Nella teoria della relatività di Einstein c’è un paradosso, noto come “paradosso dei gemelli”, in cui si immagina di mandare un gemello nello spazio a una velocità pari a quella della luce, mentre l’altro gemello resta sulla Terra. A quella velocità, il tempo per il gemello spaziale scorrerà più velocemente. Al ritorno, pur avendo mantenuto la stessa età anagrafica, avrà vissuto di più. Sarà come se venisse dal futuro.

Se c’è un’artista che nel corso della sua carriera è sempre riuscita a tenere un piede nella sperimentazione e uno nella cultura pop, quella è Björk. Cantautrice e attrice islandese, Björk Guðmundsdóttir è in attività da più di quarant’anni. Dalla sua musica questo non si sente, mai. I suoi brani degli anni novanta hanno dettato l’avanguardia di oggi e i suoi brani di oggi stanno ponendo le basi dell’avanguardia dei prossimi decenni. Forse, proprio per l’anacronismo delle sue produzioni, la carriera di Björk va ripercorsa in riferimento non agli anni che le ruotavano intorno, ma agli anni che lei stava portando avanti. Punto di riferimento per tre diverse generazioni di artisti, Björk è un’unità temporale a sé stante. Un gemello tornato dallo spazio.
Oggi questo gemello compie 54 anni.

Nel corso degli anni ha ispirato il mondo sia dal punto di vista musicale, sia soprattutto da quello figurativo. Nel 2015 il Museum of Modern Art di New York ha addirittura curato una retrospettiva sullo stile della cantante. Denominata “l’artista dai mille volti”, Björk conosce l’importanza della struttura visiva e sa come sfruttarla al massimo.

La sua estetica non ha definizioni, cambia di continuo. Proviamo ad analizzarla, con un approccio alieno e diacronico come la sua ricerca. Ripercorriamo tre videoclip perché, fra tutti, il video musicale è il medium che coglie in modo più completo la narrativa musicale e visiva di Björk.

Army of Me

È il 1995 e Björk sta rilasciando il suo secondo disco, Post. Se l’album di debutto (Debut, appunto) ha lanciato la sua astronave verso il successo, Post ha consacrato la sua fama. I singoli rilasciati hanno giocato un ruolo fondamentale nella popolarità dell’artista e “Army of Me” è il primo a essere uscito. Dedicato al fratello, è il primo brano di Björk a entrare nella top ten dei singoli nel Regno Unito.

Nel videoclip la cantante guida una gigantesca trivella, poi ha il mal di denti e si reca da un dentista gorilla che cerca di rubarle dalla bocca dei diamanti che diventano sempre più grandi. Non ha importanza comprendere il senso, forse non c’è un senso. Sono scene oniriche quelle che circondano Björk, anche all’inizio della sua carriera.

Nel 2005 Björk rilascerà con UNICEF un album con solo cover di questo brano, realizzate da artisti di tutto il mondo, allo scopo di raccogliere fondi per un evento di beneficenza.

Del video, Björk ha detto:
“Abbiamo inserito un dentista gorilla nel video di “Army of Me”, che potrebbe sembrare insensato. In realtà, è il modo più realistico per esprimere la condizione in cui mi trovo – tutte queste persone che cercano di portarsi via pezzi di me, e il gorilla che trova un diamante che non so di avere e che cerca di rubarlo. “Army of Me” parla di come ho scoperto che devo imparare a difendermi. Devo alzarmi in piedi e combattere il maledetto gorilla.”

All Is Full of Love

Adesso l’anno è il 1999 e abbiamo a che fare con l’ultimo singolo del suo terzo album. La canzone è una ballad trip hop con influenze soul ed elettroniche. 
Björk ha detto che il brano è ispirato alla primavera e che ha deciso di scriverlo, dopo un lungo inverno, un giorno in cui tornando a casa dopo una passeggiata si è resa conto che gli uccelli stavano cantando.

Il videoclip è considerato uno tra i più innovativi nella storia della musica e nel 2002 è stato inserito al primo posto nella playlist di MTV2 “I più grandi video musicali di tutti i tempi”. Diretto da Chris Cunningham, oggi il video è un’installazione permanente al MoMA di New York. Ha vinto un MTV Music Award, è stato nominato ai Grammy.

Nei quattro minuti e mezzo di riproduzione è mostrata la costruzione di due robot che entrano in intimità tra loro. Nei primi secondi è mostrato un robot con le fattezze di Björk che giace addormentato, disconnesso. Più avanti, il robot viene posto davanti a un suo simile, e i due iniziano a baciarsi. Infine, la stanza torna scura.

In alcuni frammenti della pellicola si vede dell’acqua scorrere dal basso verso l’alto. Questo ha portato molti a ipotizzare che il video fosse da vedere al contrario. I macchinari starebbero separando i due robot, non unendoli, e finirebbero per disconnetterli.

Negli anni, l’estetica del film Io, Robot e della serie televisiva Westworld avrebbero tratto ispirazione da questo video.

Moon

Stacco. Sono passati dodici anni, siamo nel 2011. Il brano “Moon” fa parte di un progetto più vasto, l’album Biophilia, che l’autrice ha rilasciato sia come cd che come pacchetto di applicazioni. Si tratta del primo album-suite, composto di dieci app per iPad, una per ogni brano. L’applicazione di “Moon” è presenta in modo interattivo le fasi lunari come sono descritte nel testo del brano. 

Nel video Björk è completamente truccata. Canta e suona un’arpa, mentre su di lei scorrono le immagini della luna come sono raffigurate nell’applicazione

È un progetto che mette in mostra la fascinazione che Björk ha sempre avuto per la tecnologia e la sperimentazione tecnica. È l’immagine di un’artista ancora pronta a stupire e ad essere, come al solito, un passo davanti a tutti gli altri. 

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