La primavera inizia con uno sprint in più per tutti i fedelissimi del Duca Bianco alla notizia della mostra monografica dedicata agli scatti del maestro più noto della fotografia nipponica, Masayoshi Sukita: nella storica cornice quattrocentesca di Palazzo Medici Riccardi a Firenze si terrà infatti un’esposizione da non perdere dedicata ai periodi d’oro di David Bowie, Heroes – Bowie by Sukita, per un totale di 90 iconiche istantanee atte ad immortalare non solo l’estrema poliedricità bowieana ma anche il rapporto viscerale ed il sodalizio artistico tra l’artista londinese e il fotografo proveniente dalle remote terre del Sol Levante.

Fonte: Oeo Art

L’esposizione, promossa e strutturata da OEO Firenze e Le Nozze di Figaro S.r.l. e curata con sempre costante e doviziosa attenzione da Ono Arte Contemporanea e Mus.e., avrà una durata di circa tre mesi, svolgendosi infatti in un arco di tempo che andrà dal 30 marzo al prossimo 28 giugno.

Sarà questo un periodo in cui potremmo gustare l’esperienza impareggiabile di vivere da osservatori sprazzi dell’incredibile e spesso surreale esperienza artistica di Bowie attraverso l’obiettivo di un fotografo la cui più ferrea volontà fu quella di poterne esaltare il genio e l’eclettismo nonché donargli imperitura immortalità all’interno di fermi immagine che sono già storia.

“See No Evil”. Fonte: Oeo Art – Credits: Masayoshi Sukita

Il tutto ha inizio a partire da una vera e propria folgorazione che colpì Sukita nell’ormai lontano 1972 a Londra, nel momento in cui si trovava nella capitale britannica per immortalare un’altro esemplare mitico della produzione d’Oltremanica dell’epoca, lo sfortunato leader dei T-Rex ed icona glam Mark Bolan.

L’epifania concreta ebbe inizio e si fece carne alla vista di un cartellone promozionale dell’allora alieno Ziggy Stardust, memorabile alter ego di Bowie fino al successivo 1973, anno della sua “morte” autoinflitta: quel poster raffigurante David su sfondo nero rapì Sukita a tal punto non solo da spingerlo a presenziare al suo live nella metropoli inglese ma soprattutto a convincerlo nel dover trovare un qualsiasi escamotage possibile per incontrarlo e fissarlo per sempre all’interno dei negativi delle sue analogiche.

L’incontro fatale si realizzò tramite Yasuko Takahashi, collaboratrice del fidato stilista bowieano, il giapponese Kansai Yamamoto, noto per aver realizzato una grande varietà di costumi di scena per l’artista di Brixton nonché per essere ancora oggi considerato uno degli stilisti dotati della più raffinata sensibilità estetica di sempre.

A partire da quel momento ad oggi così remoto quell’embrionale cordone ombelicale creatosi fra le creatività in perenne fermento di Sukita e Bowie ha contribuito nel tempo a stabilizzare l’esaltazione dell’immagine del Duca Bianco nella cultura di massa e nell’immaginario collettivo, come ci testimonia la cover del booklet di Heroes del 1977 ad opera di Sukita stesso, che riportiamo con dovuta devozione di seguito.

La cover del booklet di “Heroes” (1977), uno scatto di Masayoshi Sukita. Fonte: Oeo Art – Credits: Masayoshi Sukita

Vedere David Bowie sul palco mi ha aperto gli occhi sul suo genio creativo. Bowie era diverso dagli altri rock and rollers, aveva qualcosa di speciale che sapevo di dover fotografare.

In questo modo Sukita definisce il fascino fatale subito dalla personalità vulcanica del simbolo rivoluzionario di una decade fondamentale nel panorama musicale mondiale; è con queste parole che motiva quella sua ferrea caparbietà nel volerlo rendere un’immagine pop attraverso il coglierne le infinite sue sfumature e metamorfosi negli anni che seguirono quel 1972, da Ziggy Stardust, ad Aladdin Sane, passando per Halloween Jack e l’eleganza atavica del Duca Bianco.

All’interno della retrospettiva fiorentina non saranno però presenti solo quelle istantanee ormai scalfite in eterno nel nostro archivio mentale, ma anche scatti provenienti dall’archivio personale di Masayoshi Sukita, a testimonianza di una collaborazione maturata e sfociata in un’amicizia fraterna che solo la morte (per i suoi fan impossibile ancora da metabolizzare) dell’artista britannico ha potuto spezzare.

“Hear No Evil”. Fonte: Oeo Art – Credits: Masayoshi Sukita

Nei tre mesi che coinvolgeranno noi attoniti astanti alla vista di questi fotogrammi al sapore della più purissima storia, potremmo godere anche di altri eventi collaterali legati alla figura di Bowie all’interno dell’allestimento espositivo: sarà possibile assistere a concerti acustici nel cortile interno del palazzo nonché trovare una ricca varietà di merchandising celebrativo dell’artista britannico all’interno del curato bookshop della sede fiorentina scelta per l’evento.

Imperdibile, consigliato da Artwave.

30 marzo 2019 – 28 giugno 2019
Firenze, Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 1
ORARI: tutti i giorni 9-19. Mercoledì chiuso
BIGLIETTO: intero 10 €, ridotto 6 €, gratuito per i minori di 17 anni
INFO: info@palazzomediciriccardi.it
www.oeoart.com