A Immanuel Kant, il celebre filosofo di Königsberg vissuto a cavallo tra Illuminismo e Romanticismo, si deve il merito di aver attuato una sorta di rivoluzione copernicana in ambito gnoseologico e morale. Certo, a prima vista queste potrebbero sembrare delle frasi oscure e prive di significato, ma ora cercheremo di spiegarvele meglio.

Egli credeva che l’impianto su cui si era retto fino ad allora il mondo andasse cambiato. Non è la mia mente a doversi adattare all’oggetto con cui voglio stabilire un contatto, ma l’esatto contrario: è quest’ultimo che ha bisogno di conformarsi ai miei diversi livelli cognitivi.  Tutto si basava su degli strumenti – o meglio – delle forme pure che prendevano il nome di giudizi sintetici a priori. Allo stesso modo, la moralità non è un principio lontano ed opinabile ma risiede in ognuno di noi; si ha il bene solo se seguo la legge intrinseca del mio essere, se capisco che l’importante è come devo agire.

Dopo averne scritte ben tre, l’intera filosofia di Kant è definita come critica, poiché pone la ragione sia come giudice che come imputato di un tribunale fittizio. Come posso conoscere quello che ho intorno, se prima non comprendo me stesso?

Questo è un po’ quello che ha fatto e concepito Frankie HI-NRG MC nel corso della propria carriera. Classe ’69, immancabili Ray-ban Wayfarer scuri ed un cervello di dimensioni notevoli, è un rapper, autore e compositore tra i più validi nella scena italiana. Lo spirito celebrativo che riponiamo nei sui confronti non è esagerato o campato in aria; a lui vanno tutti i meriti per aver parlato della fragilità, della cruda e talvolta ingenua limitatezza degli esseri umani, utilizzando il rap come uno strumento poetico diretto ed efficace.

©Simona Anna Gentile

Salteremo il passo in cui vi parliamo della sua storia, concentrandoci su ciò che ha scritto e possiamo tuttora ascoltare. Proprio come fece il filosofo tedesco secoli prima, allo stesso modo Frankie HI-NRG MC pone la ragione al centro della discussione sonora. Abbiamo potenzialità e capacità intellettive che spesso trascuriamo, con la tendenza a renderci persone pessime e prive di senso etico. La sua produzione musicale è un lampante ritratto dei nostri scheletri e delle nostre mancanze: la distruzione in atto è puramente artificiale, dimostrando che dietro ai nostri mali c’è sempre la mano dell’uomo. Potremmo consigliarvi una lista di canzoni bella lunga, ma cercheremo di essere sintetici. Non potrete esimervi dall’ascoltare Verba Manent, il primo album in studio pubblicato nel 1993. È un concentrato di rabbia, forza, verità, vergogna ed al tempo stesso timido amore per quell’ultimo briciolo di coscienza che forse ci è rimasta. Pezzi come Fight da faida, Libri di sangue e Potere alla parola sono manifesti che racchiudono tutta la potenza che il pensiero può partorire. Questo è un estratto da Calma…Calma…, ottava traccia di Verba Manent:

A tutti quelli che credono in una razza superiore.

A tutti i giornalisti che fanno disinformazione.

A tutti quelli che pensano “sono in quanto Ho”.

A tutti quelli che non si fanno mai domande.

A tutti quelli che non ci danno mai risposte.

A tutti quelli che vedono nella divisione una possibile soluzione a tutti i problemi e in particolare a quelli che mascherano i propri interessi personali dietro quelli “comuni”..

Il vero capolavoro arriva quattro anni più tardi, nel 1997. Con La morte dei miracoli si raggiungono dei livelli di informazione, cultura e denuncia cantata a cui non eravamo abituati. Il secondo lavoro del rapper italiano contiene due perle rare che sicuramente vi saranno note: parliamo di Quelli che benpensano ed Autodafè. Chi sono quelli che benpensano? Sono veramente così distanti da noi? Con una leggerezza disarmante Frankie sfonda il muro dell’ipocrisia, ammettendo che siamo tutti vittime dello stesso cieco difetto di fabbricazione. Sono quelli che sembrano avere una vita splendida e di successo, ma che nascondono dei nudi ed intimi segreti dagli occhi indiscreti della gente.

Per la consueta rubrica per gli amici cinefili che vi lasciamo a fine articolo, abbiamo voluto scherzare su quest’ultimo aspetto ed ingigantirlo un po’. Pochi meglio di Patrick Bateman avrebbero potuto incarnare il tipico uomo di tutto rispetto, con quell’aria da superiore che cela, in realtà, un’orribile realtà. Ecco che dalla penna di Bret Easton Ellis e dalla regia di Mary Harron vi presentiamo American Psycho, film del lontano 2000. Chissà cosa ne avrebbe pensato il nostro Immanuel…

Al prossimo appuntamento con Politics Milkshake!

 

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