Tra dirette sui social che propongono riletture dei classici, fitness e tanto altro, diciamoci la verità: qual è l’attività che, più di tutte, stiamo svolgendo in questo periodo? Quella a cui ci dedichiamo normalmente e per cui ci lamentiamo di non avere abbastanza tempo: vedere serie tv.

Tanti sono gli approcci: c’è chi inizia quella serie tenuta in sospeso per tanto tempo, c’è chi fa un rewatch di quella serie che ha visto un milione di volte e chi, invece, guarda tutto senza un filo logico e in maniera compulsiva.

Non staremo qui a consigliarvene di nuove o a recensirle, perché l’intento è un altro, che è quello di farvi focalizzare l’attenzione su una cosa che spesso è sottovalutata, ma che in alcuni casi è il fiore all’occhiello di una serie: la musica.

Se il rapporto tra la musica e il cinema appare consolidato ormai da anni, quello che lega le serie tv a una delle cinque arti è invece di “recente” nascita. Perché virgolettiamo recente? Ovviamente per non offendere chi è nato a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, definendolo vintage. Infatti, se proprio vogliamo scovare le origini di questo legame dobbiamo andare indietro di qualche tempo e approdare, per esempio, a Saranno Famosi. Attenzione millenials, non stiamo parlando del talent che poi ha preso il nome di Amici, ma di quella serie che ha fatto la storia. Scaldamuscoli fluo, spaccate e capelli cotonati, il tutto condito con tanta, anzi tantissima musica. È impossibile, infatti, non ricordare non solo tutte le canzoni che incorniciavano le vicende sentimentali dei protagonisti, ma soprattutto la bellissima colonna sonora a cui anche Geri Halliwell in seguito si è ispirata.

La musica nelle serie tv anni Ottanta

Gli anni Ottanta piacciono e anche tanto: questa frase è, ormai, diventata un mantra da qualche anno. Di quegli anni ci piace un po’ tutto, tranne le spalline. Ma c’è una cosa che su tutte ci piace di più: le sue canzoni. Che questa sia cosa nota è chiaro dalla quantità esorbitante di canzoni di quel periodo riproposte in ogni serie tv: si va da Should I stay or Should I go in Stranger Things a Heaven is a place on Earth inserita in San Junipero, episodio tra i più amati di Black Mirror.

Gli anni Ottanta, però, sono famosi soprattutto per un duo che ha fatto sognare gli amanti della musica e del cinema. La storica collaborazione di cui parliamo è quella tra il compositore Angelo Badalamenti e David Lynch in Twin Peaks. La serie cult anni Ottanta è ricordata per tanti motivi, che vanno dalla sua ambientazione al suo essere sperimentale in tutto, compresa la sua colonna sonora. Il coronamento di un sodalizio artistico tra i due, che si è rivelato più fruttuoso che mai, è arrivato con il Laura Palmer Theme. Una tra le melodie più conosciute e riconosciute della storia delle serie tv è nata in questo modo: Lynch illustrava a Badalamenti uno scenario e il compositore traduceva in musica le immagini. Non è magia?

Le sigle: da Il principe di Bel Air ad “Annouonouei”

Ma ritorniamo un attimo con i piedi per terra o meglio con gli occhi puntati allo schermo e le orecchie pronte ad ascoltare i brani che introducono le serie tv. Netflix ci ha portato in dono, come se fosse un Babbo Natale, tante cose: la possibilità di un serio binge watching, sue produzioni, ma soprattutto la possibilità di saltare intro a volte improponibili.

Se con l’intro di Narcos non ce la facciamo e iniziamo a cantare con uno spagnolo casereccio “Soy el fuego que arde tu piel”, c’è stato un tempo in cui eravamo “costretti” ad ascoltare le sigle delle serie tv. In realtà più che costrizione, a volte tutto questo si è tradotto nel sapere a memoria strofe come “Questa è la maxi-storia di come la mia vita cambiata, capovolta, sottosopra sia finita seduto su due piedi qui con te ti parlerò di Willy superfico di Bel Air” o “Annouonouei”. Ah no, forse quella non l’abbiamo imparata così bene.

I brani che ci hanno fatto innamorare di una serie tv

Se a volte un brano bellissimo ci fa ricordare una sigla, succede che in altri casi ci fa tornare in mente un bacio o uno di quei momenti per cui abbiamo esclamato “ecco perché vedo questa serie”. Quindi tutti pronti a cantare insieme a Dustin e Suzie di Stranger Things  il brano Neverending story o ad abbracciarci, appena ci sarà possibile, sulle note di What’s up insieme ai personaggi di Sense8.

Di esempi ce ne sono tantissimi e vi invitiamo a pensare a quella canzone che vi ricorda una serie. Non barate, Glee è troppo facile come risposta e soprattutto non pensate che tutte le serie in cui “si canta per qualsiasi cosa” non siano belle.

In un periodo in cui ci serve ridere e anche tanto, vi proponiamo tre brani che hanno contribuito a rendere famosa una serie tv e che ci hanno strappato un sorriso.

Smelly cat – Friends

Approfittate di questi giorni per vedere o rivedere una serie cult e indimenticabile. Un divano, Rachel, Ross, Joey, Monica, Chandler e la disincantata Phoebe vi dicono qualcosa? Ovviamente stiamo parlando di una delle storie più belle e divertenti degli anni Novanta: Friends.

Tante sono le canzoni utilizzate in questa serie e vanno da With or without you degli U2 fino ad arrivare a brani dei R.E.M o di Robbie Williams. Ma siamo onesti, qual è la canzone che più ricordiamo di questa serie? A furor di popolo la risposta è: Smelly cat. Smelly cat, in italiano gatto rognoso dalla sua comparsa nel sesto episodio della seconda stagione, diventerà un simbolo di Phoebe e di Friends.

 Le canzoni di Marshall – How I Met Your Mother

“Per Marshall creare canzoni e fotomontaggi di eventi mondani era come una droga di cui non poteva più fare a meno”. Ted, uno dei protagonisti della fortunatissima serie, racconta così la particolare passione di zio Marshall: creare video di serate, eventi ma soprattutto di cose “assurde” che gli sono successe. Niente brani famosi in questo caso, ma tre titoli che gli appassionati HIMYM riconosceranno al primo ascolto: Food delivery, Cat Sitting e Cat funeral. Un consiglio: se non avete mai visto questa serie e non avete intenzione di farlo, sentite almeno uno di questi “poetici”brani.

Alghrero – Tutti pazzi per amore

Un esperimento ben riuscito e purtroppo interrotto troppo presto è stato quello di Tutti pazzi per amore. La fiction portava in scena le vicende di Paolo e Laura, dei loro amici e della loro famiglia allargata. Qual è quel quid in più che la rende diversa da tutte le altre trasmesse in Italia? La musica. Tutte le vicende di questa famiglia un po’ sulle righe sono intervallate da stacchetti musicali che vanno dai Matia Bazar alle musiche Bollywood.

C’è una scena che forse in questo momento rispecchia un po’ tutti noi e che ha contribuito a rendere indimenticabile la serie: un Emilio Solfrizzi in veste di casalingo disperato balla e canta la famosissima canzone di Giuni Russo, Alghero. Se volete risollevare un po’ il vostro morale spingete play sul video  e stirate e spazzate in compagnia del protagonista.

Fonte immagine di copertina: Warner Bros TV
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