Nel quadro di Botticelli Nascita di Venere, la dea della bellezza e dell’amore nasce tra le onde e per la prima volta appare sulla terra. È nuda e cerca di nascondere le sue parti intime con una mano e con i lunghi capelli. La sua compagna, una ninfa completamente vestita, le sta porgendo un mantello per coprirsi. Analizzando questa scena, la critica d’arte Wendy Mary Beckett (che peraltro è una suora) giudica quest’opera come “piuttosto triste”. A suo parere, simboleggia il fatto che noi esseri umani non sopportiamo il confronto con la bellezza più sublime e dobbiamo sempre tenerla parzialmente nascosta. Certo, il paragone fra M¥SS KETA e la venere di Botticelli può sembrare un po’ azzardato, ma non lo è.

M¥SS KETA , nella sua enigmaticità, è diventata un’icona che esplora le potenzialità della bellezza nascosta, fra erotismo vocale e pura sregolatezza.
Volto sempre ben celato, linguaggio urbano e antilirico, voce sexy e a tratti annoiata, produzioni House che sposano l’elettronica sperimentale, attraversando il post-hardcore, il noise, il trip-hop e le suggestioni afro-futuristiche.

Il fenomeno M¥SS KETA ha la spontaneità delle mine vaganti, dove tutto è lasciato al caso, ma in realtà l’impressione è che sia tutto ben studiato con meticolosità.
D’altronde il suo ultimo singolo è distribuito da Universal Music, ben lontani da quelle etichette indipendenti che lasciano i margini per scelte fuori dalle dinamiche commerciali della pop music.
Un progetto curato, fra l’altro, dal collettivo MOTEL FORLANINI, che si occupa proprio di tutto: dai testi all’abbigliamento, dalle musiche ai video, dalle grafiche alle esibizioni dal vivo.
Prodotto da Stefano Riva e Populous, il nuovo brano “PAZZESKA” uscito qualche settimana fa è un vero capolavoro artistico che va al di là della struttura stessa del brano. La canzone vanta la collaborazione del blasonato rapper milanese Guè Pequeno, il quale interpreta la seconda strofa scritta di suo pugno. La sua presenza però è solo un orpello poco convinto, che c’è ma che se non ci fosse sarebbe sostanzialmente la stessa cosa. Nel video di Pazzeska, un’ardente M¥SS si muove super sinuosa in un ambiente total pink dominato da una mortadella gigante, una dimensione surreale che sembra uscita dall’immaginazione di Sigmund Freud dopo la visione di un film di David Lynch.

Una chiara allucinazione collettiva di Motel Forlanini che diventa quasi una performance artistica dal gusto avanguardistico anni ’80. Fra brusche accelerazioni e improvvisi rallentamenti, il corpo di M¥SS KETA veicola i suoni presenti nel brano, in cui un sound quasi orientale si insinua nella struttura del beat. Il risultato è quasi ipnotico, sovrastrutturato e al tempo stesso elementare. Vecchio, ma mai sentito prima.
Il singolo è da promuovere a pieni voti anche solo per la copertina, che da un lato occhieggia a “Bambola” noto S-Cult del ’96 con Valeria Marini, e dall’altro a “Paprika” di Tinto Brass, che si conclude con l’immortale battuta «Oggi la do gratis a tutti!».

M¥SS KETA è sempre una garanzia.

PROMOSSA

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