Se c’è un evento che gli amanti della musica attendono come la pioggia durante un periodo di siccità, questo è il MI AMI Festival.

L’evento che apre la stagione dei festival estivi, portando al Circolo Magnolia di Milano il meglio della musica italiana meno mainstream, si sarebbe dovuto tenere proprio durante quest’ultimo weekend di maggio, da venerdì 29 a domenica 31.

La sedicesima edizione del MI AMI è stata rimandata a settembre a causa del Covid-19. Sperando che la festa si possa effettivamente tenere nelle nuove date, dal 18 al 20 settembre, proviamo a ripercorrere le tappe fondamentali del festival, dalla sua creazione nel 2005 ad oggi.

Mi Ami festival

Fonte: pagina Facebook MI AMI Festival

La prima edizione del MI AMI

Il MI AMI (Musica Importante A Milano) è nato nel 2005 da un’idea di Stefano Fiz Buttura e Carlo Pastore. La prima edizione del festival, organizzato ogni anno da Rockit.it, si è svolta presso l’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini. 

In questa prima occasione si sono alternati sul palco venticinque gruppi, selezionati dalla redazione di Rockit. Fin da subito il MI AMI si è dimostrato un festival attento non sono alla musica italiana indipendente e meritevole di essere ascoltata da più orecchie possibile, ma anche alle produzioni dei più disparati settori.

Infatti durante il festival diversi artisti hanno potuto presentare i loro lavori “in un clima di totale relax (no bonghi, no rompicoglioni, no zarri, sì invece alle ragazze in canottiera”, citando le parole degli organizzatori.

Sul palco di questa prima edizione si sono esibiti artisti che poi, nel corso degli anni, sono diventati dei veri e propri abitué della manifestazione, come ad esempio i Tre Allegri Ragazzi Morti, Marta sui Tubi e gli Zen Circus.

Ogni anno, sin da questa prima prova “di coraggio”, è stato selezionato un illustratore per dare vita al tema centrale che accompagna tutte le edizioni del MI AMI: l’amore. Che sia quello per la buona musica o per chi ci sta all’interno. Nel 2005 a fare da apri pista è stato il noto fumettista Alessandro Baronciani, scelto anche per realizzare l’artwork dell’edizione del 2014, durante la quale si festeggiava il decennale del festival. 

Dal 2006 al 2013

Nel 2006 l’evento si è poi spostato, per rimanerci in pianta stabile fino ad oggi, al Circolo Magnolia. Durante la seconda edizione sono state diverse le novità. Per esempio, è nato il MI FAI, un “side event” del festival dedicato a fumettisti e disegnatori che illustrano il festival live. Una vera e propria occasione per conoscere e scoprire artisti indipendenti italiani legati al mondo dell’illustrazione e del fumetto, ma anche case editrici e autoproduzioni. Un’innovazione introdotta per creare nuovi scenari possibili e dare spazio ad una commistione, sempre più presente, tra arte e musica. 

Nel 2007 si festeggiano i 10 anni di Rockit e il festival viene suddiviso su tre giorni, diventando un vero e proprio “weekend lungo” all’insegna della musica. 

Non c’è più un solo palco, bensì due, e anche il numero delle band sale incredibilmente. Nel 2007 infatti sono 42, tra cui: A Toys Orchestra, Teatro degli Orrori, Jennifer Gentler e dei giovanissimi Ex-Otago e Ministri.

Nelle sei edizioni successive, dal 2008 al 2013, il MI AMI accoglie tantissimi artisti, diventando un “evento di culto” per gli amanti della musica italiana. Tra loro ci sono, ad esempio, Le Luci della Centrale Elettrica, Camillas, Verdena, Cosmo, Noys Narcos. Inoltre, nel 2010 nasce MI PENSI, serata letteraria con racconti di scrittori e sfide di slam poetry.

Insomma, il MI AMI diventa un festival sempre devoto alla musica, ma con un’attenzione particolare anche all’arte e alla parole. Un’attenzione che viene ripagata dal suo pubblico che accorre sempre più numeroso, munito di scarpe comode e poncho antipioggia. 

Dal 2014 al 2020

Ed eccoci arrivati al 2014, anno del decennale del MI AMI. Il manifesto, disegnato da Alessandro Baronciani, vede il grande protagonista dell’evento: il bacio. Questa volta, però, questo atto così bello si moltiplica in tre manifesti differenti senza distinzione di genere. Perché, come suggeriva l’hashtag dell’edizione, “se mi ami #valetutto”.

L’evento continua a viaggiare, cavalcando l’onda della grande rinascita del cantautorato e di quel pop meno mainstream ma più diretto al cuore e alla pancia delle persone. Tra il 2015 e il 2018, tra edizioni che celebrano matrimoni in stile Las Vegas  e #invitialviaggio, sul palco troviamo Willie Peyote, Coma_Cose, Liberato, Giorgio Poi, Motta, MYSS KETA e tantissimi altri.

Si arriva così alla 15esima edizione, quella del 2019, dedicata alla celebre citazione “Amor Vincit Omnia”. Tre serate ricchissime che vedono la presenza anche di artisti rivelazione della scena indipendente, rap e trap, come Massimo Pericolo, Psicologi e Ketama126. Ma anche il ritorno dei Fast Animals and Slow Kids e di Mahmood. 

Insomma, la sedicesima edizione, che si sarebbe conclusa proprio oggi, sarebbe stata un’altra grandissima festa all’insegna della buona musica, degli assembramenti belli e della condivisione di idee.

Credits immagine di copertina: Giuseppe Pons
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