La serata delle cover e dei duetti della settantesima edizione del Festival di Sanremo è stata tanto lunga quanto noiosa.

24 canzoni in gara, Lewis Capaldi e Mika in qualità di ospiti internazionali, il Premio Oscar Roberto Benigni con il suo monologo sul “Cantico dei Cantici” (il momento più bello e toccante della serata), sette artiste italiane a presentare Una. Nessuna. Centomila. e Tiziano Ferro con il suo nuovo singolo in anteprima, Amici per errore. Risultato: la classifica esce all’1 e 50 di notte.

A conquistare l’orchestra e ad aggiudicarsi il primo posto in classifica è stata Tosca, con la sua interpretazione di Piazza Grande di Lucio Dalla insieme a Silvia Perez Cruz. A seguire Piero Pelù, che ha scelto di esibirsi da solo con Cuore Matto, brano-icona di Little Tony e Mario Zelinotti, e i Pinguini Tattici Nucleari, la vera rivelazione di questa edizione del Festival. Con un medley che ha raccolto le migliori canzoni presentate negli anni a Sanremo, la band capitanata da Riccardo Zanotti ha confermato la sua originalità, facendo divertire il pubblico in studio e a casa.

Abbiamo dovuto aspettare 4 ore dall’inizio della serata per assistere a uno dei momenti più trash della storia di Sanremo: Elettra Lamborghini, la “regina del twerking”, e la misteriosa Myss Keta hanno cantato Non succederà più dopo l’1 di notte. Un’esibizione stonata e decisamente non memorabile dal punto di vista canoro, ma, dopotutto, non era questa l’intenzione delle due artiste. La loro collaborazione è stata studiata a tavolino per creare dibattito, per avere qualcosa di cui parlare oggi al bar (“Ehi, hai visto il bacio tra Elettra e Myss Keta?”), e in questo hanno perfettamente centrato l’obiettivo. Del resto Sanremo non è più (e forse non lo è mai stato) un programma musicale, ma è un programma televisivo, di intrattenimento, che finge di mettere in primo piano la musica quando in realtà questa è soltanto un contorno ai vari gossip che alimentano di giorno in giorno l’hype nei confronti del Festival.

Si sentirà parlare tanto anche dell’esibizione di Achille Lauro, che insieme ad Annalisa ha cantato Gli uomini non cambiano di Mia Martini. Ma non è questo il punto. L’artista romano si è presentato sul palco con un look ispirato a David Bowie, a cui più volte è stato accostato per stile e abbigliamento. Achille Lauro, così come Elettra Lamborghini, non sta giocando la sua partita sul profilo musicale, ma sull’uso di espedienti iconici per far parlare di sé. Il suo brano in gara, Me ne frego, non rimane in mente e non è forte né dal punto di vista melodico né dal punto di vista del testo. È molto meno incisiva della vecchia Rolls Royce (possiamo definire Me ne frego una sua brutta copia), ma ricordiamo perfettamente la sua esibizione per il fatto che si è spogliato del suo mantello firmato Gucci ed è rimasto coperto da una sola tutina attillata ricoperta di strass.

Non ci sono stati solo momenti di trash estremo. Roberto Benigni ha presentato sul palco dell’Ariston un emozionante monologo sul Cantico dei Cantici, il testo della Bibbia che, se letto attentamente, si rivela essere un inno all’amore in tutte le sue declinazioni. In tanta poesia il Premio Oscar riesce a trovare anche l’ironia: “Di amore ne facciamo sempre poco. Anche i giovani, ne parlano tanto, ma ne fanno poco. Sarei per farne di più, anche stasera all’Ariston, in diretta: tutti a fare l’amore diretti da Beppe Vessichio…”

Una causa seria e importantissima quella che hanno presentato Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Giorgia, Elisa e Laura Pausini. Le sette artiste, tra le più brave e famose della scena pop italiana, si esibiranno in concerto a Campovolo il 19 settembre per raccogliere fondi da donare ai centri antiviolenza.

Fonte immagine di copertina: pagina Facebook Sanremo 2020
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