Ci lascia oggi Ezio Bosso, pianista, direttore d’orchestra e compositore italiano. Nel 2011 gli fu diagnosticata una malattia degenerativa indicata come SLA, che lo ha costretto ad abbandonare del tutto il pianoforte nel 2019, quando l’uso delle sue mani era ormai compromesso.

Proprio l’anno scorso chiariva di non essersi ritirato dalla scena musicale, specificando che la musica era per lui una componente vitale, e che avrebbe continuato a dedicarsi alla direzione d’orchestra. In quel momento, ha disarmato tutti con la sua forza d’animo, quella di un uomo consapevole di non poter dedicarsi alla musica come avrebbe voluto, ma che anche in quella circostanza avrebbe trovato un modo per continuare a farlo.

La sua musica è, e sempre sarà, fonte di una potente forza comunicativa, e con estrema commozione lo ricordiamo con uno dei suoi pezzi più emozionanti “Following a Bird”, in cui viene fuori tutta la sua estrema passione per la musica.

Le parole di Ezio Bosso sono sempre state profondamente d’ispirazione con il suo operato musicale. Dedizione, studio e passione, lanciando così un messaggio davvero importante per tutti i musicisti dello scenario attuale: per produrre vera musica c’è bisogno di tempo, calma e prove, come se ogni opera che ne verrà fuori, debba essere la migliore.

Ezio Bosso ha contribuito a rendere la musica italiana un prodotto di cui andare fieri.

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