Sarà certamente capitato ad ognuno di noi almeno una volta nella vita di ritrovarsi in uno di quei bei ristoranti di classe dove insieme al menù per le ordinazioni delle pietanze viene portata anche la carta dei vini, un menù separato dal principale dove viene sciorinata una spesso importante selezione dei migliori vini del territorio. Ora, a meno di non essere grandi appassionati del mondo enologico, spesso la scelta del vino giusto può essere complessa e a tratti imbarazzante: è noto a tutti come dietro al vino ci sia tanta ricerca, tanta cultura e tanta dedizione da creare quasi un senso di paura nel fare brutta figura scegliendo un vino inadatto per l’occasione.

Questa sensazione di rispetto, di necessità all’essere educati al gusto per poter assaporare a pieno un vino, è facilitata nel campo dell’enologia dal fatto che il mondo enologico non rientra comunque nella quotidianità della maggior parte delle persone. Di conseguenza nasce spontanea la sensazione che per poterne capire un po’ sia necessario formarsi, anche con l’esperienza.

Basta poco però per rendersi conto come questo approccio non sia altrettanto facilmente diffuso in altri campi, come ad esempio quello musicale o più in generale in tutta l’area artistica.

La musica è una cosa decisamente pregnante nella vita dell’essere umano, e le sue influenze si riflettono su tantissimi aspetti ordinari della vita di ognuno di noi. Molti di noi ascoltano musica appena svegli, o in radio nel tragitto da casa al lavoro, o durante la palestra il pomeriggio o ancora la sera sul divano con degli amici. Siamo tutti avvolti dalla musica e questo, a volte, ci porta ad essere un po’ presuntuosi nel non riconoscere che per apprezzare quella che è la musica di qualità può essere necessaria una vera e propria educazione al gusto.

Ragazza che ascolta musica

Fonte: pexels.com

In media siamo tutti un po’ troppo abituati a ricevere passivamente la musica che ci viene propinata da playlist mainstream e dal resto dei canali di comunicazione di massa e in base a ciò che ci viene proposto stabiliamo dei personali standard di riferimento che però rischiano di essere poco precisi perché tarati su un insieme d’ascolto abbastanza limitato. Ci accontentiamo e di conseguenza ci abituiamo ad un prodotto studiato per essere appetibile e quindi vendibile, e in questo modo inneschiamo a cascata una reazione ciclica, tale per cui più ci abituiamo a ciò che ci viene proposto, più le case di produzione tendono a creare quel tipo di contenuto che continua a lasciare sopito il nostro cervello musicale e così via.

Rompere questo schema in realtà non è affatto complesso e richiede solo il semplice sforzo di uscire dalla propria zona di confort e spingersi in una curiosa esplorazione di cose nuove, di generi nuovi, di voci e sonorità che non conosciamo e che possono in vari modi espandere i nostri orizzonti. Lasciarsi guidare dalla curiosità nella musica è una via molto sana per poterla vivere in un modo più intenso: ascoltare con orecchio attento può darci livelli di comprensione molto più spessi che possono a loro volta aprirci finestre su emozioni che non conoscevamo.

Ragazzo con le cuffie

Fonte: pexels.com

Quante volte proviamo a soffermarci mentre ascoltiamo un pezzo per osservare quanto sia bello o meno il testo, nella sua forma e nel contenuto? Quante volte ci prendiamo del tempo per concentrarci su una linea di basso o sui suoni del beat di una canzone? E quante volte ci chiediamo cosa l’artista stesse provando mentre era in sala di registrazione?

Farsi queste domande, concedendosi del tempo per andare più a fondo con gli ascolti, è proprio quello che può sollevarci da quel torpore medio a cui siamo abituati che non ci consentirebbe neanche di distinguere un vino in cartone da un Barolo di annata.

E quindi, in un mondo dove l’idea di poter essere tuttologi è sempre più dilagante, ricordiamoci di andare ancora alla ricerca del bello, e lasciandoci muovere dal motore della curiosità continuiamo ad andare alla ricerca di qualcosa che possa darci le giuste coordinate di come godere delle cose belle che ci sono al mondo. Fidiamoci e ascoltiamo con orecchie pulite ad esempio un nuovo artista, cerchiamo di capire la sua storia e il suo modo di esprimersi, cerchiamo di capire cosa voglia raccontarci nei suoi pezzi. E’ dolce farsi guidare da qualcuno in un viaggio all’interno del proprio microcosmo dove poter scoprire che le cose provate spesso sono le stesse, ed è questa voglia di condivisione emotiva che dà un po’ il senso a tutto, facendoci sentire un po’ meno soli e un po’ meno incompresi nel mondo.

Fonte immagine di copertina: pxhere.com
© riproduzione riservata