Foto promozionale del singolo “Andrà Tutto Bene”, e del tour che partirà quest’estate da Fiesole (FI). Credit: Marta Bevacqua

Nel film Ragazze a Beverly Hills il personaggio interpretato da Alicia Silverstone descrive qualcuno come un “vero Monet”. Intende dire che la persona in questione è come un dipinto dell’impressionista francese: “Vista da lontano è perfetta”, dice, “ma se ti avvicini, diventa un gran casino”. Da quella distanza sembra interessante e perfino attraente. Ma se ti avvicini po  tresti scoprire che ci sono dei problemi. E l’ultimo brano di Levante ne ha tantissimi!
Ma allontaniamoci ancora e facciamo una panoramica: la cantautrice siciliana torna alla musica con “Andrà tutto bene”, singolo che anticipa un lavoro discografico tutto nuovo, MAGMAMEMORIA, e che arriva dopo la pubblicazione del suo secondo romanzo, “Questa è l’ultima volta che ti dimentico”. Lo fa con un brano che è tutto tranne che leggero, orecchiabile o radiofonico. Non è di certo un featuring con Giusy Ferreri, tanto per capirci. Piuttosto, Levante, nome d’arte di Claudia Lagona, ritorna a vestire i panni della cantautrice seria e impegnata nella codificazione della realtà circostante, e ne dà il suo contributo. Una lettura “lagoniana” dell’attualità, ma che ricorda troppo il suo vecchio singolo “Non me ne frega niente”, che apriva la strada ad un album molto feroce e altrettanto impegnativo, anche solo per la fatica di leggerne il titolo (Nel caos di stanze stupefacenti). Somiglianza palese, che ha raccolto pareri unanimi. Così lei stessa, dopo poche ore dalla pubblicazione del singolo, si è sentita in dovere di distinguerne i contenuti in un post che ha pubblicato con il suo profilo personale nel gruppo del fanclub a lei dedicato:

“Non me ne frega niente parla di tutt’altro, amici miei.
Leggo alcuni riferimenti. Di certo è stato il primo brano tramite il quale ho iniziato a guardarmi attorno ma… non ha lo stesso messaggio di Andrà tutto bene.
Il primo parla dei fatti del Bataclan, della finta partecipazione, degli schermi che assorbono le nostre vite. Il secondo è un notiziario di paura… e non è lontano dalla realtà, è la realtà! (…) ”

No, Claudia, il tuo non è un notiziario di paura, ma una raccolta incasinata di fatti e argomenti diversi che non hanno nemmeno la pretesa di rappresentare la realtà. Un minestrone dove bollire tutto l’odio e l’anti-odio tipico italiano. È questo, infatti, il momento di avvicinarci al “vero Monet”.
I riferimenti ai fatti di cronaca ci sono, sono tanti, probabilmente troppi: Dal caso Stefano Cucchi all’immigrazione, dall’eutanasia fino ad una prepotentissima parte sull’ecologia. Ma tutto è trattato alla medesima maniera, il cui solo punto di vista urla prepotente contro una certa classe governante, antagonista del rosso, usato impropriamente ovunque (nella cover del singolo, come in tutte le immagini promozionali che ha distribuito sui vari canali).
Su una cosa siamo d’accordo: Non me ne frega niente non somiglia neanche lontanamente alla canzone pubblicata ieri. Trattava un argomento, e lo trattava bene. Portava avanti un pensiero, un bel punto di vista, in maniera furba e convincente. Andrà tutto bene, invece, è la voce strozzata del virgulto anti nazional-popolare che c’è in noi. Un urlo senza amore, né poesia.

Immagine tratta dal videoclip “Gesù Cristo Sono Io”, dall’album “Nel Caos Di Stanze Stupefacenti”.

Dopo il suo esordio televisivo come giudice di X-Factor, Levante ha intercettato il genere di target da andare a pizzicare con la sua musica, ma questo singolo è un tentativo più che maldestro di farlo, e se non sei Fiorella Mannoia, e se Fossati non scrive i tuoi testi, lascia stare. Più che la propria visione soggettiva della realtà, ne emerge un circo della rabbia, dove una marea di fatti e accadimenti tragici vengono utilizzati per raffigurare una realtà distopica e fuori controllo. Nel momento in cui iniziamo a pensare “Ok, siamo rovinati” appare Levante, come una visione mariana a Medjugorje, a dirci che “Andrà tutto bene”, che la forza dell’amore ci salverà tutti. O quasi tutti.
Bene, se fosse la sceneggiatura di un film di Rosamunde Pilcher. Bene, se fosse un programma di Rete Quattro. Male, se, come dice lei, il suo messaggio ha la presetesa di rappresentare una rivoluzione.
Non c’è niente di rivoluzionario in questa canzone. Niente che possa dirsi davvero nuovo.

Copertina del singolo “Andrà Tutto Bene”. Fonte: profilo instagram dell’artista

Sposare delle sonorità anni ’90, scriverci su un testo marcatamente politico e abolire la struttura classica del ritornello è quanto di meno originale una cantautrice possa fare al giorno d’oggi. Specie se, per parlare di ecologia, scrivi una strofa che recita: “ti va di fare un tuffo in mare ma poi ti rifiuti, tra i tuoi rifiuti, tutti i rifiuti, poi mi rifiuti, poi ci rifiuti”.
C’è bisogno di ritornare alla verità, ma non così. Certe rivoluzioni vanno tenute lontane dalla rabbia, e vanno fatte con una sensibilità ed un approccio diverso.
Il merito di Claudia è quello di aver cantato una canzone al passo con i tempi, che va a pigiare tutti i bottoni giusti per accendere delle reazioni. Certo, strumentalizzare una sensibilità rinascente nei confronti di determinate dinamiche non è propriamente un merito, ma Levante continua non a vendere lei stessa, ma l’idea di lei. Un ologramma del suo personaggio anni luce distante dall’intimità dei suoi primi pezzi, tanto che verrebbe quasi da chiederle: “Claudia, ma dove sei? Ma che ti stanno facendo?”.

Aspettiamo risposte.

Intanto guardo questo “vero Monet”, e penso che poteva andare meglio di così. Il brano non è brutto. Si presta ad essere cantato a squarciagola dalla platea che la segue. Da prendere con le pinze, e da ammirare da lontano. Perché da vicino è tutta un’altra storia.
Il suo singolo BOCCIATO.
Lei, pure.