La comparsa dei primi congegni elettronici sconvolse letteralmente la storia della musica.
Tra gli artefici di questa rivoluzione, Robert Moog si presenta in giacca e cravatta, con in mano lo strumento che da lì a poco avrebbe influenzato il concetto di ascolto, metabolizzazione musicale e avanguardismo: il sintetizzatore elettronico a tastiera.
The Beatles, Kraftwerk, The Monkees, Franco Battiato, Pink Floyd, The Rolling Stones e molti altri furono travolti da questa nuova onda che nei primi anni ’60 cominciò ad alzarsi, pronta a travolgere il mercato discografico mondiale.

La musica e il progresso

Il progresso, nella sua forma più pura e costruttiva, prevede inevitabilmente uno stravolgimento. In ambito musicale, la comparsa di nuovi suoni e le nuove modalità di produrre musica sono stati un fulmine a ciel sereno, in grado di tracciare una marcata linea di confine tra il cosiddetto “nuovo” e “vecchio”.

Fonte: Sito ufficiale Robert Moog

Tra gli artefici di questa rivoluzione, Robert Moog si presenta in giacca e cravatta, con in mano lo strumento che da lì a poco avrebbe influenzato il concetto di ascolto, metabolizzazione musicale e avanguardismo: il sintetizzatore elettronico a tastiera.

La musica è scienza, la scienza è musica

Non è strano che Robert Moog, all’età di 14 anni, costruì un Theremin partendo dalla sola scatola di montaggio per personalizzarlo, poi, all’età di 19. Il Theremin è il più antico strumento musicale elettronico che non prevedeva nessun contatto con il musicista. Il principio è “semplice”: si basa su oscillatori che producono suoni, per alterazioni di frequenze non udibili, a seguito della presenza delle mani nel campo d’onda.

Un macchinario leggermente rivoluzionario per essere nato nel 1919.

Moog partì proprio da qui: personalizzando la prima forma di rivoluzione. Insieme al padre cominciò a vendere kit per assemblare la sua versione del Theremin e con i ricavati, riuscì a permettersi le spese universitarie e laurearsi in fisica, presentando, per il dottorato, il suo prototipo di sintetizzatore.

“Mi sono interessato nell’adolescenza all’elettronica, specialmente se applicata al suono. E quando parlo di elettronica, non intendo quella del giorno d’oggi: significava due o tre valvole, un paio di resistenze, una coppia di condensatori e certi grossi trasformatori. Potevi mettere tutto quanto sul tavolo. Era il mio passatempo: fra i coetanei c’era chi giocava a baseball e chi faceva a botte, cose che invece a me non piacevano. Ero il cervellone della classe: sapevo di essere più sveglio degli altri e per questo loro si sentivano in diritto di menarmi con regolarità per ricacciarmi in un angolo”

Robert Moog

Fonte: Sito ufficiale Robert Moog

Il punto d’incontro

Nel mondo, nel frattempo, diversi ingegneri stavano sperimentando nuovi sintetizzatori da impiegare nel mondo musicale ma quello di Moog aveva una caratteristica fondamentale: era possibile domare la bestia elettronica attraverso una tastiera. Moog era riuscito a unire il linguaggio di un ingegnere a quello di un musicista.

Infatti, Moog era riuscito ad imporsi sia nel mercato ingegneristico che in quello musicale, recandosi personalmente negli studi di registrazione o nei centri di ricerca per montare il sintetizzatore.

Il Minimoog

Fra i musicisti, oltre a John cage, uno degli avanguardisti per eccellenza, ci furono anche i Beatles che lo utilizzaronodurante le registrazioni per Abbey Road; i Rolling Stones, dove nel celebre film Performance è possibile vedere Mick Jagger mentre manipola il congegno; i Doors di Morrison e i Byrds.

Lo strumento venne usato anche per numerose colonne sonore e impiegato, quindi, nel vasto universo cinematografico.

Ma il sintetizzatore Moog possedeva dimensioni non indifferenti. Per questo, entrò in gioco un suo fido collaboratore: l’ingegnere Bill Hemsath.
Nonostante Moog volesse che la propria opera rimanesse intonsa, Hemsath stava progettando una versione più compatta del sintetizzatore.
Fu così che nacque il Minimoog.

A quel punto, gli universi universo pop, prog, post punk, disco music fecero girare lo strumento tra le produzioni di svariate band e lo fecero galleggiare in un mercato economico paragonabile al Mar Morto, risultando così difficile da affondare.

Emerson, Brian Eno, Pink Floyd, Genesis, Yes, Giorgio Moroder, Kraftwerk, e molti altri dimostrarono che Moog avesse creato un vero e proprio strumento musicale, partendo da zero.

Non è tutto oro quel che luccica

Anche se il Mar Morto permette di galleggiare facilmente, questo non vuol dire che non si può annegare.

“Di colpo mi ritrovai al centro di un business in espansione senza sapere come condurlo, non avevo idea di cosa fosse un bilancio, ignoravo le regole del cash flow e il conto era sempre in rosso: per me rimaneva un hobby”

L’indebitamento del 1971, costrinse Moog e la sua azienda ad essere inglobato dalla rivale MuSonics.
Robert Moog retrocesse a dipendente della sua stessa azienda (ormai ex) e rassegnò le dimissioni  nel 1977.

Robert Moog

Fonte: Sito ufficiale Robert Moog

“Che cosa mi ha spinto ad andarmene? Che cosa mi ha trattenuto così a lungo, piuttosto”

Comprendi e migliora

Nessuno potrà mai dire di Robert Moog che non fosse un genio o un avanguardista. Grazie all’invenzione del Theremin, Moog non ha fatto altro che seguire una filosofia: quella del “comprendi e migliora”.

La capacità di questo inventore è stata quella di riuscire a vedere attraverso un qualcosa di esistente, per plasmare, successivamente, un qualcosa di completamente diverso.
Sperimentazioni di ingegneria elettronica e sperimentazioni musicali erano divise da un filo sottile.
Robert Moog tagliò quel filo.

Immagine di copertina: © Bob Moog Foundation
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