Per i suoi cari era Nippy, ma gli altri la chiamavano semplicemente The Voice. Diva dalla straordinaria bellezza e dall’immenso talento vocale a dir poco inimitabile: stiamo parlando della nostra amata Whitney Houston che l’11 febbraio di 8 anni fa si spegneva precocemente in un hotel di Beverly Hills facendo calare il sipario sulle vicende della sua vita ormai segnata da profonde e forse inguaribili ferite.

Il destino di Whitney era già scritto alla sua nascita ed il suo grande talento venne infatti incoraggiato e sorretto sin dall’inizio dalla famiglia, già inserita in un contesto musicale di spicco per quegli anni. Sua madre Cissy Houston era negli anni ’60 una rinomata corista gospel e soul la quale vantava collaborazioni con Elvis, Luther Vandross e con Aretha Franklin (la quale sarebbe poi diventata madrina in senso affettivo di Whitney) e le zie Dionne e Dee Dee Warwick erano delle affermate soliste con progetti soul ed R&B. Se da un lato però era sicuro che Whitney avrebbe riempito la sua vita con la musica, nessuno poteva però sapere quanto e come la sua attività artistica sarebbe stata incisiva nel mondo e come avrebbe sconvolto e segnato in modo indelebile la storia della musica internazionale.

Whitney Houston è stata in grado di prendere il gospel della domenica in chiesa e di fonderlo con il soul e l’R&B, e soprattutto di renderlo fruibile in una chiave pop ricercata e raffinata. La sua voce potente ed inconfondibile nel timbro ha cavalcato con ben pochi rivali le classifiche internazionali tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’90. E’ stata una delle donne con il maggiore successo discografico vendendo ad oggi in totale circa 200 milioni di copie. Con 6 Grammy Awards e 22 American Music Awards (AMAs) viene considerata una delle artiste più famose e premiate di tutti i tempi.

Sono innumerevoli gli artisti che tutt’oggi traggono ispirazione da lei – tra i quali certamente Christina Aguilera, Beyoncé, Kelly Clarkson, Alicia Keys, Mary J. Blige, Kelly Rowland e Giorgia Todrani – e per questo motivo, noi della redazione di Artwave.it, abbiamo deciso di rendere omaggio a questa straordinaria figura ripercorrendo insieme alcuni dei suoi live più importanti.

How will I know

Siamo nel 1987 e Whitney Houston è la vincitrice del premio come miglior artista solista internazionale ai BRIT Awards. Fresca, energica e vocalmente in ottima forma, l’artista porta dal vivo un pezzo di un paio d’anni prima, How will I know, brano emblematico per le caratteristiche sonorità degli anni ’80 e per le ottime critiche ricevute al momento della sua release.

I wanna dance with somebody

L’Arista Records è l’etichetta discografica che venne fondata nel 1974 da Clive Davis, businessman in ambito musicale che decise da subito di prendere sotto la sua ala la giovane Whitney e di seguirla artisticamente e proteggerla fino alle sue ultime esibizioni. Nel 1990 viene celebrato il 15° anniversario dalla fondazione della casa discografica e per festeggiare viene organizzato un concerto alla Radio City Music Hall di New York City, il cui ricavato verrà destinato ad associazioni di supporto per i malati di AIDS. La presenza di Whitney Houston all’evento è immancabile: con la sua carismatica presenza scenica è in grado di reggere perfettamente un intero palco totalmente vuoto e con la sua voce e la sua carica è in grado di far entusiasmare la platea che non riesce a far a meno di alzarsi e muoversi a tempo battendo le mani.

I’m your baby tonight

Quando la guerra del Golfo terminò nel 1991 venne organizzato un concerto per dare il bentornato ai militari americani coinvolti nello scontro e per dar sostegno alle loro famiglie: in questo estratto dal live Welcome Home, Heroes – girato in un hangar navale – troviamo una dinamica Whitney Houston ballare e cantare in un’attillata tutina verde, con tanto di cappello della marina militare sul capo. I’m your baby tonight, pezzo dal forte stampo R&B moderno, è stato rilasciato nel 1990 ed è valso all’artista la candidatura come miglior interpretazione femminile pop ai Grammy Awards di quell’anno.

All the man that I need

Torniamo nuovamente al live Welcome Home, Heroes dove questa volta troviamo la Houston in un elegantissimo abito rosso che esalta tutta la sua bellezza. Viene proposta questa volta All the man that I need, estratta dal suo terzo album I’m your baby tonight del 1990. Il brano venne apprezzato largamente dalla critica tanto da raggiungere la prima posizione nella classifica americana del Billboard Hot 100 in quell’anno. In questo live potenza e controllo vocale si uniscono alla grande espressività della performer, regalando un’esibizione di altissima qualità.

I will always love you

Nel 1992 Whitney Houston prese parte alle riprese cinematografiche del film The Bodyguard come attrice protagonista affiancando il grande Kevin Costner. Fu un enorme punto di svolta per l’artista poiché la colonna sonora dell’intero film venne praticamente composta da pezzi inediti e da cover interpretate da Whitney stessa. La punta di diamante di questa produzione è nota a tutti e non ha certo bisogno di presentazioni: si tratta di I will always love you – il cui brano originale venne rilasciato nel 1974 dalla cantante country Dolly Parton. Il riarrangiamento e l’interpretazione magistrale di Whitney Houston spopolarono, rendendolo il brano più venduto nella storia musicale da un’artista donna con cifre superiori ai 16 milioni di copie. Qui un estratto dal tour live che prese luogo l’anno successivo.

I’m every woman

All’interno del The Bodyguard World Tour del 1994 – tour mondiale dovuto alla partecipazione di successo dell’artista all’omonimo film – Whitney chiede che venga inserito un set di tre date speciali dal nome Whitney – The Concert for a New South Africa per poter onorare il presidente Nelson Mandela e per celebrare il nuovo Sud Africa Unito. In questo estratto da uno dei tre concerti troviamo una Whitney Houston in uno sbrilluccicante due pezzi rosso che propone la sua versione di I’m every woman, la cui versione originale fu primo singolo di Chaka Khan rilasciato nel 1978 dalla Warner Bros. La Houston incise per l’appunto per la prima volta questo pezzo nel 1992 per la colonna sonora del film La Guardia del Corpo.

Fonte immagine di copertina: pagina Facebook Whitney Houston
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