di Claudia Pasquini e Martina Scacciatella

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Oggi vi presentiamo il cantautore Delmoro che, dopo l’ottimo riscontro ottenuto con l’ep d’esordio Balìa, è tornato sulle scene musicali con un nuovo brano, Lanthimos, uscito il 15 luglio per Carosello Records.

Delmoro-lanthimos

Musica feat. architettura: la potenza di Delmoro

Il motivo per cui il cantautore friulano ha catturato la nostra attenzione è il suo voler conciliare la passione della musica con quella dell’architettura. La cosa più difficile per gli artisti al giorno d’oggi è trovare quella particolarità che li differenzi dagli altri, quel “qualcosa” che li renda unici e riconoscibili agli occhi e alle orecchie degli ascoltatori. Delmoro ha trovato la sua carta vincente nell’unione della musica con l’architettura.

Prima di essere un musicista e un produttore, Mattia Del Moro è infatti un architetto. La sua passione per i colori, l’arte e il design emerge fortemente nelle foto, negli artwork dei suoi progetti e nei suoi videoclip. C’è un’estrema cura dei dettagli non solo nella sua musica, ma anche in tutto il contorno.

La scelta del luogo in cui girare i videoclip dei suoi brani è sempre molto pensata e studiata. Il videoclip di Dove siamo finiti, realizzato da Bruno Noaro, è stato girato nella splendida Villa Mainardis, ideata da Marcello D’Olivo a Lignano Sabbiadoro; Villa La Saracena, che si trova a Santa Marinella sul litorale romano, è invece la protagonista del videoclip di Lanthimos, uscito oggi, 21 luglio 2020.

Villa La Saracena

Commissionata nel 1955 a Luigi Moretti da Francesco Malgieri, giornalista del Corriere della Sera, Villa La Saracena venne completata nel 1957 a Santa Marinella, sul litorale laziale. Nella biografia dell’architetto la villa si colloca in una fase di rinnovamento linguistico dopo la realizzazione di Casa delle Armi al Foro Italico e la Palazzina Girasole in Via Bruno Buozzi, a Roma.

Nonostante sia molto legata all’utilizzo della tecnica costruttiva del cemento armato consente l’adozione di piante libere e di sbalzi di notevole dimensione, svincolando la struttura dalle tamponature.

È sviluppata su un lotto caratterizzato da una forma allungata, compresa tra il mare e il centro abitato. Il progetto infatti si sviluppa lungo due direttrici, nascendo da una simmetria presente nella galleria centrale che poi si espande in modo asimmetrico ai suoi lati. Dalla parte della città si erge la torre, simbolo della villa, che permette di osservare il paesaggio attraverso le sue sottili feritoie. La vista cambia quando si volge lo sguardo al mare: la stessa torre perde il suo carattere chiuso e accoglie ampie finestre che servono ad inondare di luce le camere da letto collegate dalla scala a chiocciola interna.

Caratteristica distintiva è la texture dei muri che vengono rifiniti con una tecnica a sbruffatura, realizzata con una miscela di polvere di marmo, cemento bianco e grassello. Applicata dalla mano di un solo artigiano, un processo che ricorda quello dell’affresco con l’intento di creare un’architettura “emotiva”, come sottolineava lo stesso Moretti.

Netto passo indietro del cemento nei confronti del vetro si ha nel lungo salone “promenade” che rappresenta la vera spina dorsale della casa, provvisto di una vera e propria galleria che piano piano svela il paesaggio all’orizzonte. A chiusura della “promenade” vi è una pensilina che richiama le alberature di una barca a vela, legando simbolicamente la terra e il mare.

Nel 2010 la villa è stata sottoposta a vincolo monumentale da Ministero dei Beni Culturali, in quanto dichiarata di interesse particolarmente importante. Dopo anni di progressivo degrado nel 2017 sono cominciati i complessi lavori di restauro completati lo scorso 2019.

Villa La Saracena

Villa La Saracena
Fonte: sito ufficiale Villa La Saracena

Lanthimos, il nuovo brano di Delmoro

Questo singolo anticipa l’album d’esordio del cantautore con Carosello Records e segna un’evoluzione del suo stile. La caratteristica della musica di Delmoro che è rimasta invariata tra questo brano e i precedenti è il riuscire a creare delle melodie eleganti e sofisticate, ma in Lanthimos il sound si avvicina a suoni esotici e anni ’90 estranei ai brani di Balìa.

Lanthimos è una canzone d’amore, parla di una relazione abbandonata a metà, di tutti i pensieri e i “film mentali” delle persone che escono da una storia importante. Delmoro canta di una rinascita, della sua voglia di tuffarsi in una nuova estate, anche se ha ancora la mente ed i sensi sopiti dall’inverno passato.

Il titolo assume un doppio significato: un suono esotico, quasi da isola greca che si associa bene al mood sonoro del brano, ma con il riferimento a Yorgos Lanthimos, regista famoso per i suoi film particolarmente criptici come The Lobster, criptici come quelle storie d’amore sospese che ci capita, forse sempre più spesso, di vivere.

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