Gruppi di ascolto, social impazziti, critici improvvisati, commenti cinici su outfit di ospiti e cantanti, “questa è bella ma devo ascoltarla un’altra volta per capirla”. Di cosa stiamo parlando? Ovviamente di Sanremo, avevate dubbi?

I cinque giorni più attesi da tutti gli amanti della musica italiana sono iniziati e ce ne siamo accorti. Programmazioni impazzite per dare spazio alle serate di Sanremo, che quest’anno si sono preannunciate fin da subito dense di grandi nomi della musica e dello spettacolo. Primi su tutti Fiorello e Tiziano Ferro che parteciperanno a tutte le serate della kermesse. Il nome del noto showman siciliano aleggia intorno alla conduzione del Festival ormai da anni e se in tutto questo tempo nessuno era riuscito a bloccarlo per ben cinque serate, Amadeus, forse per l’amicizia che li lega, è riuscito nell’impresa. È proprio lui ad aprire la serata con un abito di scena decisamente diverso dal solito smoking. L’abito di scena di cui stiamo parlando è la tonaca indossata da Terence Hill in Don Matteo, definito dal mattatore uno dei pochi Matteo che funzioni in Italia e che da solo vale il 35%.

Nel monologo di Fiorello non sono mancate frecciatine politiche dispensate sia alla destra che alla sinistra, perché il centro non esiste o al massimo “si è riunito per andare contro Amadeus”. È il momento di uno dei presentatori che in poco tempo è passato dall’essere definito come “il presentatore della porta accanto”, all’essere al centro di una polemica in cui è stato definito maschilista. Un discorso sincero che fa capire al pubblico che al di là delle polemiche, Amadeus è lì dopo anni di quiz, show di ogni genere e soprattutto gavetta, la stessa che forse manca un po’ ad alcuni cantanti in gara. Ma niente spoiler per adesso.

Le nuove proposte

Sono le nove e dieci e, straordinariamente, inizia la gara delle nuove proposte. I primi ad esibirsi sono gli Eugenio in via di Gioia e Tecla. I primi sorprendono per la loro energia e per il loro look un po’ da gondolieri, ma forse non convincono come ci hanno abituato nell’ultimo periodo. A spuntarla è Tecla con 8 marzo, una canzone dal tema importante, ma che non ci fa gridare al miracolo musicale e appare abbastanza scontata sia nel testo che nella musica.

Il risultato della seconda è un 1 a 0 per Leo Gassman contro un energico e convincente Fadi, che sicuramente avrà occasione di rifarsi.

Tiziano Ferro canta ed emoziona con Almeno tu nell’universo

È la volta del Tizianone nazionale. Tre momenti lo hanno visto coinvolto durante la serata e ci hanno fatto tirare un sospiro di sollievo tra canzoni che non hanno convinto e altre che suonavano come qualcosa di già sentito.

Tre momenti per tre brani, di cui due hanno fatto la storia della musica italiana: Nel blu dipinto di blu e Almeno tu nell’universo. Se nella prima Tiziano Ferro si diverte e si diletta anche in piccoli passetti swing, nella seconda l’emozione prende il sopravvento, tanto da non riuscire a cantare le ultime strofe della canzone. Come dargli torto? Il brano di Mia Martini è e rimarrà uno dei brani più belli della storia della musica italiana. Ma torniamo ai brani in gara, una gara che inizia alle dieci e che si preannuncia abbastanza lunga.

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La gara e un momento amarcord targato Albano e Romina

Ad aprirla è Irene Grandi con Finalmente io: una canzone scritta da Vasco Rossi, Roberto Casini, Gaetano Curreri e Andrea Righi che convince non tanto per il suo testo, ma quanto per la sua interpretazione e per la sua carica.

Stessa carica che fa guadagnare a Rita Pavone, che scende con una disinvoltura invidiabilissima le scale più temute dopo quelle del Machu Picchu, una standing ovation da parte di tutto il pubblico. Una reazione esagerata? Forse un po’ sì, ma va bene così.

Il festival continua con grandi certezze della musica italiana come Marco Masini che decide di non rischiare e puntare su un brano che ha il suo marchio dalla prima all’ultima nota e con un’ospitata decisamente amarcord.

Cosa c’è di più sanremese di un duetto tra Albano e Romina? Niente. E quindi tutti in piedi a cantare Felicità e Nostalgia canaglia, in barba a Loredana Lecciso e a tutti i gossip.

Se i grandi classici non possono mancare, per Sanremo è tempo di novità ma soprattutto di novità targate talent. Ed ecco una carrellata di nomi direttamente da Amici ed XFactor. Di tutti questi nomi, qualcuno convince di più, altri meno. A convincere di meno sono Riki e Alberto Urso, ma anche Elodie a cui invece la classifica regala un bel secondo posto e sicuramente un successo radiofonico.

Con un bel biglietto XFactor-Sanremo, a due anni dal suo primo posto nel talent, c’è Anastasio. La carica c’è, il testo pure, ma forse con la sua Rosso di rabbia ci coinvolge meno rispetto al solito.

Ma quali sono stati i momenti top di questa serata in cui non è spuntato Claudio Baglioni a duettare con chiunque mettesse piede sul palco dell’Ariston? Risposta facilissima: una riproposizione alquanto surreale, interpretata durante il suo brano da Achille Lauro, della celebre scena attribuita a Giotto in una delle Storie di San Francesco della Basilica Superiore di Assisi. Così come il santo si è spogliato dai suoi beni per dedicarsi alla religione e alla solidarietà, Achille Lauro si toglie il mantello per stupire tutti con una tutina trasparente e decisamente irriverente. Del resto, stiamo parlando di uno dei cantanti più sovversivi della scena italiana.

Achille Lauro
Fonte: pagina Facebook Achille Lauro

La classifica non lo premia e gli “regala” solo un nono posto, preceduto da Anastasio e da Raphael Gualazzi, che ha sbagliato stagione per far uscire il suo pezzo, forse un po’ troppo “estivo” per Sanremo.

In generale la classifica finale conferma (a parte un ultimo posto non meritato di Morgan e Bugo) quelle che sono state le prime impressioni durante la serata con un podio che vede, insieme ad Elodie, due delle proposte big che per adesso hanno convinto di più.

Al primo posto Le Vibrazioni, che conquistano il pubblico grazie a un brano – Dov’è – con un ritornello che potrebbe essere il mantra di tutti quelli che vivono nel mood “mainagioia” e al secondo posto Diodato con Fai rumore.

Le Vibrazioni
Fonte: profilo facebook Sanremo

Il cantante pugliese appare a suo agio sul palco: piace per la sua semplicità, per la sua voce e ovviamente per la sua canzone che parla di una storia d’amore finita. A chi non piace un bel brano che ci fa rattristire e piangere?

La prima serata del Festival non annoia e c’è un po’ di tutto. Da Emma Marrone, prima in veste di attrice dell’ultimo film di Muccino e poi in veste, la sua, di cantante che conquista il pubblico fuori e dentro l’Ariston, fino ad arrivare alla conduzione che in generale convince. Amadeus, infatti, appare a suo agio, scherza sui suoi sbagli e viene aiutato da Fiorello in diverse occasioni.

Diletta Leotta e Rula Jebreal, sono le prime delle dieci co-conduttrici che affiancheranno Amadeus in queste serate: la prima scherza sul suo lavoro da conduttrice sportiva, sulla sua bellezza e porta avanti un discorso (un po’ troppo scontato) dedicato a sua nonna. La seconda, invece, conquista il pubblico grazie a un discorso duro e senza fronzoli sulla violenza contro le donne, emozionando tutti nel momento in cui racconta la storia del suicidio di sua madre, costretta al silenzio dopo essere stata brutalizzata e stuprata due volte. Insomma, non ci resta che aspettare le prossime serate, nella speranza di non fare le ore piccole ogni sera. Ah, per tutti gli spettatori preoccupati: Beppe Vessicchio è tornato.

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Fonte immagine di copertina: profilo Facebook Sanremo 2020
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