L’inventario dei beni che venne stilato alla morte di Johannes Vermeer era misero: il pittore lasciava dietro di sé soltanto debiti e qualche quadro. La vedova Catharina si trovò a dover mantenere una famiglia numerosa (c’è chi dice otto, altri arrivano a immaginare ben undici figli) e così vendette numerose opere del marito a prezzi stracciati. Nessuna notizia riguardo a qualche strumento musicale in casa, nemmeno in quella dei suoceri, che erano certo più benestanti dei Vermeer. Ma la musica, nella Delft di metà Seicento, era parte della vita di ognuno: che si facesse per strada, o nelle taverne, o nell’intimità delle pareti domestiche, era impossibile non entrarvi in contatto. A testimonianza di ciò fiorì in quel periodo una ricca produzione di quadri di genere, di piccole scenette musicali, che Vermeer contribuì a infoltire.

Musica quotidiana

L’Olanda del milleseicento era un paese straordinariamente ricco. Non soltanto economicamente, a causa dei commerci marittimi e della Compagnia delle Indie Occidentali, ma anche culturalmente. Le città crescevano mentre mercanti da ogni dove compravano e vendevano le più svariate mercanzie. Famiglie di commercianti si arricchivano e tutto il mercato era in crescita, anche quello artistico. Verso la metà del Seicento si contavano numerosi quadri nelle case di ogni famiglia, anche di quelle meno abbienti. Le giovani dame delle famiglie dei ceti medio alti si concedevano piccoli lussi e si esercitavano a suonare musica. Ben presto la capacità di suonare uno strumento divenne necessaria per appartenere in piena regola a uno stato sociale rispettabile.

Lezione di musica, Vermeer.

Lezione di musica, Vermeer. Fonte: Wikipedia

Vermeer e il silenzio

Era questo genere di musica (e di dame) che interessava Vermeer, più delle scene di strada o in taverna. I balli rumorosi e concitati sulle soglie di una birreria sono dipinti in numerosi quadri dell’epoca, ma sono tutt’altra cosa rispetto ai silenziosi concerti dei suoi dipinti. In effetti, delle trentasei opere del pittore fiammingo ad oggi pervenute, ben dodici riguardano la musica. Ed è sempre una musica intima, delicata. È la musica domestica, quella fatta di canzoni accompagnate da uno strumento. O una musica per corteggiarsi, fatta di duetti seducenti e di sguardi complici. Una musica silenziosa. Le dame che la animano sono ben vestite, eleganti e graziose; ben educate.

Il duetto

I quadri di Vermeer sono come spiragli dai quali sbirciare nella vita quotidiana della Delft di allora. “Lezione di musica” del 1662 ci racconta di un duetto tra la donna seduta alla tastiera e l’uomo, pronto a cantare o, chissà, a suonare la viola da gamba appoggiata per terra. La musica che ci immaginiamo avrebbe potuto assomigliare a quella proposta poco sopra, la canzone “t’Samen-sang tusschen Hylas en Dorille”, su testi dell’allora celeberrimo Jacobs Cats, politico e poeta olandese. L’intero album di Camerata Trajectina, un ensemble che si occupa di musica olandese del XVI e XVII secolo, propone l’ascolto di canzoni simili e offre uno sguardo prezioso su questo repertorio sconosciuto. Le canzoni potevano essere accompagnate anche dalla tiorba o dal liuto, come vediamo in “Lettera d’amore”.

Lettera d’amore, Vermeer. Fonte: Wikipedia.

“A solo”

Ma non sempre il cantante era previsto. In “Giovane donna seduta al virginale” la protagonista è sola e ci guarda. Potremmo anche immaginarci di stare per metterci a cantare noi stessi, ma forse è più semplice pensare a un’esecuzione di cui siamo semplici spettatori. La giovane donna sorride e si volta verso lo spettatore mentre suona; si alza la temperatura emotiva. Lo strumento a tastiera che tocca con tanta grazia è un virginale, una piccola tastiera della famiglia del clavicembalo, molto in voga già dalla fine del Cinquecento. Per questo strumento si era sviluppata una vasta letteratura di danze, preludi, toccate e canzoni come la “Brande champanje” proposta. Il Susanne van Soldt Virginal Book, da cui è tratto il brano precedente, è un manoscritto del 1599 costituito da una trentina di pezzi copiati per una giovane ragazza olandese che viveva a Londra, uno dei rari documenti che ci permettono di addentrarci in questo mondo lontano.

Giovane donna seduta al virginale, Vermeer

Giovane donna seduta al virginale, Vermeer. Fonte: Wikipedia

L’intimità della musica

Nei quadri di Vermeer vediamo comparire molti altri strumenti, meno frequentemente: una chitarra, una tromba, un flauto. Ma non basterebbe una vita per ascoltare tutta la musica tratteggiata nei quadri del maestro di Delft. Con questi pochi esempi però ci siamo potuti avvicinare almeno un poco a un universo sonoro che traspare, attutito e sordo, dalle sue piccole tele. Guardando quei quadri meravigliosi possiamo provare ad immaginarci la musica che ne ha accompagnato la creazione, immergerci ancora di più nella loro essenza. Immergerci nell’intimità di quel fare musica che era tipico di allora e che ancora oggi ci smuove.

Suonatrice di chitarra – Johannes Vermeer, 1962 © Wikipedia
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