di tutti i tempi, i Queen, e del suo frontman in particolare, l’unico e inimitabile Freddy Mercury. Per chi non conoscesse al meglio le canzoni della band, guardare il film è un ottimo modo per scoprire i loro capolavori. Allo stesso tempo guardando Bohemiam Rhapsody si scoprono diversi retroscena che permettono di conoscere più profondamente il personaggio di Freddy Mercury.

Rocketman                      

© Copertina del film “Rocketman”

Lo spirito di Rocketman è lo stesso del film precedente: far conoscere il personaggio (in questo caso Elton John) sotto una luce completamente diversa, svelando aneddoti e curiosità sulla sua vita che pochi conoscono.

La differenza tra i due biopic musicali, usciti a distanza di poco più di sei mesi l’uno dall’altro, è che quest’ultimo, diretto da Dexter Fletcher, è stato approvato e autorizzato dall’artista stesso.

Il film narra la vita e la carriera di Elton John, a partire dall’infanzia fino ai grandi successi. L’attore e tenore Taron Egerton ha ricoperto il ruolo dell’artista e ha interpretato egregiamente le hit Your Song, Sorry Seems to Be the Hardest Word e Candle in the Wind, dando vita ad una performance elogiata da pubblico e critica.

Nowhere Boy

© Copertina del film “Nowhere Boy”

Un biopic ancora differente è Nowhere Boy, uscito nel 2009 e diretto da Sam Taylor-Wood. Il film racconta l’adolescenza travagliata di John Lennon (interpretato da Aaron Johnson) e i suoi primi approcci alla musica, l’amicizia con Paul McCartney prima che formassero i Beatles e il rapporto conflittuale con la madre naturale Julia Lennon e la zia Mimi, sua tutrice legale.

L’obiettivo della regista non è ricostruire i primi passi della leggenda o della formazione dei Beatles, ma far conoscere un aspetto della vita di Lennon sconosciuto a molti: la relazione complessa con due donne importanti nella sua vita: la madre, che lo aveva abbandonato quando aveva appena cinque anni, e la rigida zia Mimi, che lo ha cresciuto da quando era bambino. Con il loro amore incondizionato le due donne segnano profondamente la giovinezza del piccolo John, in particolare dopo la perdita dell’amato zio George.

Whiplash

© Copertina del film “Whiplash”

Per chi non ama i biopic consigliamo Whiplash, un film del 2014 diretto da Damien Chazelle (il più giovane regista della storia a vincere il Premio Oscar per La La Land nel 2016).

Whiplash racconta la storia del diciannovenne Andrew Neiman (interpretato da Miles Teller), che sogna di diventare un famoso batterista. Andrew sacrifica tutto per aggiudicarsi un posto nell’orchestra guidata dal terribile Terrence Fletcher, un insegnante tanto eccellente quanto rude nei metodi di insegnamento. Ad interpretare il temibile insegnante è J. K. Simmons, che con una performance impeccabile ha vinto nel 2015 il Premio Oscar come miglior attore non protagonista.

Damien Chazelle ha lasciato spazio nel film a tecnicismi che soltanto pochi appassionati e veri musicisti possono comprendere totalmente. Whiplash è un’opera dura e crudele che restituisce allo spettatore un’immagine tutt’altro che romantica dell’ambiente dell’ambiente musicale. Viene sempre messa in primo piano la fatica della pratica quotidiana, l’esercizio furibondo che arriva a spellare le mani e fa addirittura colare il sangue sulla batteria, la competizione senza regole e senza sconti con altri musicisti a cui contendere il posto.

 

School of Rock

© Copertina del film “School of Rock”

School of Rock è decisamente il film più leggero tra quelli citati precedentemente. Uscito nel 2003 e diretto da Richard Linklater, è una commedia musicale il cui protagonista è Dewey Finn (interpretato da Jack Black), polemico e irriverente chitarrista che odia il sistema e ha una venerazione per il rock. Dopo essere stato cacciato dalla sua band, Dewey si ritrova ad affrontare una marea di debiti e una grave depressione. Quasi per caso si ritrova a fare da supplente in una classe di scuola elementare privata molto prestigiosa. Dewey scopre che i ragazzi hanno una buona propensione per la musica e decide di trasformare la classe in un gruppo rock.

Un film divertente e leggero, che per essere compreso non necessità particolari conoscenze musicali. Fanno da colonna sonora le migliori canzoni delle più grandi band rock di sempre: Led Zeppelin, Who, AC/DC, Ramones, Deep Purple e tanti altri.

 

Manuel Saad ha scelto:

Io non sono qui

© Copertina del film “Io non sono qui”

Se Bob Dylan è tra i vostri dei musicali, non potete non vedere il film biografico che ripercorre la storia del musicista in maniera originale. Infatti, Io non sono qui, non è il classico film biografico che mette in primo piano l’artista in sé. In questo film vengono raccontati sette momenti della vita di Dylan attraverso sei attori diversi. Proprio così, il film racconta non solo le vicende che hanno caratterizzato la vita e la produzione artistica di Dylan, ma anche le sue moltiplici personalità: il Poeta (Arthur Rimbaud), il Profeta (Jack Rollins / Padre John), il fuorilegge (Billy McCarty), il falso (Woody Guthrie), il “martire del rock and roll” (Jude Quinn), e la “stella elettrica” (Robbie Clark)
Nonostante i vari documentari e una filmografia non proprio piccola, sul menestrello di Duluth, questo è l’unico film che ha ricevuto la benedizione dello stesso Dylan.
Il film parte dagli inizi della sua carriera discografica, attraversa il periodo “elettrico”, il ritiro dalle scene e il ritorno.
C’è poco da spiegare: dovete vederlo assolutamente.

Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line

© Copertina del film “Walk the Line”

Prendete Joaquin Phoenix, toglietegli il trucco da Joker, portatelo indietro nel 2005 e fategli cantare una canzone di Johnny Cash: rimarrete sbigottiti dalla somiglianza e dalle capacità vocali di questo straordinario attore.
Nel romantico film biografico Walk the Line, nella versione italiana intitolato Quando l’amore brucia l’anima, Phoenix interpreta alla perfezione il famoso cantautore americano, ripercorrendo la sua storia partendo dalla sua giovinezza vissuta in Arkansas, fino ad arrivare al suo rapporto amoroso,e. turbolento, con June Carter Cash.
Vincitore di un premio Oscar, 3 Golden Globes, 2 Critics Choice Awards e un premio ai SAG Awards.
Serve altro per convincervi a vederlo?

20000 Days on Earth

© Copertina del film “20000 days on earth”

Quando Nick Cave compì 55 anni, calcolò di aver trascorso 20000 giorni sulla Terra. Questo calcolo accese l’idea di voler documentare una giornata del noto artista australiano, partendo dalla mattina fino ad arrivare alla sera.
Musica, racconti e visioni collaborano tra loro al fine di rendere questo film un qualcosa di unico del suo genere.
Ed è proprio Nick Cave a prendere per mano lo spettatore e guidarlo durante il film che ha accolto un’ottima risposta da parte della critica alla Berlinale e al Sundance Festival.
Se adorate Nick Cave, amate la sua musica e il suo personaggio, mi chiedo come avete fatto a non vedere questa splendida pellicola.

Searching for Sugar Man

© Copertina del film “Sugar Man”

Qui, siamo di fronte ad uno dei documentari musicali che raccontano la storia più assurda, forse, del mondo musicale.
Il documentario è incentrato sul cantautore statunitense Sixto Rodriguez.
Perché la storia è assurda? Ora ve lo spieghiamo: in Sudafrica, un misterioso cantautore riesce a spopolare tra i giovani, attraverso una serie di bootleg, venendo apprezzato anche per i suoi testi che strizzano l’occhio ai temi sociali. Ma di questo Rodriguez non si sapeva nulla, se non che fosse nato negli Stati Uniti. Le leggende narravano che fosse morto suicida sul palco durante la sua ultima esibizione, ma non fu così. Due fan, convinti che le voci del suicidio fossero false, decisero di mettersi sulle sue tracce e lo ritrovarono negli USA che lavorava come muratore, totalmente inconsapevole di essere una leggenda e un profeta generazionale per molti.

A proposito di Davis

© Copertina del film “A proposito di Davis”

Questo film deve essere visto non solo per la bellissima storia, ma anche per la sua colonna sonora fatta di un folk coinvolgente ed emozionante.
Siamo a New York ed è il 1961 quando Llewyn Davis si ritrova con l’acqua alla gola per via dei soldi che non ci sono: il suo partner musicale si è suicidato e il suo album non trova il successo sperato. Passa le notti sui divani di casa degli amici e si arrovella per cercare una soluzione alla sua catastrofica situazione economica. Prova anche ad imbarcarsi su una nave mercantile ma neanche questo progetto, a differenza della nave, andò in porto.
Neanche a farlo apposta, il film si chiude con la sua ultima esibizione nel solito locale dove era solito esibirsi, e il giovane che sale sul palco dopo di lui è un giovane Bob Dylan.
Spoiler: nella colonna sonora c’è anche Marcus Mumford. Sedetevi sul divano e mettete play: fidatevi.

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