Che il Festival di Sanremo sia da sempre polo attrattivo di ogni genere di polemica è risaputo, e anche come queste si concentrino spesso su un artista nello specifico, soprattutto dalle esperienze collezionate nelle ultime edizioni della kermesse musicale.

Così in questa settantesima edizione non sono mancati grandi vortici polemici e discussioni scaturite da ogni possibile aspetto riguardante le scelte artistiche e televisive dello show, a partire dalla conduzione per arrivare a quello che dovrebbe essere il centro dello spettacolo, la musica. Il festival, si sa, gode di tutto questo e senza nascondersi cresce grazie soprattutto a tutte le argomentazioni che sin dai mesi precedenti lo assorbono, ponendolo al centro di attenzioni mediatiche ed esposizioni che, che lo si ammetta o no, appassionano– seppur in forme diverse – molti italiani.

Purché se ne parli, dunque. Quando però a essere al centro del mirino è un artista controverso e, fino ad oggi, forse poco conosciuto, le polemiche assumono vesti diverse, ma anche qui mai nuove. Non è di certo questa, infatti, la prima edizione che vede protagonisti musicisti non così commercialmente noti, o non convenzionali. Ma criticare le scelte altrui, si sa, è uno sport molto praticato nel nostro paese e spesso gratificante, ed è così che fioccano analisi e giudizi che puntano il dito verso il diverso, il poco noto.

Junior Cally si è quindi rivelato essere il personaggio perfetto da mandare in pasto a queste dinamiche che da sempre nutrono lo show e le aspettative su di esso.

Rapper romano emergente, Junior Cally, pseudonimo di Antonio Signore, deve la sua ascesa a una scelta stilistica precisa, quella di indossare una maschera. Sebbene, neanche qui è possibile parlare di primato: sappiamo quanti prima di lui e più di lui siano stati coerenti nella volontà di non svelare la propria fisionomia, rendendosi personaggi misteriosi e per questo meritevoli di curiosità.

In un festival dove il tema della violenza sulle donne resta il filo conduttore, però, il rapper è stato preso di mira inoltre, prima di essere ascoltato sul palco, per alcuni testi passati colpevoli, secondo molti, di aizzare e giustificare la violenza di genere.

In particolare un brano, Strega, del 2017, è stato oggetto di critiche e analisi, tanto da far avanzare a molti la richiesta di squalifica del giovane artista dalla gara, ancor prima che questa iniziasse. Il pezzo incriminato però non viene rinnegato dal giovane artista, che decide di non chiedere scusa, in risposta alle numerose e feroci critiche, deciso a sottolineare come il testo sia in realtà un invito alla non violenza:

 “Dobbiamo capire se questo genere non riesce a essere capito o non vuole essere capito. Ma i miei brani li rifarei tutti, non devo scusarmi ma mi dispiace se ho ferito qualcuno”

 

Come se non bastasse, a colpire in seguito il rapper ci ha pensato Gessica Notaro, vittima di un abominevole violazione della propria identità dell’ex fidanzato, risentita in questa occasione per un utilizzo improprio a sua detta di un oggetto come la maschera dietro il quale Junior nasconde per divertimento il suo volto. La Notaro, ospite sul palco dell’Ariston per cantare la sua tragica esperienza e la storia della sua rinascita, ha accusato il rapper di idolatrare la violenza celandosi dietro la maschera per alimentare lo show, mentre “io sono costretta a indossarla per rimediare ai danni della violenza subita”.

Ma Junior, contrariamente da chi lo accusa di averlo fatto solo per placare le polemiche intorno alla sua figura, ha deciso di mostrarsi al grande pubblico sanremese, durante il carpet che apriva il festival e nelle sue performance sul palco dell’Ariston, vantando una sana leggerezza nel non osservare ciecamente la fede della maschera e sottolineando la sua disponibilità a mettersi davvero in gioco, non fornendo ulteriori provocazioni.

“Se non riusciamo a vedere la differenza tra fiction e realtà vale tutto. Chiaramente sono dalla parte di Gessica, sono contrario a qualsiasi violenza di ogni tipo, compresa quella sulle donne”, ha dichiarato infine Cally.

Una volta esibitosi poi, il giovane artista ha spento definitivamente le polemiche presentando un testo che in realtà non incarna molte delle accuse che gli sono state mosse. Il rapper in gara, infatti, mentre veniva messo alla gogna, teneva in serbo un testo che sembra essere una risposta chiarissima a tutte le dita che gli erano state puntate contro:

“Non ho i superpoteri ma tra tutti riconosco / Chi fa la voce grossa sempre e solo di nascosto / Dovrei puntare il dito contro e fare il populista / Non fare niente tutto il giorno e proclamarmi artista”

Chiara risulta, inoltre, la critica nei confronti di chi guida politicamente il nostro paese. Junior Cally presenta un testo di reazione alle ingiustizie e alle ipocrisie sociali gridando sul palco un forte e chiaro No, grazie!, forte della potenza delle sue provocazioni e cosciente delle critiche a cui sempre andrà incontro, ma con la resistenza alla dittatura del politicamente corretto.

“Spero si capisca che odio il razzista / Che pensa al Paese ma è meglio il mojito / E pure il liberista di centro sinistra che perde partite e rifonda il partito / Si chiedono “questo da dov’è uscito?” /Dal terzo millennio col terzo dito / Parlare di eccesso non è eccessivo / Sono il fuori programma televisivo / No no grazie”

https://www.instagram.com/p/B8SUE6CnIat/

Sebbene la classifica finale della settantesima edizione del Festival di Sanremo non abbia premiato il rapper romano – ventiduesimo posto e dunque penultima posizione – siamo sicuri che sentiremo ancora parlare di Junior Cally e dei suoi testi, ancora provocatori e volutamente polemici tanto da generare quella catena che un po’ ci rappresenta di insultare tutti sì ma solamente sul web.

Quindi, per dirlo con le parole di Junior Cally, è davvero necessario abbandonarsi a queste polemiche sterili? No no, grazie.

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