L’anonimato: un’ottima strategia di marketing e un modo per dare più importanza alla musica che all’immagine

Quelli che stiamo vivendo sono gli anni dei selfie e della sovraesposizione mediatica, dove l’immagine che ognuno mostra di sé attraverso i social o nella vita reale appiccica un’etichetta che lo accompagnerà per tanto tempo.

In questo periodo storico in cui l’apparire è importantissimo, alcuni cantanti hanno scelto di non rivelarsi, optando per l’anonimato, che ha il potere di aprire l’immaginazione e suscitare curiosità. Da Liberato a Ernia, da Myss Keta a The Andrè: esiste una vera e propria generazione di artisti pop e rap senza volto, cantanti che hanno scelto di mascherarsi e celare la propria identità, utilizzando l’anonimato sia come strategia di marketing sia per sentirsi più liberi di esprimere sé stessi senza essere giudicati.

L’enigmatica Myss Keta, icona della bellezza nascosta, spiega così il motivo della sua maschera: «L’identità segreta mi dà la possibilità di parlare di tutto (…). Quando si indossa una maschera ci si sente più liberi e protetti, e quindi si tende a svelare molto di più della propria personalità. Accadeva anche nel teatro greco, dove ci si passava una maschera per raccontare una storia. Ho scelto di nascondere il mio volto anche perché viviamo in una società in cui veniamo costantemente mitragliati da selfie, quindi preferisco ironizzare ed offrire uno spunto di riflessione sul tema».

Myss Keta nel video di “Pazzeska”
© Youtube

L’immagine degli artisti spesso tende a sorpassare la loro musica, che dovrebbe invece sempre essere in primo piano. Si dà più importanza all’abbigliamento e all’aspetto fisico di chi canta piuttosto che ai testi e alle melodie dei brani, come se fosse più importante osservare gli accessori di un cantautore, piuttosto che quello che ha da dire. Nascondendosi dietro ai travestimenti alcuni cantanti quindi hanno mostrato di voler dare alla musica l’importanza che gli spetta, ponendola al centro e non considerandola un accessorio marginale. D’altronde è proprio questo il principio delle blid audition del talent show The Voice: l’artista si esibisce alla giuria senza che questa lo veda, in modo da essere giudicato solo per la propria voce.

Allo stesso tempo la scelta di coprirsi il viso, di non far sapere la propria età e città, è una mossa che incuriosisce sia gli addetti ai lavori sia gli appassionati di musica.


Junior Cally si leva la maschera e rileva la propria identità

Tra gli appartenenti alla generazione dell’anonimato c’è chi però ha deciso di cambiare strategia, togliendosi la maschera e mostrandosi finalmente al pubblico per quello che realmente è.

“Guarda Junior Cally che faccia da cazzo” recita nel singolo Tutti con me” il misterioso rapper romano, nuova promessa della scena underground romana. Nel video del brano trascorrono circa cinque secondi da quando pronuncia questa frase a quando svela il suo volto, dando inizio alla sua nuova carriera e alla sua nuova vita privata.

Con il suo secondo album in studio, dal titolo “Ricercato”, Junior Cally abbandona la sua etichetta di “rapper mascherato” per mostrarsi senza filtri. Fino a qualche giorno fa di lui fa non si sapeva niente, ad eccezione del nome d’arte: non si conosceva la sua identità né il suo volto, che aveva strategicamente deciso di nascondere dietro ad una maschera antigas. Questo album, composto da 12 inediti che vedono la collaborazione di Livio Cori, Clementino, Il Pagante, Jake La Furia e altri, rappresenta quindi uno spartiacque nella carriera di Antonio (vero nome dell’artista).

Il suo successo era dovuto certamente allo straordinario talento di rapper, ma l’alone di mistero che aleggiava su di lui ha contribuito ad aumentare la voglia di ascoltare i suoi brani e la curiosità della stampa e degli ascoltatori. Il nascondersi dietro la maschera è stata una perfetta mossa di comunicazione, che è riuscita ad attirare l’interesse di molti. Allo stesso modo la più recente scelta di rivelarsi ha richiamato tutta l’attenzione dei media su di lui. Cally ha completamente invertito la rotta, eliminando proprio quell’accessorio che lo aveva portato al successo.

La comunicazione è centrale, è sempre necessario inventare nuovi strumenti per attirare l’attenzione del pubblico: la presentazione dell’artista in maschera e la sua successiva  eliminazione sono anche strategie di marketing.

Immagine di copertina dalla pagina Facebook ufficiale di Junior Cally

 

© riproduzione riservata