Il 12 maggio 2020 avrà inizio a Rotterdam la sessantacinquesima edizione del festival musicale più importante di tutto il Vecchio Continente: stiamo certamente parlando dell’Eurovision Song Contest.

Siamo negli anni ’50 e dopo la guerra la voglia di ricominciare di tutte le nazioni europee comincia a crescere. Con la nascita della televisione si decide quindi di dar vita ad un evento mediatico che in qualche modo contribuisca a rinsaldare i legami sociali tra differenti stati. Traendo ispirazione dall’allora giovane Festival di Sanremo nasce così l’Eurovision Song Contest – a molti noto semplicemente come Eurovision – competizione canora che avrebbe avuto davanti a sé numerosissime edizioni consecutive.

Eurovision 2020 logo

Fonte: money.it

All’edizione di quest’anno saranno 42 i paesi partecipanti (tra europei ed extraueropei) ed ognuno di loro sceglierà il proprio pupillo da presentare alla rassegna secondo proprie regole. In Italia è consuetudine che sia il vincitore del Festival di Sanremo a fare da portavoce all’Eurovision Song Contest e quest’anno il fortunato sarà Diodato. Già da tempo il cantautore aveva dimostrato grande gusto e finezza nei brani portati alle precedenti edizioni del festival della musica italiana, ma questa volta Fai rumore gli ha garantito il gradino più alto sul podio e anche a ragion veduta.

Si tratta di un pezzo che riesce ad integrare perfettamente il classico gusto sanremese con una lieve soffiata di attualità: la combinazione tra il pianoforte in primo piano e la lieve elettronica di fondo, i lunghi legati tra le note ed il tappeto degli archi si affiancano perfettamente alle parole, introspettive ma incisive. Basterà questo per conquistare il pubblico internazionale?

L’esperienza ci insegna che all’Eurovision il clima musicale è ben diverso da quello a cui siamo abituati noi nel bel paese. Le perfomance d’oltralpe spesso virano su esibizioni pompose sorrette da brani a stampo prettamente commerciale per il mercato internazionale, e le ballad drammatiche dal carattere teatrale si affiancano a canzoni disco. Netta, rappresentante di Israele e vincitrice dell’Eurovision 2018, ne è un chiaro esempio con TOY, ricco di beat elettronici e sperimentalità sonora. O ancora Rise like a Phoenix di Conchita Wurst – cantante austriaca vincitrice dell’Eurovision Song Contest del 2014 – il cui mood del brano non ha nulla da invidiare a Skyfall come colonna sonora del classico 007. Lo stesso Mahmood lo scorso anno ha conquistato il secondo gradino del podio con Soldi, pezzo fresco ed attuale dal ritmo decisamente ballabile.

Netta

Fonte: eurovisionnews.it

Sembrerebbe quindi che la canzone di Diodato abbia poche possibilità di difendersi in un contesto così differente dalle sonorità fortemente italiane. Ciò è vero solo in parte perché Fai Rumore è comunque un brano il cui valore può trasparire ed essere compreso anche al di là dei canoni europei.

L’arrangiamento strumentale è ben studiato per esprimere al meglio un preciso stato d’animo con consistenza e soprattutto eleganza. Da non dimenticare poi che Diodato è anche notevole dal punto di vista vocale, ed in questo caso il suo timbro caratteristico accostato ad una linea vocale ricca di note lunghe ad intensità sostenuta (belting) potrebbe ricevere molti consensi positivi. Non bisogna poi sottovalutare il fatto che spesso è proprio la diversità stilistica di qualcosa a cui non siamo abituati a generare in noi interesse. Inoltre il cantautore ha dichiarato in un’intervista a il Giornale di non volere portare una versione del brano con il testo tradotto in inglese per preservare l’integrità della canzone così com’era nata.

Diodato

Fonte: pagina Facebook Diodato

Se Diodato riuscirà a portare alta la bandiera italiana in Olanda alla prossima primavera non ci è dato saperlo, ma possiamo certamente affermare che Fai Rumore è un brano dalla indubbia bellezza e raffinatezza, capace ad ogni modo di difendersi egregiamente nella competizione e di portare ogni tanto un po’ di buona musica italiana al di là del confine.

Fonte immagine di copertina: pagina Facebook Diodato
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