Ennio Morricone, tra la notte del 5 e 6 luglio, si è spento in una clinica di Roma, in seguito a complicazioni dovute a una caduta.

Ci ha lasciati in silenzio, con discrezione, accanto a sua moglie Maria Travia che lo ha assistito sempre, durante la carriera e fino all’ultimo respiro. A lei sono dedicati tutti i suoi successi e con lei ha trascorso ben 64 anni della sua vita.

Ennio Morricone - Illustrazione © Nicola Pertile

Ennio Morricone – Illustrazione © Nicola Pertile

Il genio di Ennio Morricone

Il compositore ha vinto una miriade di premi. Le sue musiche sono vive, hanno una profondità melodica, uno spessore acustico inimitabili. Durante l’ascolto delle sue melodie è possibile distinguere i suoni, individuarli e collocarli in un grande schema compositivo che nella sua logica è essenzialmente perfetto. Rivediamo insieme le cinque colonne sonore più belle.

“La musica non dovrebbe mai nascere da una sollecitazione dell’immaginazione. Non penso alle immagini, la musica nasce dalla storia”. Roma, 1988

Per un pugno di dollari – Sergio leone 1964

Primo film che vede la collaborazione di Morricone e Leone, per la Trilogia del dollaro, insieme a Il buono, il brutto, il cattivo e Per qualche dollaro in più.

In un primo momento, Sergio Leone non era convinto della scelta, ma dopo qualche incomprensione (Ennio Morricone era molto fermo sulle sue idee) riuscirono a confezionare un film memorabile.

La prima canzone è un manifesto: il fischio iniziale è un richiamo collettivo che rinfresca la memoria. Gli elementi che si aggiungono, campane, flauti, voci, una chitarra elettrica, producono rumori crudi e cadenzati, rudimentali così com’è il West e il deserto: primitivo, violento, sempre all’erta per conservare lo spirito di sopravvivenza.

Il buono, il brutto e il cattivo – Sergio Leone 1966

Il motivo principale del film, assomigliante all’ululato del coyote, è utilizzata per i tre personaggi principali, con un differente strumento usato per ognuno: flauto soprano per il Biondo, l’arghilofono per Sentenza e la voce umana per Tuco.

“Mettevo in scena la carta stradale di tre esseri che costituivano un amalgama di tutti i difetti umani… Avevo bisogno di diversi crescendo e momenti spettacolari capaci di conquistare l’attenzione e che tuttavia si accordassero con lo spirito generale della storia. Per cui la musica assunse un’importanza centrale. Doveva essere complessa, con umorismo e lirismo, tragedia e barocco. La musica diventava anche un elemento della storia.”

C’era una volta in America – Sergio Leone 1984

Uno dei lavori più famosi dell’artista, facente parte della Trilogia del tempo, composta anche da C’era una volta il West e Giù la testa. Sergio Leone la commissionò con largo anticipo per poi ascoltarla sul set durante le riprese del film. Infatti, risulta essere una delle colonne sonore che più si amalgama con il film dall’umore malinconico e romantico.

Cockeye’s Song” è la canzone portante, con il flauto di pan suonato da Gheorghe Zamfir, flautista rumeno di fama internazionale. La famosa sequenza si ripete come tema, ricorrente per tutto il film, che viene utilizzato per enfatizzare scene di confronto, di sfida e di scontro tra i personaggi.

Deborah’s Theme” invece, è un concentrato di dolcezza e passione, in grado di trasmettere all’ascoltatore l’ossessione romantica e il senso di perdita anche senza conoscere la storia dei due personaggi: Noodles e Deborah.

Mission – Roland Joffè 1986

Gabriel’s Oboe è stato scritto da Ennio Morricone per il film Mission, candidato all’Oscar come miglior colonna sonora. Con questo tema principale potresti piangere solo ascoltando i primi 15 secondi. Una musica celestiale, leggera, che con il tono caldo dell’oboe non ha bisogno delle immagini per emozionare.

The Hateful Eight – Quentin Tarantino 2015

Dopo vari tentativi di Tarantino di lavorare con il compositore, ecco che avviene il miracolo. Il film, ottavo successo del regista, vide Morricone vincitore del Premio Oscar per la miglior colonna sonora.

Una composizione “al buio”: Ennio lesse solo lo script del film, ma bastò per capirne il concept. Gli strumenti utilizzati sono i violini, le percussioni, i fagotti e la celesta, simile ad un pianoforte, che riescono a dare il senso del gelo, solitudine e tensione.

Pagina Instagram dell’illustratore: @sir_pertile

Immagine di copertina: Pagina Facebook Ennio Morricone

 

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