“Die Hard”, altresì noto come “Duri a morire”: questo era il titolo di uno dei film cardine del successo di Bruce Willis, ma anche l’espressione più adatta per noi a definire l’immortalità di un luogo dalle tinte sacre come quello di cui stiamo per raccontarvi.

Sì, perché oggi abbiamo intenzione di parlarvi del santuario del punk statunitense e della sua imperitura fama, ovvero dello storico CBGB di New York.

La Mecca dell’underground a stelle e strisce torna oggi alla ribalta, dopo la sua (per noi nostalgici) tragica chiusura nell’ormai lontano 2006, grazie ad un documentario di produzione italo-tedesca (la regia è infatti del nostro Giangiacomo De Stefano) che ha tutta l’intenzione di darci la possibilità di ripercorrerne la sua imperturbabile leggenda.

Vero e proprio luogo di culto nel panorama musicale d’Oltreoceano, il CBGB si è reso infatti, negli anni, un’anarchica ma tuttavia ferrea istituzione capace di affermare il punk come fenomeno culturale (e di conseguenza di costume) dal sapore totalizzante, permettendo l’emergere di band alla stregua di Ramones e dei Talking Heads di Byrne giusto per citarne i più influenti nella scena musicale più riottosa figlia dei late Seventies.

L’ingresso del CBGB in uno scatto di David Godlis. © David Godlis. Fonte: New York Times

“At The Matinée”, questo è il titolo scelto per la pellicola prodotta dalla torinese La Sarraz Pictures a braccetto con Sky Arte, non ci mostrerà altro che la storia scandita da ritmi martellanti di questo luogo della mente, rimandandoci in presa diretta ai mitici live domenicali in matinée puramente hardcore che erano tradizione fissa del locale fino all’avvento dei primi anni ’90.

Sarà per noi Walter Schreifels, membro illustre di Quicksand, Gorilla Biscuits e Youth Of Today, a farci da Cicerone in questo percorso a ritroso nel tempo nel centro nevralgico del folklore in chiave punk della Grande Mela, un viaggio dal carattere inevitabilmente nostalgico nonché carico delle voci e dei volti che l’hanno compiuto, all’interno di questo luogo irrimediabilmente ormai perduto.

La New York che verrà mostrata sarà infatti una città ormai scomparsa ed inafferrabile, lontana in modo radicale dai contesti attuali ai quali siamo abituati: quella che si rivelerà a noi sarà invece la città fautrice di quello scardinamento delle norme in quell’epoca vigenti, uno sconvolgimento che ha portato come diretta conseguenza all’autodeterminazione del fenomeno punk come stile di vita, oltre che strettamente musicale. Non ci resta quindi che attendere le sue date di presentazione e proiezione, in successione nelle città di Ferrara (09/10), Torino (12/10), Genova (15/10), Milano (19/10), Roma (23/10), Bologna (28/10) ed infine Modena (15/11).

La locandina di “At The Matinée” di Giangiacomo De Stefano. © La Sarraz Pictures / Sky Arte

Cos’era però nel suo senso più stretto il CBGB?

Già dal suo nome completo, CBGB & OMFUG (Country Blue Grass Blues and Other Music for Uplifting Gourmandizers) la diceva lunga riguardo al suo stile: con la sua sede nel Lower East Side di Manhattan, il CBGB nasce nel 1973 per mano di Hilly Kristal con l’intento di rendersi un club votato al country e al bluegrass, ma qualcosa forse non andò propriamente (e per fortuna) come avrebbe dovuto.

La tradizione non fu di certo centrale per il successo di questo tempio profano e contemporaneo, quanto invece lo fu il suo volontario stravolgerne le coordinate, come appunto la tradizione punk più radicale ci insegna: pionieri del suo successo furono appunto i sopracitati Ramones e i Television, che permisero a questo localino sgangherato di diventare il punto di riferimento primario della scena alternativa dell’area newyorkese e non solo a partire dal 1974.

Il CBGB nei suoi anni d’oro. © David Godlis. Fonte: New York Times

Ciò che lo rese mitico agli occhi del mondo fu di certo, oltre ad alcuni esordi illustri che ne marcarono a fuoco la storia (si veda tra i vari quello della sacerdotessa Patti Smith con il suo chitarrista Lenny Kaye il 14 febbraio del 1975), era appunto il clima dinamitardo che vi si respirava all’interno: violento, sgregolato, in altre parole hardcore per sua stessa definizione primaria.

Manifestazione più alta dell’energia incontrollata, che regnava nei suoi ambienti, era appunto il Matinée Day, la domenica in salsa CBGB promossa per la nicchia più radicale e turbolenta di artisti e avventori, che ha visto alternarsi sul suo palco, fino al 1990, band del calibro dei Gorilla Biscuits del sopracitato Schreifels, Agnostic Front e Minor Threat.

Nonostante la sua chiusura obbligata nel 2006 dovuta ad un’estenuante bagarre legale con i proprietari dell’immobile, la leggenda del CBGB, come dicevamo in apertura, è ancora dura a morire. Nell’immaginario collettivo la patria del genere più apostata della storia resterà per sempre carica di quel magma pronto a stravolgere le fondamenta di una New York che, ad oggi, di punk non ha più molto.

Ci vediamo in sala.

09/10 – Ferrara, Cinema Boldini
12/10 – Torino, Cinema Massimo
15/10 – Genova, Sala Film Club
19/10 – Milano, Cineteca Milano
23/10 – Roma, Cinema Aquila
28/10 – Bologna, Cinema Europa
15/11 – Modena, La Tenda

Immagine di copertina: © David Godlis.

© riproduzione riservata

 

© riproduzione riservata