Dopo una lunga attesa da parte dei fan è uscito ieri, venerdì 20 marzo, After Hours, il nuovo disco di Abel Makkonen Tesfaye, meglio conosciuto sotto il nome d’arte di The Weeknd. Trattasi del quarto lavoro in studio del cantante canadese, arrivato a distanza di poco meno di tre anni e mezzo dallo scorso disco di inediti, Starboy, pubblicato a fine 2016.

After Hours, rilasciato sotto XO – etichetta discografica fondata dallo stesso Abel – e commercializzato dalla Republic Recording, è un disco all’interno del quale troviamo ben 14 tracce originali, nessuna delle quali presenta però featuring con altri artisti. Per la produzione The Weeknd ha deciso di circondarsi e di collaborare con numerosissimi produttori di rilievo, a partire dallo storico Illangelo (la cui prima collaborazione risale a circa una decina di anni fa) ed altri produttori, DJ e songwriters appartenenti ad una ambiente più urban hip hop quali DaHeala, Metro Boomin, Frank Dukes e Ricky Reed, per arrivare ad un contesto decisamente più pop commerciale, ben rappresentato da Oscar Holter e Max Martin.

The Weeknd - After Hours cover

Cover di “After Hours”
Fonte: Facebook dell’artista

Il lancio del disco è stato preceduto dall’anteprima di ben tre singoli, Heartless, Blinding Lights rilasciati entrambi a fine 2019, e per l’appunto After Hours, brano da cui l’album prende il nome, pubblicato il mese scorso.

Già con i primi due brani il pluripremiato artista aveva riscosso un enorme successo. Heartless, derivato dal mix di alternative R&B e trap, ha raggiunto in pochissimo tempo 190 milioni di stream su Spotify e ben 53 milioni di views su Youtube. L’irresistibile Blinding Lights invece rispolvera in modo magistrale le tipiche sonorità ballabili degli anni ’80 e le ripropone con i suoni dell’elettronica dei giorni nostri, diventando la colonna sonora dello spot del nuovo SUV elettrico della Mercedes-Benz e conquistando alte posizioni nelle classifiche internazionali ed un disco di platino in Italia.

È stato anche già comunicato tramite i social media che il prossimo 24 marzo verrà pubblicato un nuovo singolo estratto dal disco, dal titolo In Your Eyes.

Si tratta di un lavoro che vuole in qualche modo provare a creare un immaginario forte e parzialmente di rottura con quanto generalmente proposto da The Weeknd, e ciò è possibile vederlo sin dalla copertina dell’album, dove troviamo un primo piano di Abel con un inquietante sorriso sporco di sangue.

Ricordiamo che lo stile del mixtape di debutto dell’artista – House of Balloons – era fortemente caratterizzato da sonorità di nicchia appartenenti al mondo dell’alternative R&B con contaminazioni dream-pop, dove le tematiche centrali erano molto schiette riguardo a sesso, droga ed altri argomenti spesso tacciati di oscenità. Nel 2015 però arriva la rivoluzione e con Beauty Behind The Madness, grazie anche alla collaborazione con produttori come Max Martin, The Weeknd si reinventa entrando per nulla in punta di piedi nel mondo del pop, per molti aspetti sulla scia di Michael Jackson e Justin Timberlake.

Lo scopo di After Hours è probabilmente quello di provare a fondere queste due realtà in un unico disco. Troviamo per l’appunto da un lato brani che ancora viaggiano su sonorità elettroniche alla James Blake mescolate a trap ed R&B – come Alone Again, Escape from LA e Snowchild – mentre dall’altro lato pezzi in cui la mano pop dell’hit maker Martin si fa chiaramente sentire – come in Hard to Love, in Scared to Live o in In Your Eyes.

The Weeknd

Fonte: pagina Facebook The Weeknd

Dal punto di vista contenutistico il disco di The Weeknd risente fortemente delle esperienze passate dell’artista, in particolar modo del dolore della rottura tra Abel e Bella Hadid, separazione avvenuta circa 8 mesi fa. Sin dai titoli dei brani si evince chiaramente il senso di rimorso e di fallimento nelle relazioni sentimentali – non si escludono anche riferimenti alla precedente ex fidanzata Selena Gomez – ed i testi lasciano trasparire un forte senso generale di introspezione e a volte di sconforto.

In After Hours la combinazione tra sonorità, scelte stilistiche e contenuto non risulta però vincente: quello che ci viene presentato è un prodotto di altissima fattura per quanto riguarda le scelte di produzione, ma che dal punto di vista strettamente musicale fatica a trovare un’apertura, lasciando uno strano senso di sospensione.

Ciò che probabilmente manca all’album è l’incisività che ci saremmo potuti aspettare da un singolo anticipatore come Blinding Lights, e alla fin fine l’ascolto dei numerosi e a volte troppo lunghi brani si perde come musica da sottofondo. Durante l’ascolto si ha la sensazione che qualcosa sia in arrivo ma, sfortunatamente, il più delle volte nulla colma questo senso di attesa rendendo purtroppo il susseguirsi dei brani a tratti un po’ noioso.

Avremmo sperato quindi in una luce che potesse illuminare questo disco, rendendolo accattivante e rendendoci desiderosi di ascoltarlo più volte, ma di questa scintilla sinceramente non se ne trova neanche l’ombra. Chissà però se il nostro Grammy Awarded Abel Tesfaye sarà in grado di ribaltare la situazione nella riproposizione live dell’album durante il suo tour internazionale che partirà da giugno tra America ed Europa.

Fonte immagine di copertina: pagina Facebook The Weeknd
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