Ormai il Joker di Todd Phillips non ha bisogno di presentazioni e abbiamo già dedicato un’attenta analisi al film per la sezione cinema.
Ma come tutti sappiamo, buon parte della riuscita di un film viene data dalla colonna sonora. La musica è parte integrante di una scena cinematografica in quanto è in grado di far immedesimare ancora di più lo spettatore, immergendolo anche a livello sonoro e avvicinandolo maggiormente alle emozioni dei personaggi e dei momenti raccontati.

Per l’appunto, Joker non si è soltanto aggiudicato il Leone d’oro alla 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia ma si è accaparrato, meritatamente, il Soundtrack Stars Award 2019 per la miglior colonna sonora.
A vincere questo importantissimo premio è stata la compositrice islandese Hildur Guðnadóttir che è stata riconosciuta per :

“Una colonna sonora che recupera alcuni tra i brani più noti
della grande musica americana e per le composizioni originali.

Una musica atonale che unisce voce e violoncello, capace di rendere anche la colonna sonora protagonista del film con assoluta originalità, ma anche con una forte capacità evocativa”

Quello che Hildur Guðnadóttir è riuscita a fare è stato raggiungere e comprendere appieno il delirio, la follia e la solitudine del personaggio interpretato magistralmente da Joaquin Phoenix, rendendo partecipe lo spettatore anche nei panni di ascoltatore.
Far immergere qualcuno in un determinato contesto a lui estraneo non è per niente facile, ma grazie al talento di questa straordinaria compositrice, le musiche originali del film riescono nell’intento.

Violoncelli, violini, synth e percussioni riescono a mettere a nudo un personaggio introverso, difficile e problematico. Accordi minori, tonalità basse e ritmi incalzanti che vanno di pari passo ai battiti cardiaci dei presenti in sala, dipingono con maestria le loro tele introspettive, usando colori tristi, struggenti ma fortemente empatici.

Come tutti sappiamo, la colonna sonora di un film si divide tra musiche originali e brani famosi. Quelli scelti per questa pellicola spaziano tra il rock, lo swing, il pop ed il jazz.
Frank Sinatra e Fred Astaire sono alcuni dei nomi “pesanti” presenti nella colonna sonora: “That’s Life”, scritta da Dean Kay e Kelly Gordon, portata a maggior successo da Sinatra stesso e la sua “Send In the Clowns”; “Stormy Weather” di Etta James; “Slap That Bass” di Fred Astaire e “Smile” del grandioso Charlie Chaplin, nel film interpretata da Jimmy Durante; “Put On A Happy Face” cantata da Tony Bennett.
Brani che, apparentemente, sembrano lontani dalle circostanze proposte dalla pellicola ma che uniti insieme alle immagini creano un connubio onirico. Gli effetti provocati da questo dualismo comportano una sorta di straniamento che porta in una dimensione diversa, parallela, in cui il tempo scorre diversamente.

La scena, ormai diventata un cult, di Joker che scende la lunga scalinata danzando, viene affidata a “Rock & Roll Part 2” di Gary Glitter, figura di spicco negli anni Settanta nel panorama glam rock.
A “White Room” dei Cream, invece, viene affidato il compito di sonorizzare una Gotham City affogata nel caos più totale dove la rivolta dei clown prende il sopravvento sull’ordine cittadino.

Joker ha tutto, sia visivamente che musicalmente. Il senso di angoscia e di disagio viene trasmesso in maniera eccellente, rendendo il personaggio principale poliedrico e accompagnandolo per tutto il tempo ad affrontare i suoi due più grandi nemici: la società in cui vive e se stesso.

© Copertina della rivista Empire

Immagine di copertina: © Scena del film “Joker” di Todd Phillips

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