“Ma quando torni a fare rap?” Una domanda lecita, quella che un fan ha rivolto a uno degli artisti che in quanto a volti potrebbe far invidia al sindaco di Nightmare before Christmas o al Dottor Jekyll e Mister Hyde. Sono veramente mille, forse troppi, i volti del noto rapper milanese Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez. Quello che andrete a leggere è un modo come un altro per capire in cosa Fedez è riuscito nel suo intento e in cosa, probabilmente, no.

I mille volti di Fedez

È stato giudice di X Factor, ruolo che negli anni abbiamo apprezzato. Lo abbiamo visto recitare, rappare a torso nudo in piccoli locali per poi approdare a San Siro. Lo abbiamo sentito cantare motivetti che sono entrati nella testa di tutti noi in un anno già difficile per le nostre orecchie a causa di Despacito. Ha fatto emozionare e storcere il naso a qualcuno per la sua proposta di matrimonio fatta in luogo “intimo” come l’Arena di Verona. Abbiamo assistito alla fase Fedez-Rovazzi, a quella Fedez-J-Ax e siamo assistendo a quella Fedez-Luis Sal con il quale, ciliegina sulla torta di una carriera così variegata, ha partecipato a un reality, Celebrity Hunted. Dopo aver riassunto quello che probabilmente è ormai il naturale percorso di numerosi artisti, capiamo cosa è andato storto e cosa no.

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Fedez: attore, intrattenitore e instagrammer

Il Fedez attore è effettivamente una di quelle cose a cui quasi tutti avremmo fatto volentieri a meno, ma rinfrescheremo la memoria a chi, in lotta con le fiction Rai, non ha assistito alla sua performance. Montagne, guardie forestali e misteriosi omicidi: ecco lo sfondo della storia a cui Fedez ha partecipato in Un passo dal cielo. Chi ha interpretato? Un cantante a cui i social piacciono e anche tanto. Vi ricorda qualcuno? Insomma, la carta attore non ha avuto il successo sperato. Passiamo a quella da “intrattenitore” del web. Alzi la mano chi, in questo periodo in cui le quattro mura osservabili erano solo quelle della nostra casa, non si è divertito a vedere le avventure della famiglia Ferragnez.

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Si capisce che non ho molto da fare?

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Tra balletti a suon di Laxed (è questo il titolo di una delle canzoni più utilizzate da Fedez&Co.), cadute rovinose e dirette con Andrea Boccelli, Fedez è riuscito a far divertire e non solo. Ha raccolto fondi per l’emergenza e si è impegnato in prima linea. Ha utilizzato le sue doti da comunicatore per sensibilizzare i suoi fan, ma anche per litigare con Codacons e, ancora una volta, con Gasparri. Insomma, uno a zero per Fedez, palla al centro.

Ma arriviamo a quello per cui il rapper milanese è diventato famoso e torniamo alla fatidica domanda: ma quando torni a fare rap? E soprattutto, cos’è cambiato dal periodo in cui Fedez faceva freestyle e arrivava in finale a Tecniche Perfette?

Gli esordi e i primi album: il Fedez vincente

Di tempo ne è passato e di cose ne sono successe. I suoi primi album erano forti e su questo non si discute. Magari con rime un po’ ingenue e poco costruite, ma anche per questo ci piaceva. Fedez parlava di politica e lo faceva ancora prima che fosse facile deridere e cantare di politici al Papete e di quella periferia facile da raccontare, quando ancora non si è troppo lontani da vederla solo all’orizzonte. Tutto questo condito da un linguaggio semplice e “acchiappa giovani”; e i giovani eccome se li acchiappava: dagli attuali millenials a gente che ancora non sapeva quanti rapper sarebbero arrivati da lì a venire. Riempiva i locali e faceva innamorare quelle stesse ragazze a cui, forse, il rapper accasato e non più tanto rapper, non piace più. Fedez piaceva perché portava una ventata di freschezza e lo faceva con temi che toccavano un po’ tutto e con toni meno “aspri” di Fabri Fibra.

Insomma, Fedez era un ottimo compromesso che viaggiava in punta di piedi tra due terre molto distanti tra loro: l’hip pop e la musica commerciale e molto disimpegnata. Se nei primi dischi il nostro Federico è riuscito a mantenere questo equilibrio, nella seconda parte della sua carriera questo non è successo. Da rapper e freestyler, Fedez è diventato un comunicatore ed entertainer.

La magia finisce: Comunisti col Rolex e Paranoia Airlines

Tutto ci è sembrato un po’ più costruito e la magia è venuta meno nei suoi ultimi due album. Se l’intento comunicativo di Comunisti col Rolex era quello di far passare il messaggio che si può diventare ricchi anche onestamente, nulla da dire a riguardo. È, però, sull’intento musicale che qualcosa è andato storto. L’idea era quella di mettere insieme due rapper: uno della scena musicale degli anni ’90 e uno degli anni 2000, nonché il nostro Fedez della famiglia Ferragnez e J-Ax. Il risultato, però, è stato un disco dove non erano le parole hip-hop e rap a farla da padrone, ma dove muovere le braccia a ritmo di Vorrei ma non posto con un mojito in mano è risultato molto più facile.

Con il lancio di Paranoia Airlines la speranza era quella di arrivare in prima classe o, per voler fare i modesti, in economy, agli esordi del rapper. Ma niente da fare. Il disco si apre con una canzone che ci ricorda, nell’intento, il Jovanotti innamorato di una neo-nata figliola, e procede a ritmo di canzoni con la DPG e brani di ogni tipo. Anche questa volta non si può parlare di ritorno alle origini.

Problemi con tutti (Giuda) segna un ritorno al rap?

Ma quindi con questo nuovo singolo, Problemi con tutti (Giuda), ci è finalmente riuscito? Ancora una volta la risposta è un “nì”, tendente al no. La canzone parte effettivamente con un Fedez che rappa e che sembra allontanarsi dall’insidioso territorio pop e commerciale, ma alla fine il cantante non ce la fa e cade in tentazione. Problemi con tutti (Giuda) guarda più alla trap che al rap, per poi abbandonarsi a un ritornello più melodico che ci fa tornare con i piedi per terra. Il testo strizza l’occhio agli esordi del cantante, ma anche in questo caso vale la regola “adeguarsi ai tempi”, magistralmente eseguita con la tecnica dell’interrompere le parole un passo prima dell’ultima sillaba.

Come potremmo, quindi, definire questo ritorno?

Più che intravedere un ritorno, abbiamo visto il nuovo Fedez che fa un passetto indietro e saluta più da vicino il vecchio Fedez. La verità, non del tutto insindacabile, è che probabilmente i tempi sono cambiati e il cantante è cambiato insieme ai tempi. I tempi vogliono cantanti che siano intrattenitori, intrattenitori che sappiano fare altro oltre che “divertire” e questa inversione di rotta può piacere o può far diventare nostalgici. Ai posteri l’ardua sentenza.

Immagine di copertina: Wikipedia
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