“Perché Sanremo è Sanremo” cantava il jingle di diversi anni fa, ed è proprio vero. Nessun evento, per adesso, riesce a superare quella che è la risonanza mediatica che ruota intorno alla kermesse musicale.

Tante sono le domande che assillano lo spettatore prima che inizi il Festival. Domande che aleggiano nell’aria e che in quanto ad anticipare i tempi sono al pari del “che si fa a Capodanno”? Si va dal “chi vincerà?” a “fiori sì o fiori no?”. E ancora: “Chi lo presenterà quest’anno?”

Sanremo è proprio questo: l’evento di cui si inizia a parlare già dal giorno in cui termina l’edizione precedente, un po’ come succede per i provini di X Factor pubblicizzati durante la finale. È l’evento per cui non è solo importante la musica, anzi quella spesso passa in secondo piano, ma è anche l’evento per cui tutta la programmazione si ferma per dare spazio a quella che è considerata, da sempre, una festa nazionale.

Torniamo, però, a quella che dovrebbe essere la vera protagonista: la musica. In tutti questi anni abbiamo sentito “fiumi di parole”, per citare una delle canzoni simbolo del “che cosa hanno cantato dopo quel brano?”. Abbiamo sentito cantare quelle che poi sono diventate stelle del panorama italiano, ma abbiamo visto passare anche tante meteore. Abbiamo ballato e gridato “Namaste, alè” seguendo i passi di una scimmia, ma ci siamo anche commossi davanti a grandi canzoni d’amore e davanti alle braccia levate al cielo di Domenico Modugno.

Gli ultimi saranno i primi

C’è, però, un’equazione che in settant’anni del Festival di Sanremo è stata spesso riconfermata. Un’equazione o una formula semplice da ricordare e a cui tutti, chi più chi meno, abbiamo fatto caso.

Questa regola riguarda la classifica e recita così: gli ultimi saranno i primi. Sarà un caso, sarà una coincidenza? Chissà. La verità è che, in tutti questi anni di podi spesso molto discutibili, arrivare in fondo alla classifica o mancare il primo posto è diventato un portafortuna.

Nel 2010 abbiamo visto salire sul podio Pupo ed Emanuele Filiberto con un’orchestra decisamente in disaccordo, così come in qualche occasione abbiamo sentito passare in radio la canzone vincitrice solo durante il Festival. Ma quante volte, invece, in quella stessa radio abbiamo sentito, sin dal primo giorno, una canzone arrivata nella seconda parte della classifica o se non addirittura ultima? Tante, anzi, tantissime volte.

I motivi per cui un brano non ha conquistato la giuria e il pubblico immediatamente, sono tra i più svariati: troppa modernità, sound e voci poco sanremesi, distrazione o magari il poco guardare oltre la kermesse. La carrellata di brani e relativi cantanti che non sono arrivati primi è lunghissima, ma proviamo a citarne solo alcune per ricordarci di quanto, a volte, la classifica sia solo una mera lista di nomi.

Vasco Rossi e Zucchero: un’eliminazione e un penultimo posto

Partiamo, quindi, con uno dei nomi simbolo di questa equazione: Vasco Rossi. Sì, stiamo parlando dello stesso Kom che da anni riempie stadi, arene e qualsiasi spazio utile in cui si possano fare concerti. Lo stesso di Albachiara, ma soprattutto lo stesso di Vita Spericolata.

Era il 1983 e al primo posto sul podio saliva Tiziana Rivale con Sarà quel che sarà, rimasta anche la sua unica canzone di cui si ha memoria. Mentre imperversavano le polemiche sul playblack, a cui lo stesso Vasco rispose abbandonando il palco prima che la canzone terminasse, il comandante saliva su quel palco poco più che trentenne. Ciò che ricevette dalla kermesse musicale fu un bel due di picche e un’eliminazione, ma ciò che invece il pubblico gli ha regalato fin da subito è sotto gli occhi di tutti almeno da trent’anni.

Solo due anni dopo un’altra “piccola” svista e un altro posizionamento nella parte più bassa della classifica. Questa volta “la svista” porta il nome di Adelmo Fornaciari, meglio conosciuto come Zucchero e la canzone è (rullo di tamburi)… Donne. Una canzone simbolo della carriera decennale del bluesman più famoso d’Italia e anche di quanto un penultimo posto a Sanremo, spesso equivalga a milioni di copie vendute. Ma gli anni ’80, per fortuna, ci hanno regalato tante classifiche che andrebbero lette in maniera diversa.

Dal capolavoro di Mia Martini a Mentre tutto scorre dei Negramaro

Ed ecco il 1989: l’anno della caduta del muro di Berlino e che chiudeva i favolosi anni ’80, ma soprattutto l’anno di Almeno tu nell’universo che si piazza solo nona dopo brani del “calibro” di Esatto! di Francesco Salvi. Il brano inizialmente fu proposto ad altre due bravissime interpreti, Mietta e Paola Turci, ma alla fine ebbe la meglio una mia Mia Martini che stava vivendo un periodo poco fortunato della sua carriera e della sua vita privata. In un Festival presentato dai “figli d’arte”, fatto di gaffe e lapsus linguistici, Mia Martini grazie alla sua voce e alla sua presenza scenica, ci fa innamorare tutti con una canzone indimenticabile.

Con un salto temporale di ben sedici anni, arriviamo al cinquantunesimo festival, questa volta presentato da Paolo Bonolis e vinto da Francesco Renga con Angelo. Un’edizione seguitissima, ricca di successi e di grandi ospiti, non per questo esente dalla famosa equazione che questa volta riguarda uno dei gruppi pop più seguiti del panorama italiano: i Negramaro. La band salentina si presenta con Mentre tutto scorre e viene eliminata alla terza puntata, tra lo sgomento del pubblico e dello stesso Bonolis. Niente paura però. Il singolo non solo passa in tutte le radio, viene apprezzato dal pubblico, ottiene il disco di platino, viene inserito in una colonna sonora e decreta anche l’inizio della strabiliante carriera del gruppo di Copertino.

Tanti sono i nomi che potremmo continuare a citare tra i “grandi esclusi” o tra i “grandi posizionamenti sbagliati in classifica”, dagli Afterhours e i Bluevertigo a Tenco e Domenico Modugno. La verità, però, è solo una: a distanza di anni cantiamo e ci emozioniamo ancora con le loro canzoni, quindi quella classifica era e rimarrà solo una classifica. Ma la domanda è un’altra: chi arriverà ultimo quest’anno? Buona fortuna.

Immagine di copertina: pagina Facebook Negramaro

 

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