Se vi affidaste all’autorevole e cristallino specchio della realtà, quali sono i commenti di Facebook ai link degli articoli dei maggiori quotidiani italiani, noterete che gli utenti che bollano negativamente la svolta musicale di Saluta Andonio il vero sono gli stessi che sbeffeggiano l’outfit di Iggy Pop (“Ma non ce l’ha una maglietta da mettersi?”). Secondo questi sapientoni senza memoria storica il fatto che Saluta Andonio – o chi per lui – abbia deciso di mettere in musica i suoi vari tormentoni (“Dopo vado, esco / mi faccio un giro in bici / e vado all’Iper con gli amici”) è quindi un atto spergiuro nei confronti della musica: tutti possono crearla e soprattutto arricchirsi con essa – sempre là il problema: “Quando si tratta di denaro siamo tutti della stessa religione”. Come se le band indie sciocche da un lato e i servitori del metallo dall’altro, con un’età compresa fra i 15 e i 31 anni, che popolano la fauna di ogni paese italiano, non fossero dei Saluta Andonio che non ce l’hanno (ancora) fatta. Tutti usano la musica. E quindi? E quindi a noi non resta che mettere la testa sotto il rubinetto, calmarci e analizzare quello che c’è di buono e di meno buono.

La locandina ufficiale della Festa della Musica

Di buono c’è che il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, i cittadini d’Europa scenderanno nelle strade per fare musica: la loro. La Festa della Musica è un’iniziativa promossa nel 1982 dal Ministero della Cultura francese. Dal 1995, grazie alle forze congiunte di città come Barcellona, Berlino, Bruxelles, Budapest, Napoli, Parigi, Praga, Roma e Senigallia, nasce l’Associazione Europea Festa della musica, che sarà poi coadiuvata dalla AIPFM (Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica). Negli anni la Festa della Musica è diventata sempre di più un “fenomeno sociale”: giunta alla sua 32esima edizione, infatti, invita non solo i professionisti, ma anche e soprattutto i cittadini comuni a invadere “strade, cortili, piazze, giardini, stazioni, musei”, come recita il sito ufficiale del progetto.

Basta quindi rimbrottare davanti al computer: dalle 18 alle 24 del 21 giugno si scende in strada. Noi di Artwave lo faremo sicuramente, qui a Roma!

Per partecipare a questa grande festa e per proporre la vostra esibizione, c’è molto poco da fare:

“Scegli una piazzetta poco conosciuta, o un muretto o una scalinata nel tuo quartiere: un qualsiasi posto all’aria aperta in cui portare la tua musica. Porta con te i tuoi amici, il tuo strumento e – se ti serve – il tuo impianto di amplificazione portatile. Suona, suona, suona e contribuisci ad alzare il volume di Roma!

È consigliabile ad ogni modo iscriversi sul sito ufficiale, per essere inserito nel programma della Festa, al fine anche di verificare la fattibilità tecnica del posto insolito che si è scelto per suonare.

Anche le stazioni metro (Jam station) saranno disponibili come luoghi di festa e musica: Anagnina, Cavour, Cipro, Pigneto, Repubblica, Termini… in una città come Roma c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Se invece voi spettatori voleste andare più sul sicuro, vi segnaliamo all’Ambasciata di Francia l’esibizione di La Femme e Cosmo, dalle ore 21, oppure a Largo Spallanzani la Roma Youth String Orchestra, che suonerà dalle 20:30 le musiche di Vivaldi, Scarlatti, Haendel e Bach. Da non perdere anche il dj set a cielo aperto di Boosta, sulla scalinata della GNAM (Galleria Nazionale di Arte Moderna) .

Date un’occhiata al programma completo sul sito ufficiale per scoprire tutte le esibizioni nei luoghi più vicini a voi.

Per maggiori informazioni chiamate il numero 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00).

Facebook: @FestadellaMusicaRoma
Instagram: @festadellamusicaroma
Twitter: @FestaMusicaRoma

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