Il visual album Black is King di Beyoncé è stato da poco rilasciato sulla piattaforma Disney +. Il film è un’estensione della colonna sonora del remake live action del classico disney Il Re leone, per il quale la cantante ha doppiato Nala, la leonessa che diventerà la compagna di Simba. Le immagini che accompagno i brani sono ricche di riferimenti alla cultura africana, afroamericana, alla diaspora e in generale alla black esperience. I colori, i personaggi, i vestiti e i gioielli: tutti questi elementi vengono sapientemente inseriti per omaggiare l’eredità africana. Chi non conosce la storia dell’antico continente probabilmente avrà difficoltà nel contestualizzarli, ma ne rimane incantato per il forte impatto visivo che scaturiscono.

Mettere in risalto i dettagli

Interessantissime sono le acconciature, create dall’hair stylist Neal Farinah, amico e collaboratore di vecchia data della cantante. Con Black Is King, Farinah ha cercato di celebrare la black beauty, studiando gli elementi caratteristici delle pratiche africane, riti e i significati legati ad essi.

Per loro non erano semplici acconciature, c’è una storia dietro.” dice Farinah in un’intervista per Essence.

“Ho imparato molto, alcune sono state tramandate di generazione in generazione, per rispettare i propri anziani o una donna sposata. [..] Beyoncé mi ha apprezzato per non aver creato eccessivamente i look perché non era di questo che si trattava. Era per ispirare le persone sulla bellezza delle acconciature e dell’arte africane.”

L’ispirazione viene dalla storia

“Le regine e i faraoni dell’antico Egitto erano noti per indossare copricapi, parrucche e corone. In Egitto, questi copricapi erano pieni di splendidi ori e gioielli per simboleggiare ricchezza e regalità.”

Le corone erano un simbolo, definivano il ruolo, il rango e il prestigio della persona che li indossava e poiché erano manifestazione del potere delle divinità si credeva possedessero una forte carica magica.

Le trecce tribali avevano una funzione molto simile ai copricapi egizi. Il modo in cui vengono intrecciate definisce uno status sociale chiaro e preciso, ed erano un modo per rafforzare il legame con i membri della comunità. L’elevata complessità delle acconciature richiedeva ore e ore di lavoro e le tecniche utilizzate si tramandavano all’interno del contesto familiare.

Per le tribù africane i capelli erano un mezzo che gli dei e gli spiriti utilizzavano per raggiungere l’anima, perché posizionati nella parte più alta del corpo. Nella Repubblica Democratica del Congo, i Mangbetu Bantu eseguono una tradizionale pratica denominata “Lipombo“, che prevede l’allungamento del cranio per poi eseguire acconciatore a forma di cono.

Textures, geometrie e nodi

Il Lipombo era un segno di intelligenza superiore e uno status symbol di maestà, bellezza e potere tra la classe dirigente. Un altro segno di prestigio erano i nodi: i più famosi sono i Bantu Knots, chiamati anche Nubian o Zulu Knots, un’acconciatura originaria degli Zulu, una delle tribù bantu più grandi ed estese.

“Il nodo centrale nell’immagine riflette il simbolo ankh egiziano che significa Vita.”

“Il nodo centrale nell’immagine riflette il simbolo ankh egiziano che significa Vita.”

Beyoncé e il suo attivismo sociale

Beyoncé e la sua troupe ha ripreso questi simbolismi nel suo visual album, ma fanno parte di un retaggio culturale molto esteso, tuttavia poco approfondito. Il suo ruolo è quindi di straordinaria importanza per poter innescare un generale interessamento e riconoscimento della storia e antropologia africani. Nell’articolo Black is King: l’omaggio di Beyoncé alla black culture abbiamo ricordato le conseguenze e le critiche che comportano scelte di posizione di questo tipo, essendo Beyoncé un’icona internazionale.

Ma le va riconosciuto un grande merito, a lei come a tutti coloro che vorrebbero equalizzare l’impostazione occidentale su cui il mondo si basa. E se l’informazione la fa lei, noi siamo ancora più felici di lasciarci ispirare.

Immagine di copertina: Beyoncé/YouTube/Disney
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