Serata kaleidoscopica quella di giovedì scorso, e non tanto per l’abbigliamento estroso adottato dai giovani talenti di You Can Sing 6, per meglio adeguarsi al tema dance della serata. I giudici esterni di questa serata sono stati nientepopodimeno che Daniel Decò e Christian Nastasi, personalità di spicco nel mondo dello spettacolo e in particolare legati a quell’affascinante realtà che è il Gay Village. Daniel Decò, oltre ad essere stata la prima drag singer ad apparire in un talent televisivo delle reti Rai (Forte Forte Forte), si occupa da cinque edizioni della direzione artistica del talent Gay Village Academy, di cui Christian Nastasi è anche presentatore, oltre che direttore artistico insieme a Daniel.

Da sinistra: Daniel Decò, Christian Nastasi, Francesco Sponta, Cristiano Turrini, Andrea Gherardi, Cassandra De Rosa e Alessandro Corsi

I concorrenti in gara hanno dimostrato di voler tentare il tutto per tutto: da Leonardo, incarnazione dell’emoji whatsappesca TOP, scioltissimo nella sua Wake Me Up Before You Go Go, a Federico Proietti che si esibisce senza chitarra e senza vergogna in You Spin Me Right Round arricchendola con un intermezzo rap, a Brhenda che passa al piano a metà esibizione di Girls Just Wanna Have Fun, a Lorenzo Lepore (vincitore del premio della critica intitolato a Silvia Capasso) che con Centro di gravità permanente riesce a unire il suo cipiglio impegnato al ritmo festoso e ballerino della serata, ad Alex Polidori che ci porta una ventata di Carlo Vanzina con l’impeccabile resa di Scatman (Cassandra De Rosa, sostituta di una certa levatura di Federica Buda, gli dice: “all’Atlantico al posto di Levante potevi starci tu”), a Rahinò, una certezza, che con Life degli Haddaway entra nell’anno e nel personaggio giusto, secondo l’autorevole giudizio di Daniel Decò.

Nelle esibizioni per il ripescaggio si distinguono, oltre al sommo Luca Bray con Blue degli Eiffel 65, la piccola ma grintosa Letizia, con I Wanna Dance With Somebody di Whitney Houston. Il brano è suo, gareggia con la stessa sicurezza degli altri concorrenti ancora in gara. Molto convincenti anche Federico Tarsi e la sua Celebration (Kool & The Gang): nonostante gli tremi visibilmente la mano che regge il microfono, sorprende i giudici esterni che si complimentano con lui per l’estensione e il controllo vocale. Hanno ragione loro: “I concorsi sono proprio strani!”. Ogni sera un concorrente che gareggia per il ripescaggio ci regala qualche emozione in più, al punto che diventa difficile decidere per chi tifare.

L’immune della serata è Alex Polidori, che, insieme a Federico Proietti e a Letizia, viene scelto da Decò e Nastasi per il loro Gay Village Academy. In quanto concorrenti di YCS, i nostri avranno il privilegio di poter saltare tre fasi di selezione del talent.

Purtroppo arriva il momento delle eliminazioni. Per quanto riguarda la prima sfida, stabilita dalla somma dei voti della giuria interna e del pubblico in sala, vediamo fronteggiarsi Leonardo (team Corsi) e Brhenda (team Turrini). Il primo colpo al cuore arriva con l’eliminazione di Leonardo, cui nulla è valso proporre un brano raffinato come La costruzione di un amore di Ivano Fossati a cappella.

La seconda sfida porta a scontrarsi ben tre concorrenti, sulla base dei voti dei giudici esterni: di nuovo Brhenda, Alessandro e Federico Proietti (questi ultimi per parità di voti). Sfortunatamente sono tutti del team Turrini. I giudici non si risparmiano: Alessandro Corsi si dice incazzato con Federico (“Ti sei adagiato!”); concordiamo però con lui sul fatto che un talento come Leonardo non meritasse di uscire. Nonostante ciò, riconosce che sia Federico sia Alessandro siano dotati di un quid che li contraddistingue rispetto agli altri concorrenti: gli errori e la goffaggine fanno comunque parte della loro personalità, quella cosa che bisogna cercare con il lanternino sempre di più in questi ultimi tempi. Andrea Gherardi concorda con Corsi su Federico, ma decide di eliminare Alessandro. Cassandra De Rosa rimane ferma sulle sue convinzioni: per lei Brhenda ha personalità (“mi dà qualcosa di magico”), a differenza di Alessandro, che ha sì una bella voce, ma anonima. L’ultimo a esporsi è Cristiano Turrini, che loda Alessandro per il suo percorso a YCS (“apprende come una spugna), e per questo decide di eliminare Brhenda, passando di fatto la palla ai giudici esterni. Questi premiano Alessandro per la crescita molto evidente maturata in queste settimane. Brhenda purtroppo è la prima eliminata del team Turrini.

Che ne sarà di loro? Domani avrà luogo il tanto atteso doppio ripescaggio. In vista di ciò vogliamo parlarvi più diffusamente dei ragazzi che ci hanno convinto di più in questi giorni. O meglio, lasceremo che siano loro a parlare di sé. Conosciamo meglio Leonardo Chiffi del team Corsi e Letizia Bonucci del team Buda.

Come sei venuto a conoscenza di You Can Sing? Il percorso finora compiuto corrisponde alle tue aspettative su questo talent?

Leonardo: Ciao a tutti! Sono venuto a conoscenza di YCS tramite un concorrente dello scorso anno, che conosco quasi per niente, ma che vedendo i miei video su Facebook avrà capito che amo cantare, e mi ha consigliato così di partecipare ai casting. Ero molto scettico, ma l’ambiente che ho trovato e le persone conosciute hanno reso questo percorso bellissimo e mi hanno arricchito di tante cose nuove che porterò con me per sempre.

Letizia: Ho scoperto YCS grazie ad una concorrente, nonché grandissima amica, che ha partecipato alla scorsa edizione arrivando proprio in finale: Ilaria Rinaldi. Abbiamo frequentato la stessa accademia di musical, ovvero la SDM, la Scuola del musical a Milano, e questa estate abbiamo lavorato insieme in Sardegna, a San Teodoro, in un villaggio hotel Bungalow Club Village come performer e animatrici. Mi ha incuriosito molto e ho deciso di fare le audizioni questo inverno, pur studiando ed abitando a Milano. Non smetterò mai di ringraziarla per questo, perché per noi artisti emergenti è un ottima opportunità nonché bellissima esperienza, non solo a livello lavorativo ma anche a livello umano: si creano amicizie con tutti ed è una cosa bellissima. Per quanto riguarda il mio percorso finora direi che per le prime due puntante è andato alla grande, anche se la terza mi ha giocato un brutto scherzo la mia voce, causa stanchezza. Comunque sono abbastanza soddisfatta di come sono andata fino adesso: a prescindere da tutto so che sono cresciuta molto rispetto ai primi provini e la mia carica aumenta ogni giorno di più.

Come si struttura la tua routine preparatoria alla serata? Hai altri impegni artistici paralleli a You Can Sing?

Letizia: Come ogni fine serata, noi tutti, insieme ai coach, ci riuniamo per discutere del tema e dei brani; poi io e il mio team ci riuniamo con Federica Buda (la nostra coach) e decidiamo insieme i pezzi, i vari cavalli di battaglia etc. Appena rientro da Roma, solito taglia e cuci del brano: cerco di renderlo mio il più possibile, mi confronto con Federica, la quale mi consiglia sempre. Ho altri impegni oltre You Can Sing: avendo studiato teatro, faccio anche altre audizioni, infatti attualmente ne sto preparando tre che si terranno tutte questo mese, e nel frattempo continuo a fare lezioni di danza e canto.

Leonardo: La mia preparazione è in casa, in camera, nel bagno (dove ho sempre cantato fino ad ora). Ho avuto la fortuna di avere un coach come Alessandro Corsi che è meticoloso, e grazie a lui abbiamo fino ad ora organizzato due incontri settimanali dove prepararci la performance per intero. Oltre che vocalmente curiamo l’esibizione e la consapevolezza di sé. Un vero e proprio percorso che ci aiuterà, e ne sono certo, a stare sul “palco” della vita in generale oltre che per le esibizioni del talent.

Nessuno nasce imparato, come si suol dire. Quanto conta la preparazione tecnica in un talent come You Can Sing? Quanto hai faticato per tenere il passo con le richieste dei coach?

Leonardo: Le assegnazioni sono state sempre toste, tutte canzoni mai cantate e poco conosciute almeno da me. Non è facile stare al passo con tutti ragazzi che fanno questo nella vita: io faccio tutt’altro e purtroppo ho poco, pochissimo tempo da dedicare al canto. Mi sono sempre sentito in debito riguardo lo studio della tecnica vocale, in un talent come YCS è richiestissima e forse è giusto sia così. Credo che il carisma che mi porta avanti nell’affrontare la vita si possa intravedere nella sincerità e assoluto istinto con cui canto.

Letizia: Per quanto riguarda la preparazione tecnica secondo me è molto importante… insomma un minimo almeno ci deve essere, per una pignola come me! Ma conta anche la cosa più importante: essere sé stessi, sempre divertirsi e comunicare il più possibile. Perché il canto è anche un po’ questo: comunicazione, emozione, arrivare al cuore delle persone. Più che fatica io lo chiamerei un mettersi in gioco, no? Essere sempre pronti a nuove sfide, a nuove avventure. Scegliendo le canzoni per noi è un po’ un mettersi in gioco, e devo dire che fino adesso ho sempre accettato tutto, anche se con qualche difficoltà, perché ci sta, ma è stato un confronto continuo che io personalmente prendo come arricchimento e crescita artistica. E, diciamocelo, io non potevo desiderare coach migliore di Federica, senza nulla togliere agli altri che sono pazzeschi, ma con lei c’è stato subito feeling: mi sono affidata a lei e ne sono sempre più grata!

Abbiamo visto come nella scorsa serata un importante discrimine per la scelta dei concorrenti da salvare in fase di eliminazione sia stato la salvaguardia dell’autenticità dei nuovi talenti, in un momento storico in cui l’appiattimento culturale è promosso su tutti i livelli e la diversità è vista al massimo come un capriccio e una moda. Sbagliare qualche nota non conta, se si rimane coerenti alla propria essenza. Purtroppo però, come rimarcato da coach Corsi, l’industria discografica italiana rema contro ai giovani talenti. In un contesto più protetto come può essere quello di You Can Sing, cosa pensi di poter dare in più rispetto agli altri concorrenti? Perché dovresti essere ripescato?

Letizia: Io penso, come tutti i miei compagni di viaggio, che se siamo arrivati lì, dopo i provini e i callback, un motivo sicuramente c’è… e lo sappiamo tutti che – ahimè – ne vincerà uno soltanto. Io penso semplicemente di volere fare della musica il mio lavoro, vorrei poter dimostrare le mie capacità come ho fatto per tutte queste sere… ma siamo tutti così! Ognuno a modo suo quando sale su quel palco sale per dire qualcosa, per raccontare la propria storia. Io ogni sera racconto la mia, semplicemente la mia grande passione.

Leonardo: Credo che tutti i ragazzi rimasti in gara siano bravissimi e molto preparati. Non avendo studiato canto, non ho sovrastrutture: vado d’istinto, cuore. Non so se questo è un valore aggiunto o può esserlo in questo contesto. Io mi sento bene quando canto, mi emoziono e spero tramite il ripescaggio di dimostrare ai giudici e al pubblico tutto quello che provo.

In caso di mancato ripescaggio, cosa faresti? Hai altri progetti di cui vuoi parlarci?

Letizia: In caso di mancato ripescaggio sarò comunque soddisfatta di me e di dove sono arrivata. La rifarei comunque questa esperienza, ad occhi chiusi, corse contro il tempo, contro i treni… sì, la rifarei tutta da capo, non rimpiango niente! Una bellissima famiglia come quella di YCS non si trova tutti i giorni e io sono grata di averne fatto parte. Per i progetti futuri, a parte l’opportunità avuta da parte del grande Daniele Decò al Gay Village Academy, che sto valutando perché mi coincide con degli impegni lavorativi, ho la stagione estiva alle porte; ho queste audizioni da affrontare, che spero portino a qualcosa di buono, anche se a settembre stavo valutando di andare all’estero per continuare con gli studi e arricchirmi ancora di più.

Leonardo: In caso di mancato ripescaggio non mi abbatto. Con questo talent mi sono dato finalmente un’opportunità: cantare fuori dalla mia cameretta mi fa stare bene e spero di farlo ancora! Studierò tecnica vocale e continuerò a seguire la mia passione. Non ho progetti artistici in atto o in progetto, quindi se sentite qualcosa in giro fate pure il mio nome, ahah!

Lo faremo sicuramente! Ringraziamo Leonardo e Letizia per la disponibilità e teniamo le dita incrociate per loro.

Intanto vi diamo appuntamento come sempre al BIFF, per la quinta serata di You Can Sing 6. Dire Grazie sarà il tema: i concorrenti, per la prima volta, potranno scegliere quale brano cantare e dedicarlo a qualcuno di speciale. Inoltre vi ricordiamo che il 17 maggio, in occasione della giornata contro l’omofobia, ci sarà un evento organizzato dalla Croce Rossa per sostenere Refugee LGBT, la prima casa di accoglienza temporanea per persone gay, lesbiche, bisex e trans vittime di maltrattamenti in famiglia. In quanto vincitore del premio della critica intitolato a Silvia Capasso, Lorenzo Lepore potrà esibirsi all’evento insieme a tanti altri artisti.

 

Tutte le foto della serate sono sulla pagina ufficiale di You Can Sing 6.

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