Un cuore bianco dalle curve paffute, su fondo rosa shocking: questo il simbolo scelto da Lady Gaga per l’era in arrivo. Nessuna copertina all’orizzonte, ma un nome, Chromatica, che indica un ennesimo passo avanti nella carriera della popstar trasformista.

Primo tra tutti, un ritorno all’essere popstar, e alla posizione di primo piano all’interno delle classifiche e dell’attenzione collettiva dopo un iato durato quattro anni. Un’immagine completamente nuova, con un colore di capelli – il rosa pastello – mai provato in anni e anni (lontani) di acconciature bizzarre

La carriera di Lady Gaga

Joanne, ultimo album in studio della cantante, ha i suoi difensori e i suoi detrattori, ma una Gaga alternativa e priva di costumi e stranezze non ha accolto appieno il favore dei fan, che così l’hanno conosciuta e amata.

Chromatica, che lo seguirà, sarà il sesto album della cantante, contando la riedizione del suo album di debutto The Fame Monster (quella contenente i singoli Bad Romance, Alejandro e Telephone con Beyoncé), l’album di cover jazz Cheek To Cheek realizzato assieme al leggendario Tony Bennett, e la colonna sonora del film A Star Is Born (quarto remake di È Nata Una Stella con Judy Garland, del 1937), di cui fa parte il duetto vincitore dell’Oscar per Miglior Canzone Originale Shallow.

E già solo visualizzare Lady Gaga come una popstar dalla carriera decennale, con sei album all’attivo (per capirci, gli album in studio dei Beatles sono poco meno del doppio) diventa quasi terrificante.

Stupid Love

Copertina di Stupid Love
© Musik-lyrics.com

È pur vero che Chromatica, che sin dal titolo promette tinte forti e colori accesi, rappresenta un contrasto non solo con la scena pop corrente, dominata dalle tinte fosche e delle atmosfere horror della giovanissima e pluripremiata Billie Eilish, ma anche con i primi album di Gaga stessa.

Le immagini bizzarre e contorte di Poker Face, Judas, The Edge Of Glory, Born This Way, GUY e simili sono lontane dal colorato, sterminato deserto di Stupid Love. C’è un senso di familiarità, di semplicità nell’immagine che esso offre. Persino i capelli rosa e gli abiti succinti accoppiati dal ballo nel deserto rappresentano uno scenario familiare, per chi conosce Grimes e ha visto il video della sua Genesis. Il video non ha una trama, e oltre al ballo all’aperto non sembra voler andare. A meno che non si tratti del preludio a qualcos’altro…

Stupid Love, il nuovo singolo di Lady Gaga

Stupid Love è un immenso tributo agli anni Ottanta, epoca d’oro della musica pop in generale e quella ballabile in particolare, e promette di indicare la direzione sonica di Chromatica. L’album potrebbe dunque essere quindi una ventata d’aria fresca in una scena pop sempre più grigia, priva degli eccessi e del carisma delle rockstar e popstar di altri tempi

Un successo in cui sperano molti più che i soli fan di Lady Gaga, i Little Monsters che ancora dopo anni la seguono e la sostengono, anche dopo che i singoli di apertura degli album precedenti, Perfect Illusion e Applause, non hanno ottenuto il successo fenomenale degli allori. Si tratta di un inno all’amore, naturalmente, ma a quell’amore universale, ribelle e positivo che si oppone ai mali del mondo tutti assieme. 

Se Chromatica avrà una tinta ribelle, forse, l’eccitazione e la curiosità potrebbero salire ancora. Lady Gaga è sempre stata una voce di riferimento per i disadattati, gli emarginati e gli strambi, e reinterpretare quel ruolo può rappresentare una direzione migliore della sua carriera rispetto alla versione introspettiva, strettamente personale, che è comparsa in Joanne.

Il video di Stupid Love mette subito in chiaro il messaggio di Gaga: i “punk” della bontà (“kindness punk”, il cui logo compare fieramente su una targa rosa) si preparano a combattere in un mondo in rovina, e fanno del ballo la loro battaglia. Sono nel deserto, ma i loro colori si accendono chiari come le luci di una città. Un ossimoro, sul quale si fonda tutto il senso della canzone. L’amore sarà anche stupido, anche una trappola come mostra la sua copertina – ma vale la pena cascarci per vivere meglio. Un messaggio necessario, su una canzone ballabile e memorabile. Un inizio auspico.

Fonte immagine di copertina: Vanity Fair
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