Il mondo musicale internazionale affronta ogni anno almeno tre appuntamenti di assoluto spessore per tastare lo stato delle cose e fornire una fotografia di quanto si muove nelle classifiche di vendita: Grammy Awards, American Music Awards (AMA) e Billboard Music Awards sono kermesse che concentrano in un solo show musica, moda e spettacolo – in puro stile statunitense. A differenza dei Grammy, assegnati da una giuria di esperti in rappresentanza dell’industria musicale (sullo stesso stile degli Oscar), AMA e BBMA sono riconoscimenti maggiormente indirizzati dal mercato e dal pubblico in quanto basati sulle classifiche di vendita.

I Billboard Music Awards si basano su alcune delle classifiche più precise in circolazione, quelle stilate appunto dalla rivista omonima, e offrono un trampolino di lancio planetario per gli artisti che riescono a guadagnare i primi posti. Non fraintendiamoci, quasi sempre chi si piazza in testa ha già alle spalle una carriera ben riconosciuta, ma può capitare che un artista o un brano che vince un award si conquisti una buona fetta di mercato anche al di fuori dei confini statunitensi. Proprio in questo senso la forza dell’industria americana emerge in tutta la sua grandezza, mostrandosi in grado di indirizzare le mode ed influenzare anche la scena internazionale. Cosa ci hanno detto, quindi, questi ultimi Billboard Awards, che si sono tenuti lo scorso primo maggio a Las Vegas? Una cosa su tutte, forte e chiara:

Esatto: Drake ha sbancato i premi, aggiudicandosene ben dodici e diventando così il più premiato di sempre della manifestazione con ventisette totali, quattro in più di una diva assoluta come Beyoncé. Il rapper canadese si è portato a casa, tra gli altri, i premi come Top Artist, Top Streaming Artist, Top Rap Artist, Top Rap Male artist e via dicendo. Sorvoliamo sull’utilità di avere un doppio premio per “migliore artista femminile” e “migliore artista maschile” che vanno ad aggiungersi al generico “migliore artista”: un modo per far finta di ottenere quella parità di genere che piace a tutti. Drake, dicevamo. Il suo disco, commercialmente parlando, è stato pazzesco: il giorno della sua uscita è diventato disco di platino negli Stati Uniti, e nello stesso momento ha battuto il record di streaming giornalieri su Spotify, con più di 130mila. Risultati che gli sono valsi anche il premio come Top Billboard200 Album. Altra protagonista dell’evento, a livello di candidature e premi, è sicuramente Cardi B, ormai diventata una superstar internazionale dopo l’ascesa alla vetta dello showbiz partita dai suoi video diventati virali. La ventisettenne di New York si è guadagnata addirittura ventuno nomination, portando a casa sei statuette (danno delle statuette come premi? Fingiamo di sì), come nessuna rapper prima di oggi. Insieme a quei vecchi volponi dei Maroon 5, per di più, si è aggiudicata anche il premio come migliore canzone della rinomata Billboard Top Hot 100, la classifica di vendite della rivista, con Girls Like You. 

Uno dei momenti clou della serata è stato sicuramente l’esibizione dell’intramontabile Madonna che ha portato per la prima volta sul palco (e sugli schermi) Medellin insieme a Maluma con un’esibizione innovativa grazie all’utilizzo del motion capture, usato per la prima volta sugli schermi americani. E a proposito di regine, di icone, c’è stato spazio anche per un premio – il cosiddetto Icon Award – a Mariah Carey nel trentennale alla carriera. Nella categoria dedicata al Top Rock Artist si aggiudicano la vittoria gli Imagine Dragons che ormai sono praticamente diventati degli intoccabili della scena senza avere un briciolo di merito artistico (dischi banali, canzoni costruite su una debolissima struttura sempre auto-referenziale e una voce solo poco più che interessante). Altra realtà ormai consolidata e con la quale dovremo presto, probabilmente, fare i conti anche qui in Italia, è l’ascesa del K-pop, ormai irrefrenabile e un fatto compiuto. Lo dimostra la vittoria dei sudcoreani BTS non solo nella categoria Top Social Artist, una delle due categorie non basata su classifiche di vendita ma sul voto dei fan e nella quale si sono confermati per tre anni consecutivi, ma anche in quella dedicata al Top duo/group nella quale superano addirittura i sopracitati Maroon 5 e Imagine Dragons. La boyband coreana detiene, tra le altre cose, il record di engagement sui social network, finendo addirittura nel Guinness World Records, ed è stata inserita tra le 25 persone (insomma: personaggi, artisti…) più influenti del mondo dal Time magazine. 

E poi sul palco si è vista anche l’immancabile Taylor Swift (si vocifera di un nuovo album in uscita molto presto) che si è esibita con il nuovo singolo Me! uscito il 26 aprile ed il cui video è diventato il più visto in un solo giorno su YouTube (65 milioni di visualizzazioni) battendo Thank U, Next di Ariana Grande (a proposito: anche lei ha vinto un paio di categorie a questi BBMA). Esibizione, quella della Swift, che ha acceso un piccolo focolare di polemiche (e ci mancherebbe, altrimenti non sarebbe davvero una premiazione riuscita) tra i fan di Beyoncé, che non hanno apprezzato l’utilizzo di una banda musicale per aprire il pezzo, vista come una scelta che ha scopiazzato la performance di Beyoncé al Coachella 2018. Insomma: non ci dormiremo la notte.

Un tweet piccato di una fan di Beyoncé

Questo è – all’incirca – quanto i Billboard Music Awards hanno regalato. Possiamo stare tranquilli, comunque: niente di nuovo sul fronte occidentale, si direbbe. La solita, confortante o desolante secondo i gusti, schiera di superstar che muovono tanti, tanti, tanti soldi e offrono al mondo una musica che è – meravigliosamente – di puro e semplice consumo.

 

 

immagine in copertina da: https://www.bitchyf.it/billboard-music-awards-vincitori/
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